ero rassegnato, mentre la macchina sbandava ho subito compreso che avrei solo potuto attendere che il moto si arrestasse, come inerte spettatore del mio destino.Ho sentito un primo tonfo, poi di colpo l'air bag è esploso, un morbido e rassicurante cuscino a separarmi da quel complesso di ferro e lamiere. La cintura mi ha abbracciato stretto mentre la macchina si impennava. In un istante ho perso la cognizione della forza di gravità, poi un terzo colpo, e il rumore dello strisciare di parti metalliche sull'asfalto. 'Dentro o fuori', sapevo che se avessi superato il guard rail avrei affrontato il vuoto, e le possibilità di sopravvivere si sarebbero ridotte al minimo. Il moto inconsueto rallentava, ero 'dentro', rallentava ancora, fino a cessare, fino alla quiete, fino al silenzio. Poi, il buio, ed un forte odore di bruciato.'Sono a testa in giù. Devo uscire da qui prima che prenda fuoco tutto. Dov'è finito il telefono? devo trovare il fottuto telefono prima che qui bruci tutto. La portiera non si apre e c'è puzza di bruciato, devo uscire dall'altra parte. Che cazzo ho combinato, cosa cazzo ci fa la mia macchina con le ruote all'aria come un insetto morto...'Sono uscito con le mie gambe, niente sangue, neanche una contusione. I credenti hanno parlato di miracolo. Non so come definirlo, sicuramente la fortuna non mi è mancata, a voi la scelta. Tuttavia sono qui per raccontarvelo.Ora abbraccio tutti voi, a cui racconto di quanto sia stato facile ribaltare una macchina a velocità non sostenuta, nonostante in altre occasioni l'abbia spinta con incoscienza oltre i limiti di velocità. Abbraccio voi, a cui racconto quanto sia stato prezioso aver indossato correttamente la cintura di sicurezza, nonostante le prese per i fondelli dei miei amici, e ai quali, sorridendo, ribadisco che avevo ragione io.E' così che ho sentito il calore e la forza degli abbracci dei miei amici accorsi sul posto, volti di cera ed occhi surrealmente spalancati dallo spavento, rossi di paura, di gioia, di preoccupazione, incredulità, voci tremanti e strozzate. Sono qui a raccontarvi del bacio sulla fronte di Calogero, mentre ero sdraiato sulla barella del pronto soccorso, l'ho raccontato a mia madre, e a mio padre, ai quali non mostrerò le foto della macchina dopo l'incidente, e alla mia fidanzata, lontana centinaia di infiniti kilometri dal punto di impatto, dove il tempo stava spegnendo per sempre il suo sorriso, illuminato dall'attesa del mio imminente arrivo. Lo racconto a voi, ai quali certamente non ho niente da insegnare, poiché tutti voi potreste darmi lezioni sulla sicurezza nella guida, sul valore dell'amicizia, sulla bellezza della vita. Ho trascurato molte cose importanti nella mia vita, per questo non posso insegnare nulla. Posso solo testimoniare questi valori con la mia presenza, sperando che la mia esperienza vi abbia strappato una riflessione, e che quella riflessione possa sempre preservare il vostro sorriso.Evviva la vita.
9 gennaio 2012
ero rassegnato, mentre la macchina sbandava ho subito compreso che avrei solo potuto attendere che il moto si arrestasse, come inerte spettatore del mio destino.Ho sentito un primo tonfo, poi di colpo l'air bag è esploso, un morbido e rassicurante cuscino a separarmi da quel complesso di ferro e lamiere. La cintura mi ha abbracciato stretto mentre la macchina si impennava. In un istante ho perso la cognizione della forza di gravità, poi un terzo colpo, e il rumore dello strisciare di parti metalliche sull'asfalto. 'Dentro o fuori', sapevo che se avessi superato il guard rail avrei affrontato il vuoto, e le possibilità di sopravvivere si sarebbero ridotte al minimo. Il moto inconsueto rallentava, ero 'dentro', rallentava ancora, fino a cessare, fino alla quiete, fino al silenzio. Poi, il buio, ed un forte odore di bruciato.'Sono a testa in giù. Devo uscire da qui prima che prenda fuoco tutto. Dov'è finito il telefono? devo trovare il fottuto telefono prima che qui bruci tutto. La portiera non si apre e c'è puzza di bruciato, devo uscire dall'altra parte. Che cazzo ho combinato, cosa cazzo ci fa la mia macchina con le ruote all'aria come un insetto morto...'Sono uscito con le mie gambe, niente sangue, neanche una contusione. I credenti hanno parlato di miracolo. Non so come definirlo, sicuramente la fortuna non mi è mancata, a voi la scelta. Tuttavia sono qui per raccontarvelo.Ora abbraccio tutti voi, a cui racconto di quanto sia stato facile ribaltare una macchina a velocità non sostenuta, nonostante in altre occasioni l'abbia spinta con incoscienza oltre i limiti di velocità. Abbraccio voi, a cui racconto quanto sia stato prezioso aver indossato correttamente la cintura di sicurezza, nonostante le prese per i fondelli dei miei amici, e ai quali, sorridendo, ribadisco che avevo ragione io.E' così che ho sentito il calore e la forza degli abbracci dei miei amici accorsi sul posto, volti di cera ed occhi surrealmente spalancati dallo spavento, rossi di paura, di gioia, di preoccupazione, incredulità, voci tremanti e strozzate. Sono qui a raccontarvi del bacio sulla fronte di Calogero, mentre ero sdraiato sulla barella del pronto soccorso, l'ho raccontato a mia madre, e a mio padre, ai quali non mostrerò le foto della macchina dopo l'incidente, e alla mia fidanzata, lontana centinaia di infiniti kilometri dal punto di impatto, dove il tempo stava spegnendo per sempre il suo sorriso, illuminato dall'attesa del mio imminente arrivo. Lo racconto a voi, ai quali certamente non ho niente da insegnare, poiché tutti voi potreste darmi lezioni sulla sicurezza nella guida, sul valore dell'amicizia, sulla bellezza della vita. Ho trascurato molte cose importanti nella mia vita, per questo non posso insegnare nulla. Posso solo testimoniare questi valori con la mia presenza, sperando che la mia esperienza vi abbia strappato una riflessione, e che quella riflessione possa sempre preservare il vostro sorriso.Evviva la vita.