Creato da swala_simba il 20/09/2008

nel tempo...

E sarà sempre un nuovo gioco per tenere acceso il fuoco nel lungo tempo da venire, piccole pietre da trasportare e da seguire per ritornare.. (finardi)

 

 

le buone piccole cose...

Post n°1268 pubblicato il 15 Novembre 2018 da swala_simba

 

 

Antipasto: pane col lardo….

Leggo il menu e il cuore torna indietro a quando d'estate nelle calabre terre del nonno ci

si svegliava la mattina col chiarore del sole e il profumo del pane appena sfornato. Una

fetta di pane caldo caldo su cui si scioglieva lo strutto fatto in casa, una tazza fumante di

latte di capra e una fettina di fresca ricotta avvolta nelle foglie di vite erano il primo pasto

della giornata da condividere tutti insieme.

E penso all’etimo della parola “compagno”. E ripesco nella memoria quel tempo in cui la

parola “compagno” si pronunciava a voce piena...

E nulla può rappresentarla meglio di questa lettera di Mario Rigoni Stern…

“ Cari Compagni,

sì, Compagni, perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso;

deriva dal latino “cum panis” che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro

che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro,

lotta e anche sofferenze.

È molto più bello Compagni che “Camerata” come si nominano coloro che frequentano

stesso luogo per dormire, e anche di “Commilitone” che sono i compagni d’arme.

Ecco, noi della Resistenza siamo Compagni perché abbiamo sì diviso il pane quando si

aveva fame ma anche, insieme, vissuto il pane della libertà che è il più difficile da

conquistare e mantenere. Oggi che, come diceva Primo Levi, abbiamo una casa calda e il

ventre sazio, ci sembra di aver risolto il problema dell’esistere e ci sediamo a

sonnecchiare davanti alla televisione.

All’erta Compagni!

Non è il tempo di riprendere in mano un’arma ma di non disarmare il cervello sì, e l’arma

della ragione è più difficile da usare che non la violenza. Meditiamo su quello che è stato

e non lasciamoci lusingare da una civiltà che propone per tutti autoveicoli sempre più belli

e ragazze sempre più svestite. Altri sono i problemi della nostra società: la pace, certo,

ma anche un lavoro per tutti, la libertà di accedere allo studio, una vecchiaia serena; non

solo egoisticamente per noi, ma anche per tutti i cittadini. Così nei diritti fondamentali

della nostra Costituzione nata dalla Resistenza.

Vi giunga il mio saluto, Compagni dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e

Resistenza sempre. 

Vostro Mario Rigoni Stern, Mira (Venezia)

20 gennaio 2007 (lettera inviata all’Anpi di Treviso)

 

 
 
 
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