Creato da socialismoesinistra il 28/06/2008
Rivista di approfondimento culturale e politico dell'Associazione SocialismoeSinistra
 

 

« .Riattivazione del Blog »

L’oscuro oggetto della bioeconomia

Post n°387 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da socialismoesinistra

 

Pubblichiamo del compagno Sergio Ferrari questo interessante saggio sulla bioeconomia apparso nel Settembre 2008 su Scienza e Società e ancora attuale.



 

Sono storicamente frequenti gli studi che partendo dalla constatazione degli aumenti demografici, dalla conseguente crescita nell’utilizzo delle risorse naturali e dalla finitezza di queste risorse, si sono esercitati in previsioni circa le possibilità di sopravvivenza  per l’umanità intera.

Già alla fine del ‘700 il  contrasto tra la crescita della popolazione  e l’ammontare della terra necessaria per il suo mantenimento si sarebbe risolto, secondo Malthus e poi anche secondo John Stuart Mill, in una condizione di reddito di pura sussistenza per la classe dei lavoratori sino ad incidere sugli andamenti demografici per poter recuperare un qualche riequilibrio. Le preoccupazioni di Malthus si rilevarono errate e i timori per l’esaurimento delle risorse si rivolsero verso altri aspetti. A metà del 1800, ad esempio, in pieno sviluppo della rivoluzione industriale, un altro grande economista, W.S. Jevons, fece notare come i costi inevitabilmente crescenti dell’estrazione del carbone minacciavano in maniera preoccupante l’industria britannica e che quindi essendo inimmaginabile la disponibilità di sostituti, le felici condizioni di progresso di quel periodo avevano davanti un futuro limitato. Una preoccupazione che si sarebbe riproposta  anche negli Stato Uniti alla fine dell’ottocento.  Sino al più recente Rapporto Meadows del 1972 secondo il quale un declino catastrofico per l’umanità era prevedibile nell’arco di un secolo.

Lungo questa linea si colloca più recentemente la posizione di un altro economista, Nicholas Georgescu-Roegen, capostipite di una concezione che con coerenza critica il concetto dello sviluppo sostenibile in quanto comunque connesso ad un pur “sostenibile” sviluppo, considerato invece irrealizzabile, e che indica la strada della decrescita non come soluzione alternativa alla crisi finale ma come unico comportamento responsabile verso le generazioni future, comunque condannate in quanto è  scientificamente ineluttabile l’esaurimento delle risorse naturali in genere e di quelle energetiche, in particolare.

La novità nelle argomentazioni di Georgescu rispetto ai precedenti autori sta nel richiamo a una legge scientifica che dovrebbe eliminare quei margini di aleatorietà impliciti in ogni previsione ancorché apparentemente logica e coerente. Questa base scientifica è rappresentata dal secondo principio della termodinamica che per gli aspetti che interessano il tema in questione potrebbe essere espresso nei seguenti termini: in ogni processo la qualità dell'energia (cioè la possibilità che l'energia possa essere ancora utilizzata da qualcun altro) è sempre peggiore rispetto all'inizio, quindi ogni trasformazione materiale implica la perdita irreversibile di una parte dell’energia impiegata. Avendo a loro volta le fonti di energia fossile una dimensione finita ne consegue che lo sviluppo economico cosi come da sempre lo conosciamo, non può essere proiettato indefinitamente nel tempo.

E’ evidente che nessuna teoria economica può contraddire le certezze di una legge scientifica e quindi poiché le risorse energetiche naturali sono finite e, in base al II Principio della termodinamica, subiscono un degrado parziale ma irreversibile, non è possibile qualunque ipotesi di sviluppo  economico basato sull’uso di risorse naturali e tanto meno sulla crescita dei consumi di prodotti energetici.  Qualsiasi processo economico che produce merci materiali diminuisce la disponibilità di energia nel futuro e quindi la possibilità futura di produrre altre merci.

 Non è quindi possibile alcuno scenario di progresso essendo discutibili solo le scadenze della crisi finale in funzione dell’andamento della demografia, dei consumi pro-capite e delle tecnologie di produzione e di consumo.  Naturalmente non è indifferente sapere se tale ineluttabilità riguarda un orizzonte di tempo in qualche misura limitato oppure se si tratta di una prospettiva  “teorica” indefinita nel tempo. La stessa responsabilità morale che occorre manifestare verso le generazioni future diventa molto soggettiva se si allude ai secoli, piuttosto che ai millenni o alle ere geologiche. Ma tutto questo non modifica l’ineluttabilità individuata precedentemente.

