Un normalissimo giorno di lavoro di novembre, nuovo pc, devo rinstallare skype, ..non mi ricordo più il profilo di Simona …ok faccio una ricerca con cognome ed ecco che nell’elenco utenti, il primo della lista è un cognome (destino che una mia collega abbia il cognome uguale al suo ? sino a quel momento non lo avevo messo neanche lontanamente in relazione) che abbinato al nome della società in cui ricordavo avesse lavorato, mi fa accendere una lampadina “sarà mica lui ???” Curiosa, invio un messaggio chiedendo : “ scusa ma per caso sei… “ Passano i giorni, mi dimentico totalmente della cosa anche perché su skype, affinchè un messaggio venga recapitato, gli utenti devono essere collegati contemporaneamente, ed ecco che nel mezzo di un’incontro di lavoro, mi si apre una bella finestrella che mi conferma che sì è proprio lui. Qualche frase di circostanza, ed ecco che decidiamo di pranzare insieme, giusto per vedere se stiamo invecchiando bene. Francesca, la mia amica mi consiglia di non andare “non rovinare i ricordi, magari te lo ritrovi davanti grasso, pelato, flaccido..” 2 DICEMBRE La notte dormo male, mi alzo a fatica, scelta difficile davanti al guardaroba, cosa mi metto !??? Sembra che nulla mi piaccia, che vada bene per l’occasione : sportiva, elegante, da ufficio, tacchi alti, bassi, meglio gli stivali …. Trucco sì ma non troppo, morale più di un’ora e mezza per prepararmi.L’ansia inizia a crescere a ritmi frenetici (mi devo sparare in gola 7 gocce di xanax, rasento il panico) mani gelate, battito del cuore accelerato, stomaco chiuso. Ore 13, squilla il cellulare, oddio ci siamo !! Inizia la scena al rallentatore perché il tempo adesso si ferma : ultima occhiata allo specchio del bagno, scendo le scale, attraverso il portone, lui è parcheggiato a 100 metri, dallo specchietto retrovisore mi vede, scende dalla macchina , mi aspetta e mi sorride. E’ bellissimo come allora. Mi tremano le gambe, gli ultimi passi sono pesantissimi, sono di fronte a lui, vicinissima, mi aggancio al suo sguardo e istintivamente la prima cosa che faccio è accarezzargli il viso. Una carezza, un gesto tanto delicato quanto intimo, che all’istante mi fa capire che nulla è cambiato . Ho la pelle d’oca come 17 anni prima, quando per la prima volta, seduta vicina a lui, l’ho “respirato” e ho provato un brivido, una sorta di scossa per anima, corpo e sensi, indimenticabile e percepita unicamente con lui.
5 MESI FA
Un normalissimo giorno di lavoro di novembre, nuovo pc, devo rinstallare skype, ..non mi ricordo più il profilo di Simona …ok faccio una ricerca con cognome ed ecco che nell’elenco utenti, il primo della lista è un cognome (destino che una mia collega abbia il cognome uguale al suo ? sino a quel momento non lo avevo messo neanche lontanamente in relazione) che abbinato al nome della società in cui ricordavo avesse lavorato, mi fa accendere una lampadina “sarà mica lui ???” Curiosa, invio un messaggio chiedendo : “ scusa ma per caso sei… “ Passano i giorni, mi dimentico totalmente della cosa anche perché su skype, affinchè un messaggio venga recapitato, gli utenti devono essere collegati contemporaneamente, ed ecco che nel mezzo di un’incontro di lavoro, mi si apre una bella finestrella che mi conferma che sì è proprio lui. Qualche frase di circostanza, ed ecco che decidiamo di pranzare insieme, giusto per vedere se stiamo invecchiando bene. Francesca, la mia amica mi consiglia di non andare “non rovinare i ricordi, magari te lo ritrovi davanti grasso, pelato, flaccido..” 2 DICEMBRE La notte dormo male, mi alzo a fatica, scelta difficile davanti al guardaroba, cosa mi metto !??? Sembra che nulla mi piaccia, che vada bene per l’occasione : sportiva, elegante, da ufficio, tacchi alti, bassi, meglio gli stivali …. Trucco sì ma non troppo, morale più di un’ora e mezza per prepararmi.L’ansia inizia a crescere a ritmi frenetici (mi devo sparare in gola 7 gocce di xanax, rasento il panico) mani gelate, battito del cuore accelerato, stomaco chiuso. Ore 13, squilla il cellulare, oddio ci siamo !! Inizia la scena al rallentatore perché il tempo adesso si ferma : ultima occhiata allo specchio del bagno, scendo le scale, attraverso il portone, lui è parcheggiato a 100 metri, dallo specchietto retrovisore mi vede, scende dalla macchina , mi aspetta e mi sorride. E’ bellissimo come allora. Mi tremano le gambe, gli ultimi passi sono pesantissimi, sono di fronte a lui, vicinissima, mi aggancio al suo sguardo e istintivamente la prima cosa che faccio è accarezzargli il viso. Una carezza, un gesto tanto delicato quanto intimo, che all’istante mi fa capire che nulla è cambiato . Ho la pelle d’oca come 17 anni prima, quando per la prima volta, seduta vicina a lui, l’ho “respirato” e ho provato un brivido, una sorta di scossa per anima, corpo e sensi, indimenticabile e percepita unicamente con lui.