Invidio il vento

Torbida inquietudine


  Da via bachelet, dove sto io, si sbuca in via Basse, che è la strada che costeggia alla fine il cimitero del paese. Una stradina quasi senza case che danno sullla strada. E' quella dove in fondo, c'è spesso un aironcello bianco che viene a dare un'occhio se c'è qualcosa dentro il fosso dove l'acqua scorre per bene.E lungo il fosso ci son le canne che crescono e anche il segoncello che è roba che nella morfologia del territorio ti dice che la, un tempo c'era la palude. Un posto questo che, mi diceva mio nonno, un tempo c'erano acquitrini e solo rane che gracchiavano. C'è una casa dove ci abitano adesso due fratelli, fratello e sorella sui 55 anni. Per ultima c'era rimasta la madre, poi è morta anche lei. Ecco, quello è un posto che ci passo davanti e, in un posto cosi ci ambienterei uno di quei romanzi cupi e torvi di Simenon. Non che sappia qualcosa di quei due la ma è la sensazione che il posto mi da, come se dovesse covare l'incesto, l'oscuro segreto di storie famigliari, l'infezione nascosta. E' da la, da quella casa che si sviluppa tutta una dinastia di gatti selvatici che spadroneggia nel quartiere.Inseminano, ingravidano e sgravano. E' da la che venivano anche questi miei. Gatti Questi ultimi, piccoli che si erano accasati avevano già un loro feudo che mi ero occupato a proclamare. Ma è su quella casa, fucina di selvatichitudine che va il mio interesse, un pò morboso a dir il vero. E' da temo che sto attento, che butto l'occhio quando passo, per cogliere qualcosa, un dettaglio ma non c'è mai nessuno fuori. Sicchè tutto si gioca dentro quei muri. Entrambi i fratelli sono sempre stati soli, senza accompagnarsi mai e, se c'è stato qualche tentativo dev'esser andato storto, forse non avendo la propensione ne gli strumenti per un convivere. Dopo la morte della madre, che teneva le redini sicuramente, che dava la parvenza di essere abitata quella casa, che teneva l'orto e le bestie da cortile, i legami con la parrocchia e con le femmine a bottega, che buttava fuori all'aria lenzuola e coperte e che, sicuramente copriva il torbido domestico giustificando quei figli un po andati a male. Dopo di lei quella casa è diventata un universo chiuso, asfittico, un microcosmo dai toni foschi, con i balconi sempre tirati sotto, abitatori di penombre, regni del malstare, avamposti da difendere dal nemico fuori, umanità stantia. Ho chiesto a mia madre ma non sa niente di quelli là. Lui è in pensione ma non esce mai. La sorella ha la macchina, una punto celestina. Non so se lavora ma lei si muove.Qualche volta la vedo al Foster che si ferma a comprar le sigarette, molto rapida e schiva. Credo siano per lui. Ha un'altra sorella che vedevo una volta quando veniva a trovar la madre, ora non la vedo piu. Come a dire che si arrangino quelli là.Un'altra ancora sò che è suora. Il fratello è molto ingrassato da come lo ricordavo, gonfio, forse prende psicofarmaci, un'idea. la casa, tempo fa è stata divisa in due, mi ha detto mia madre. hanno fatto le divisioni prima della morte della madre. Il fratello abitava con la vecchia. Lei si vede che voleva la sua indipendenza, forse sperava di portarsi a casa un uomo. E' ancora una bella donna, ben piantata, di quelle che ti danno l'idea di esser di buoni principi, sane, che non hanno grilli, si dice cosi. Fosse per me non mi fiderei per niente. Il fratello ha un'aspetto minaccioso, incupito, silente, oscuro. Deve averla sempre dominata e tenuta in riga ai suoi voleri, resa innocua e accondiscendente. Forse la casa l'han divisa perchè cosi la gente non avesse niente da dire, che non pensassero che dormissero nello stesso letto pure. Il giardino è lasciato incolto. Passando da fuori vedo lo stato di abbandono e incuria. Eppur è strano mi dico, c'è pur sempre una donna ma deve aver ceduto. I miei gatti venivano da là. gatti inselvatichitichi di campagna.