Il riferimento al secondo principio della termodinamica rende, secondo questa scuola, indiscutibili le previsioni negative e marginali gli eventuali ripieghi escogitati dall’uomo per superarle.  E questo vincolo energetico si riflette anche sulla disponibilità delle altre risorse materiali: una volta disperse nell'ambiente le materie prime precedentemente concentrate in giacimenti nel sottosuolo, possono essere reimpiegate o riciclate nel sistema economico solo in misura molto parziale al prezzo di un alto dispendio di energia. (pag. 107, 142 )[1]. Quindi anche queste risorse materiali, oltre a quelle energetiche, sono destinate all’esaurimento. In questo caso ovviamente si ipotizza che la terra sia un sistema chiuso cioè un sistema che ammette la possibilità di un passaggio ai propri confini di energia ma non di massa.

A questo punto e con le conoscenze oggi disponibili, due sono le possibilità teoriche di modificare queste conclusioni negative. Da un lato chiamare in causa un’altra legge scientifica e in particolare l’equazione di Einstein sul rapporto tra massa ed energia -  la ben nota E = mC2  - e dall’altra ricordare che ci si riferisce ad un sistema chiuso che come tale consente lo scambio di energia ai propri confini. In definitiva prendere in considerazione i flussi di energia provenienti sulla terra da parte del sole.

Naturalmente l’esistenza di queste due possibilità non sfugge a Georgescu; pur tuttavia le conclusioni non sembrano modificarsi. Georgescu, infatti,  esclude la possibilità di un uso efficace dell’energia solare ed esclude la possibilità che le fonti energetiche di origine nucleare siano realizzabili. Nel caso dell’energia da fissione nucleare l’impossibilità del suo utilizzo sembra consistere essenzialmente in una condizione di non accettazione sociale: “  Il reattore autofertilizzante che converte materiale fertile in combustibili fissili sarebbe un dono prometeico se la sua realizzazione pratica non fosse pregna di rischi e di  ostacoli tecnici….” (pag. 181) . Per l’energia da fusione l’impossibilità deriva, sempre secondo Georgescu, dal fatto che “nessun contenitore materiale può resistere alla temperatura di reazione …” (pag.89).  Per l’energia solare dal fatto che gli apparati per il recupero e l’utilizzo di questa energia richiedono più energia di quanta siano poi in grado di produrne durante l’arco della loro vita: “…attualmente è impossibile produrre collettori solari tramite la sola energia solare da essi accumulata e che quindi qualsiasi applicazione dei metodi esistenti basati sui collettori solari è parassitaria della tecnologia corrente..  “ (pag. 170). [2]

 Anche l’esistenza di una equivalenza tra massa ed energia espressa dall’equazione di Einstein non modifica questa situazione ma anzi l’aggrava in quanto le diverse possibilità tecnologiche di “utilizzare” quella equazione, come si è visto, sono con varie motivazioni escluse,  mentre il fatto che in nessuna parte dell’universo sia possibile trasformare l’energia in massa (V. pag. 137), trasferisce le ipotesi di esaurimento delle risorse energetiche anche alle risorse materiali in genere. Questa impossibilità converge, sempre secondo Georgescu, verso una prospettiva di esaurimento dei materiali necessari e quindi dell’impossibilità di una crescita economica indefinita dal momento che, come già affermato, “la materia non può essere completamente riciclata.”.  

A questi vincoli alla crescita Georgescu tuttavia perviene, come si visto, attraverso delle considerazioni tecnologiche, non scientifiche. Naturalmente sono perfettamente legittime modellizzazioni, simulazioni  e approssimazioni. Basta non dimenticarsene quando si devono tirare delle conclusioni. E in particolare occorre ricordare che la forza cogente del riferimento ad una legge scientifica non può essere trasferita automaticamente alle ipotesi e alle argomentazioni tecnologiche. Inoltre occorre sempre ricordare come le leggi della fisica proprio in quanto leggi generali, si riferiscono a modelli generali e non alle specifiche e variabili condizioni che si possono trovare nella realtà o anche in laboratorio. E questo non perché in queste condizioni particolari quelle leggi non valgano più ma perché le variazioni delle condizioni reali rispetto al modello generale implicano degli effetti che possono essere apparentemente contradditori con  l’esistenza di quelle leggi: la legge della gravità non è smentita dall’esistenza di condizioni di assenza di gravità.

