Creato da socialismoesinistra il 28/06/2008
Rivista di approfondimento culturale e politico dell'Associazione SocialismoeSinistra
 

 

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Post N° 22

Post n°22 pubblicato il 04 Gennaio 2009 da socialismoesinistra

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Il pensiero laico

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Mi avventuro in tematiche filosofiche, ma non a caso. Le ragioni che mi hanno impedito di aderire alla nascita del Partito Democratico e mi hanno fatto fare una scelta socialista, erano e sono fondamentalmente quattro:

  1. il tema della laicità

  2. il tema della collocazione europea

  3. il rifiuto del sincretismo economico di Veltroni

  4. il tentativo egemonizzante della vocazione maggioritaria del PD.

Ed è proprio il primo tema, quello della laicità, che voglio affrontare. Me ne dà l’opportunità, o meglio mi spinge a queste riflessioni l’articolo di Joaquin Navarro-Valls apparso su Repubblica col titolo “Eluana e l’enigma della coscienza”.

Se l’autore avesse esposto la dottrina della chiesa, i suoi principi, i suoi valori relativi al tema della vita e della morte non avrei obiettato alcunché, rispettoso (che è molto più che tollerante) come sono del pensiero altrui. Avrei forse sostenuto le mie ragioni certamente non coincidenti con quelle dell’autore ma non avrei contestato ciò che l’ex portavoce di Giovanni Paolo II avrebbe illustrato. Sono convinto che ogni associazione, com’è l’associazione cattolica, ha ogni diritto ad una sua dottrina, a farsi regole proprie cui sono tenuti i membri dell’associazione senza che nessuno possa interferire sulle libere determinazione degli aderenti all’associazione. Certo, conoscendo la storia del pensiero cattolico, sarei stato molto attento ai tentativi totalizzanti di imporre a tutti le regole interne dell’associazione cattolica e soprattutto al vizio congenito di usare lo Stato come mezzo per quell’imposizione di regole di pochi a tutti.

Ma l’autore con molta finezza, evita il metodo grezzo di usare lo Stato come diffusore imperativo delle regole della chiesa e, come S.Tommaso d’Aquino usa lo strumento della ragione per dimostrare le sue posizioni e per convincere gli altri esseri raziocinanti alle sue tesi. La strada della dimostrazione razionale dei misteri della fede è stata appunto inaugurata da S.Tommaso ed ha avuto il suo culmine con la dimostrazione ontologica di Sant’Anselmo , rivisto poi da Cartesio, riletto da Liebniz ed infine tradotto in logica proposizionale da Kurt Godel nella sua “Dimostrazione matematica dell’esistenza di dio”. (vedasi al proposito il godibilissimo commento a questo libretto fatto da Piergiorgio Odifreddi).

La logica di Navarro è di natura sofistica che tende a insinuare il dubbio su ogni concetto per poter alla fine smontare tutta la tesi che intende criticare. Infatti l’autore si pone interrogativi su assunti che prima costruisce quindi critica, insinua contraddizioni ed al fine rigetta.

In primis quindi, l’autore svicola dai fatti quali essi si presentano alla nostra attenzione e che si possono riassumere come segue: il popolo italiano liberamente nella Costituzione, all’art. 32 ha scelto di stabilire che nessuna terapia possa essere imposta ad un cittadino se non in base ad una legge.

La Cassazione ha precisato, nella colpevole mancanza di una legge ordinaria che regolamenti questo diritto, tre paletti: la accertata irreversibilità del male per il quale è possibile una terapia, la volontà del soggetto che rifiuta la terapia e come tale volontà possa essere espressa, la sedazione per rispettare la dignità del moriente.

Navarro non affronta questi passi ma va alla ricerca, con metodo metafisico, di concetti e contraddizioni.

La prima contraddizione che il Navarro presenta consiste nel fatto che : “da un lato si sostiene che lo stato di vita di Eluana, essendo ormai da così lungo tempo privo di coscienza, non possiede più i requisiti che giustificano la nutrizione e l’idratazione, ma dall’altro si ritiene che la sua coscienza e la sua volontà, attualmente non più esistenti, siano arbitri assoluti nel decidere oggi della sua sopravvivenza.(…) Si sostiene che malgrado lo stato di vita cosciente non ci sia più, la sua volontà passata debba valere lo stesso per decidere la sua vita e la sua morte futura”.

I fatti sono palesemente travisati dal Navarro; falsa è infatti l’affermazione che si sostenga che la vita di Eluana non possieda più i requisiti che giustificano la nutrizione e l’idratazione. Nessuno ha mai detto che occorre sospendere la terapia cui è attualmente sottoposta Eluana perché la sua vita non ha più i requisiti che ne giustifichino la prosecuzione. I fatti stanno altrimenti; si sostiene infatti che avendo Eluana espresso la volontà di non essere sottoposta a terapie indesiderate, è bene attenersi alla volontà del soggetto in difesa della sua dignità e del normale corso della natura.

