Creato da socialismoesinistra il 28/06/2008
Rivista di approfondimento culturale e politico dell'Associazione SocialismoeSinistra
 

 

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Non una somma di etichette ma un insieme di valori

Post n°134 pubblicato il 08 Aprile 2009 da socialismoesinistra

Anche in risposta ad una domanda di Gatti a cui non ho fatto in tempo a replicare qualche giorno fa, presento una piccola antologia di scritti di Carlo Rosselli che risalgono a pochi giorni prima della sua morte. Sono tali da adattarsi perfettamente al momento contingente e ad un programma politico attuale, in particolare a quello che Sinistra e Libertà vuole perseguire, per unificare le forze della sinistra italiana, in nome di un progetto di ampio respiro che non debba ridursi ad un semplice cartello elettorale di sopravvivenza.


“Mai gli uomini raggiunsero nella miseria e nella disoccupazione una più lucida, disperata coscienza della assurdità del loro vivere sociale. La miseria nell’abbondanza; l’ironia insultante di una capacità di produzione la quale in un mondo di affamati non riesce a trovare capacità di consumo! Qui davvero sta la follia di sopportare ancora che l’apparato sociale della produzione obbedisca alla volontà antisociale di una minoranza proprietaria.
La crisi, da eccezione, diviene regola; si cronicizza. La crisi è nel sistema, è il sistema. Sul piano capitalista non si riassorbe più. E’ essa la più vera confutatrice e seppellitrice, lo strumento di una conversione socialista delle cose che domina i nostri stessi avversari e prepara il risveglio delle coscienze.

Certo non è facile definire G.L. in base alla terminologia usuale dei partiti proletari. In base a questa terminologia dovremmo definirci a un tempo socialisti e comunisti e libertari (socialisti rivoluzionari-comunisti libertari) nel senso che riconosciamo quel che di vitale ciascuna di queste posizioni, in sia pur varia misura, contiene. Nel socialismo vediamo la idea forza di tutto il movimento operaio, la sostanza di ogni reale democrazia, la religione del secolo. Nel comunismo la prima storica applicazione del socialismo, il mito (assai logorato purtroppo) ma soprattutto la più energica forza rivoluzionaria. Nel libertarismo l’elemento di utopia, di sogno, di prepotente anche se primitiva, religione della persona.
Affermiamo la necessità di una nuova sintesi, e crediamo che, nei suoi termini essenziali G.L. si avvii a darla. In ogni caso ci sembra che nessuno dei vecchi movimenti proletari sia capace, da solo, di assolvere ai compiti centrali della lotta contro il fascismo (ma oggi potremmo oltre a ciò dire: anche contro il capitalismo speculativo e l’oligarchia timocratica che lo incarna, n.d.r.)
Questa lotta ideale e pratica, chiede oggi di essere condotta contemporaneamente su due terreni: in terreno elementare, che sia di risveglio, di iniziazione del popolo alla libertà e alla difesa delle sue condizioni di vita; e un terreno ideale, finalistico, che sia di educazione di una nuova classe dirigente, della nuova élite rivoluzionaria, di contrapposizione del mondo dei valori umanistici al mondo inumano del fascismo (ma potremmo ribadire ancora: e del capitalismo speculativo con l’oligarchia timocratica che lo incarna, n.d.r.)".