A parte le osservazioni critiche di merito alle specifiche argomentazioni tecnologiche di Georgescu, alcune delle quali sin troppo evidenti, le osservazioni centrali  e pregiudiziali sono “scientifiche” e si riferiscono ai tentativi di applicare un principio scientifico ad un contesto non coerente.  Nel tentativo di precisare la differenza tra energia accessibile e energia disponibile e tra sistemi aperti, chiusi o sistemi isolati sembra alle volte che a R. sfuggano  le connessioni: “Essendo l’entropia un indice dell’energia non disponibile in un sistema isolato, un’espressione equivalente della legge di entropia si traduce in questa popolare formulazione:  Qualsiasi cosa si faccia, l’entropia di un dato sistema non può diminuire “ (pag. 217 ). Se non che essendo sparito il riferimento al sistema isolato il lettore “popolare” è autorizzato a pensare che questo sia vero sempre e qualunque sia il sistema di riferimento; e questo non è vero. In secondo luogo se si assume che la terra sia un sistema chiuso non ha fondamento scientifico assumere che lo scambio di energia che avviene ai suoi confini dia luogo ad una energia, quella solare, inutilizzabile. 

Se si abbandona il rigore scientifico – operazione peraltro che può essere anche proposta e esaminata a titolo di studio – allora si entra nel campo delle dinamiche tecnologiche, delle valutazioni economiche, sociali, ecc., ecc., cioè in quel campo di valutazioni e argomentazioni  che hanno  caratterizzato tutte le precedenti previsioni. E, come si è visto, anche le argomentazioni di R  non fanno eccezione. Non a caso è possibile rilevare come si ripropongano alcune posizioni  che già hanno caratterizzato altre previsioni negative per il futuro dell’umanità e basate sul fatto che gli economisti - ma forse non solo loro – fanno una certa fatica a riconoscere che non è possibile ragionare a bocce ferme, cioè come se non facesse parte della storia la capacità dell’uomo di modificare le tecnologie e di crearne di nuove. Infatti  sembrano valere anche per R. le osservazioni formulate in occasioni di analoghe previsioni e cioè che esistono difficoltà obiettive in questo campo derivanti dal fatto che si dispongono di informazioni relative alle tecnologie esistenti e poco più in là e per le quali l’unica certezza consiste nel fatto che sicuramente queste tecnologie non saranno quelle in uso nei tempi previsti.  Naturalmente non si tratta di sposare ipotesi miracolistiche e tecnocratiche ma nemmeno commettere l’errore opposto.

Per la verità gli scritti di R non sempre appaiono cosi perentori. Se il riferimento a principi scientifici indiscussi non può concedere margini e gli scritti di Georgescu tendono a assumere gli apparenti  vincoli tecnologici  come altrettanto indiscutibili, tuttavia Georgescu per primo lascia aperte delle possibilità di scenari diversi:  per quanto riguarda l’energia solare ad esempio “il quadro può essere radicalmente modificato dalla scoperta di metodi più efficienti.” , e “cercare tenacemente di scoprire metodi più efficienti non solo è legittimo, è imperativo;”.( pag. 172, 173). Quindi si deve trattare di metodi in linea di principio fattibili anche se  “L’attesa potrebbe essere assai lunga prima che Prometeo III offra all’umanità la grande opportunità di una soluzione.”(pag. 224). “Il reattore autofertilizzante, che converte materiali fertili in combustibili fissili, sarebbe un terzo dono prometeico se la sua realizzazione pratica non fosse pregna di rischi addirittura maggiori e anche di ostacoli tecnici; “ (pag. 181). “ Finché l’uso diretto dell’energia solare non diventa un bene generale o non si ottiene la fusione controllata, ogni spreco di energia………dovrebbe essere attentamene evitato….”. (pag. 96).  “Possiamo inoltre essere pressoché certi che, sotto la medesima pressione (della necessità), l’uomo scoprirà mezzi capaci di trasformare direttamente l’energia solare in forza motrice. E riguardo al problema entropico dell’uomo una scoperta del genere costituirà sicuramente la più grande delle conquiste possibili perché assoggetterà al suo controllo la fonte più abbondane dei mezzi necessari alla vita.”

In definitiva sembrerebbe che Georgescu più che una fine ineluttabile della civiltà umana, preconizzi delle gravi difficoltà e incertezze nella disponibilità delle risorse materiale e di quelle energetiche in primo luogo. In questa attesa si comprendono gli allarmi e le critiche alle soluzioni economiche, tecnologiche e sociali che trascurano quelle minacce e le sollecitazioni, anche drammatizzate, per tutte quelle proposte che consentano invece di allungare i tempi della attesa.  Diventerebbe centrale, a questo punto, una analisi e una valutazione dei tempi necessari per arrivare a disporre di un nuovo  Prometeo ma anche dei tempi di attesa ancora disponibili. Questo è un lavoro che Georgescu non affronta e sembra un compito che intende lasciare ad altri.  Peraltro i tempi disponibili non sono solo quelli derivanti dalla valutazione dell’entità delle risorse energetiche naturali esistenti, quanto piuttosto quelli che definiscono questa disponibilità in relazione a costi di estrazione di queste risorse. Costi che, a loro volta, non hanno un andamento connesso in modo rigoroso con i prezzi di mercato.  Per quanto riguarda la valutazione dei tempi necessari per disporre delle  soluzioni offerte da un nuovo Prometeo alcuni, come è noto, sostengono che ci siamo già arrivati e che i problemi eventualmente aperti sono di ordine tecnologico e finanziario.    

