Silent

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Il tuo corpo lo conosco anche dentro, la milza, il fegato avvelenati da pensieri andati a male, sale lungo l'intestino l'urlo proveniente dallo stomaco sempre in spasmi e tormenti, certo eri più bella di profilo infilata nelle tue calze mentre andavi via... e la lingua ingiuriosa coi tuoi seni bianchi esposti e la mia annebbiata compagnia coperta da questa sabbia mentre realizzi che non ci si può fidare nemmeno della luce, del buio... una volta ancora dimmi resta, anche quando è sempre una bugia.