Ecco, ora potremmo tranquillamente sostituire SL a GL e tale programma, debitamente aggiornato nelle sue applicazioni contingenti, resterebbe pienamente attuale ed intatto per le sue linee portanti. Decisamente innovativo per quel che concerne il pluralismo dei suoi contenuti e per la libertà di riconoscersi di ciascuno nelle sue componenti dialettiche dinamiche interne
Io credo tuttavia che a ciò si possa anche aggiungere un concreto desiderio di giustizia e di legalità, che costituirebbe, se debitamente coniugato con le altre istanze sociali ed economiche, la vera alternativa politica in questo Paese, afflitto da corruttele di ogni genere, che non si arrestano nemmeno di fronte alle grandi tragedie umane e naturali
Oggi vi è un fronte ben definito dell’opposizione, il quale addirittura ambisce ad essere l’unico in Italia, che fa della giustizia la sua bandiera d’assalto, raccogliendo consensi crescenti, e che però appare svincolato da quella sinistra che tende a rifuggire, proprio in nome dei valori dell’umanesimo socialista, ogni forma di giustizialismo, ogni tendenza a creare scorciatoie giudiziarie in cui la magistratura possa colmare quel vuoto di valori lasciato da una politica di fatto incapace di farsene portatrice.
Ebbene, la vera soluzione credo consista proprio nel superamento di questo iato, nella sinergia di intenti e di lotta per costruire un’alternativa fatta di persone oneste e combattive, che sanno rispettare la pluralità delle voci che animano la loro causa ed intendersi rapidamente sulle iniziative tese a concretizzare i veri obiettivi di rinnovamento.
Non è invece nella disperata quanto futile ricerca di un punto di equilibrio interno alle forze di sinistra che non danneggi nessuno e lasci intatto ed impermeabile alla necessaria interdipendenza dei valori, l’assetto e l’etichetta di ciascuna forza politica, assieme naturalmente ai vari e numerosi interessi di bottega.
La vera novità può essere solo un vero salto di qualità nel ritrovarsi e nel lottare insieme senza anteporre più alcun tipo di pregiudiziale, senza farsi animare dalla paura dello snaturamento, in nome di un comune ideale di giustizia e nella piena libertà di poterlo concretizzare.
Rosselli in Socialismo Liberale scriveva: “uno Stato giusto non è quello in cui le leggi si ispirano a un astratto criterio di giustizia, ma quello in cui i suoi componenti si ispirano nella loro attività concreta a una regola di giustizia”
Quale migliore e concreta regola di giustizia può dunque darsi oggi una vera opposizione politica se non quella di non separarsi, non risultare conflittuale, di non avere paura innanzitutto di se stessa e dei suoi accavallamenti interni, ma di essere piuttosto unita nel voler perseguire l’autentico obiettivo di diventare forza credibile di governo?

Forse i nomi e le etichette sono quanto di più perfettibile, cangiante e anche di inconsistente possa mai essere da sempre esistito, ma non lo sono i valori, e fra tutti, oggi come sempre, in primo luogo quelli di Giustizia e di Libertà.


C.Felici 

 
 
 
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L'Associazione SocialismoeSinistra fonda la propria azione politica sulla convinzione che la crisi delle economie dei paesi sviluppati abbia assunto i caratteri di una crisi di sistema, tale da incrinare la fiducia collettiva in un futuro caratterizzato dai livelli di garanzia sociale finora conosciuti, e cancellare l’egemonia delle idee-forza liberiste, neoconservatrici e tecnocratiche attorno a cui l’Occidente ha consolidato gli equilibri di potere responsabili dei processi economici, finanziari e sociali oggi entrati in crisi.
L'Associazione SocialismoeSinistra ritiene che la Sinistra italiana debba necessariamente ripensare la propria impostazione culturale e programmatica rispetto alla profondità della crisi che sta coinvolgendo il capitalismo a livello globale, recuperando appieno una concezione del riformismo socialista fondata sulla affermazione della superiorità del momento della decisione politica rispetto alla centralità degli interessi del mercato, nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, ed in grado di individuare un diverso modello di sviluppo, diversi parametri di riferimento della qualità della vita della società, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche.
L'Associazione SocialismoeSinistra ritiene quindi che questo nuovo percorso politico passi attraverso una ristrutturazione di tutta la Sinistra essendo evidente che la straordinarietà della crisi implica il superamento della distinzione tra coloro che provengono dalle file del socialismo europeo e chi si è finora riconosciuto in esperienze politiche nominalmente più radicali.
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