Poiché nella storia dell’uomo le certezze rappresentano dei desideri forti e diffusi, molti degli epigoni e dei seguaci di Georgescu hanno sposato il II Principio della termodinamica in termini di fede, evitando accuratamente le pur esistenti aperture tecnologiche espresse da Georgescu potendo cosi soprassedere anche ad una piena comprensione dello stesso Principio e al bagaglio culturale e dialettico  di Georgescu.  Così, ad esempio, poiché si assume che non è più “scientificamente” possibile prevedere un processo continuo dello sviluppo economico quale quello che abbiamo conosciuto, questa impossibilità si trasferisce allo sviluppo del sistema capitalistico; il II Principio della termodinamica prende cosi il posto della certezza fornita a suo tempo dalla  previsione marxista sulla fine del capitalismo stesso.  E’ in questa area  socioculturale che in effetti sembra trovare maggior successo la teoria della decrescita. La quale, a sua volta, diventa finalmente - e in maniera altrettanto “scientifica” - indiscutibile e come tale non solo una necessità ma anche un modo per recuperare stili e modelli di vita virtuosi, parsimoniosi nei consumi e negli scambi, giusti, ecologici e elevati, o assunti come tali, nei rapporti e nell’organizzazione sociale. Lungo questo percorso si possono collocare le soluzioni positive di qualunque questione e le stesse prospettive di decrescita, che potrebbero avere contenuti da guerra all’ultimo sangue, si trasformano in ipotesi bucoliche, serene e in comportamenti virtuosi. Si tratta di percorsi “ ideali” già presenti in altre “visioni” millenaristiche che si ritrovano nella storia dell’umanità e che probabilmente fanno parte di una dimensione sostanzialmente reazionaria del pensiero umano.  In questo caso, tuttavia, il ricorso alle leggi scientifiche consente di dare un tono di modernità e laicità a questa teoria, al prezzo, naturalmente, di forzature e deformazioni di quegli stessi riferimenti scientifici e tecnologici.  Tuttavia, come accennato, questa estensione politico-sociale non appartiene a R. che infatti non si diffonde nella descrizione della società della decrescita, ma riguarda quegli adepti che sembrano interessati più ad assumere le conclusioni più radicali di R che a vagliarne criticamente la validità.  

Naturalmente le critiche a queste “deformazioni” non possono significare l’inesistenza dei problemi ambientali, della distribuzione delle risorse, della qualità dello sviluppo. La questione è esattamente nei termini opposti e cioè nel senso che se a tutti questi problemi provvede comunque il  II Principio della termodinamica, potremmo anche dormire tranquilli  e occuparci d’altro. Ma cosi non è.


Sergio Ferrari

Scienza e Società -  5/6 settembre 2008



[1] Tutte le citazioni riportate sono tratte,  tranne eventuale diverso riferimento, dal  volume: Nicholas Georgescu-Roegen: Bioeconomia, Ed. Bollati Boringhier, 2003.

[2] Tra l’altro appare piuttosto singolare che sulla base di una affermazione vera in termini  molto contingenti – si dice infatti che questo limite delle celle fotovoltaiche è vero “attualmente”  - si pensi di costruire una intera teoria economica Inoltre lascia perplessi il fatto che se quell’affermazione poteva essere vere nel momento specifico in cui R la riferiva, tuttavia era noto già da allora che si trattava di una “verità” tecnologica in corso di trasformazione. Sarebbero altrimenti da rivedere immediatamente e drasticamente le strategie di contenimento dei gas serra adottate di quasi tutti i paesi dove  un posto particolare è occupato dalla diffusione dell’energia fotovoltaica….