Le cose sono diametralmente opposte. Navarro si inventa una tesi cui contrappone la sua antitesi che evidenzia la contraddizione insita nella tesi che, nelle intenzioni dell’autore, viene superata e smentita. Peccato che la tesi sia una invenzione dell’autore e tutta la sua deduzione sia minata da questo difetto d’origine.

Navarro sostiene poi che malgrado oggi non ci sia più coscienza ci si avvale della presunta volontà della persona incosciente per giudicare della vita o della morte della stessa. La volontà di Eluana viene quindi contestata perché lontana nel tempo e quindi forse oggi non più valida e comunque non confermabile dallo stato incosciente. Che la volontà di Eluana sia lontana è un fatto, mentre e’ un paralogismo sostenere che la sua volontà di oggi potrebbe essere diversa. Infatti se oggi Eluana fosse in grado di esprimere una volontà diversa da quella espressa venti anni fa, non sarebbe la ragazza in stato vegetativo persistente quale è e non avrebbe quindi bisogno di decidere mancando la causa decidendi. Potrebbe esprimere una volontà per un futuro stato incosciente ma al momento dell’incoscienza, seguendo il ragionamento di Navarro, la decisione sarebbe invalidabile così come oggi si tenta di invalidare quella volontà espressa.

Si passa poi a considerare l’autodeterminazione una cosa non vincolante così come non si asseconda un suicida che sta per suicidarsi. Il pensiero cattolico tende cioè a sminuire la potestà dell’autodeterminazione, dando per scontato che esiste un bene superiore alla volontà del singolo che farebbe impallidire il valore del decidere di sé.

In questo ragionamento si eclissa in toto il fatto di cui stiamo discutendo. La Costituzione italiana dice che nessuno può essere sottoposto a terapie se non per forza di legge. Quindi chi rifiuta la terapia non è paragonabile al suicida che vuol darsi la morte. La Costituzione non tutela il diritto a suicidarsi come Navarro vorrebbe far credere. Chi rifiuta la terapia ha un concetto della sua vita e della dignità della sua vita che una sua determinazione individuale “non contrattabile” che costituisce una parte del suo sé, della sua essenza: un patrimonio da tutelare e da difendere dalla violenza altrui. Il cattolico nella sua rivelata verità sente di aver il potere di invadere l’essenza altrui, naturalmente per il suo bene, senza alcun rispetto della squisita intimità delle convinzioni altrui.

E allora si giunge al futuribile. “Immaginiamo, dice Navarro, l’ipotesi di una terapia che riuscisse a rigenerare il tessuto cerebrale di persone traumatizzate. Noi avremmo sulle nostre spalle la responsabilità passata della soppressione legale di vite umane in quel momento incurabili e che adesso potrebbero essere curate”.

L’uomo, nei suoi limiti non può che essere relativista; ciò che vale oggi molto probabilmente potrebbe non valere domani, quante cose nei pochi millenni che siamo sulla terra si sono dimostrate fallaci e sono state superate dal continuo studio e applicazione dell’uomo. Ma nessuno mai ha scaricato sulle spalle degli antenati colpe e responsabilità per atti presi in conformità alla credenza del tempo che successivamente si è dimostrata infondata. A questo punto dovremmo tutti “sospendere il giudizio” su tutto, non agire, non fare nell’attesa di essere perfetti. Ciò corrisponde al massimo dello scetticismo che porta alla rinuncia al fare: accidia viene chiamato questo  vizio capitale dalla dottrina cattolica.

Ma l’assurdità della tesi si colora con la malignità di Navarro: quello che si sta per fare, non è l’abbandonarsi al naturale decorso della natura, ma è “ la soppressione legale di vite umane”, è  omicidio legalizzato ed la maggior colpevole  di questo delitto è la famiglia di Eluana, il cui ruolo è stato molto rilevante ed ha fortemente caldeggiato l’esito finale.

No comment.

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Renato Gatti

Dott. commercialista- esperto di economia aziendale

 
 
 
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L'Associazione SocialismoeSinistra fonda la propria azione politica sulla convinzione che la crisi delle economie dei paesi sviluppati abbia assunto i caratteri di una crisi di sistema, tale da incrinare la fiducia collettiva in un futuro caratterizzato dai livelli di garanzia sociale finora conosciuti, e cancellare l’egemonia delle idee-forza liberiste, neoconservatrici e tecnocratiche attorno a cui l’Occidente ha consolidato gli equilibri di potere responsabili dei processi economici, finanziari e sociali oggi entrati in crisi.
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