 

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

SOCIALISMO E ANTIFASCISMO

Rodolfo Morandi


 Il Socialismo dei fratelli Rosselli  di Carlo Felici

 Da un'antica ferita ad una prossima resurrezione           di       Carlo Felici

 L'assassinio dei fratelli Rosselli   di Carlo Felici

 Un appello di Carlo Rosselli ai comunisti che sembra scritto ieri   di             Carlo Felici

Non una somma di etichette ma un insieme di valori    di Carlo Felici

Sull'attualità del 25 Aprile di Luca Fantò

La Festa d'Aprile  di Nicolino Corrado

 Sembra scritta da poco, anzi, pochissimo  di Carlo Felici

Il Centro socialista interno (1934-1939)- appunti per un dibattito su antifascismo e unità di classe                         di  Marco Zanier

parte prima
parte seconda
parte terza
parte quarta
parte quinta

 

 

MARXIANA


Karl  Marx

 

Costituzione, neoliberismo, nuove povertà  di Marco Foroni

Sulle teorie del valore  di Renato Gatti

Le crisi   di Renato Gatti
parte prima
parte seconda


Globalizzazione i compiti della Sinistra   di  Franco Bartolomei

note del Coordinamento del Forum di SocialismoeSinistra

parte prima

parte seconda


La crisi e i suoi rimedi   di Renato Gatti

Al papa sarebbe necessario un poco di marxismo   di Leonardo Boff

Note e riflessioni su socialismo, comunismo e capitalismo  di Giuseppe Giudice

L’anticipazione del nostro tempo. Marx, la sinistra e il recupero delle solidità  di Marco Foroni


 

________________________________

 

I TEMI DEL SOCIALISMO ITALIANO

Francesco De Martino


La risorgiva socialista   di Carlo Felici

Eppure il vento soffia ancora  di Carlo Felici

.

 

 

I TEMI DEL SOCIALISMO INTERNAZIONALE

Oskar Lafontaine

 

La sconfitta dei socialisti  di Renato Gatti

 

 

 

________________________

 


 

PER COSTRUIRE SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'

 

I Nuclei Aziendali di Sinistra e Libertà   di Marco Zanier

 Avrà successo "Sinistra e Libertà"?   di Gioacchino Assogna

I doveri della sinistra italiana  di Franco Bartolomei

prima parte

seconda parte

 Io su Sinistra e Libertà la penso così   di Luca Fantò

"Sinistra e libertà" il fuituro del Socialismo italiano    di Franco Bartolomei

Socialismo e Libertà  di Carlo Felici

Le tre fasi del socialismo
di Renato Gatti

Libertà, e non solo per uno   di Carlo Felici

 Le elezioni europee   di Gioacchino Assogna

 Il grano e il loglio della Sinistra   documento scritto da socialisti iscritti o senza tessera e da elettori si Sinistra e Libertà

 Un nuovo sole contro l'arsenico e i vecchi merletti   di Carlo Felici

Una nuova Sinistra per l'Italia è un sogno realizzabile?    di Michele Ferro


 

Ultime visite al Blog

geom.magnani0pierluigi20102010roscatibonesso.carluccioberluczoppeangelofillofillogenova1892franci.torrevivereinvaldisievematrone.francescoilleraminarossi82cicciomannasexydamilleeunanotte
 
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 

Area personale

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 1
 

socialismoesinistra@libero.it

  

Hai da proporre un articolo o un testo che ritieni interessante

da pubblicare con noi?  contribuisci a far crescere la rivista e ne parleremo insieme. 



 

ATTENZIONE NON E' UNA TESTATA GIORNALISTICA

.
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001. Le foto contenute in questo blog sono da intendersi a puro carattere rappresentativo, divulgativo e senza alcun fine di lucro. Sono © dei rispettivi autori, persone, agenzie o editori detenenti i diritti. Tutto il materiale letterario/fotografico che esula dalle suddette specifiche è invece di proprietà © del curatore del presente blog e soggetto alle leggi sul diritto d'autore. Se ne vieta espressamente l'utilizzo in qualsiasi sede e con qualsiasi modalità di riproduzione globale o parziale esso possa essere rappresentato, salvo precedenti specifici accordi presi ed approvati con l'autore stesso e scrivente del blog medesimo, e alle condizoni Creative Commons.© Copyright - Tutti i diritti riservati.
 

POLITICA LAVORO E SINDACATI

Gino Giugni

 

Partito e/o Sindacato del Sud di Vincenzo Russo

Un punto chiaro sulla globalizzazione di Renato Gatti

Lo Statuto dei lavoratori di Giacomo Brodolini                     di Marco Foroni

L'adesione della CGIL alla manifestazione nazionale antirazzista del 17 Ottobre 2009

_____________________________

 

ECONOMIA E SOCIETA'

John Maynard Keynes


Convegno sulla crisi finan- ziaria   di Renato Gatti

parte prima

parte seconda


 I provvedimenti contro la crisi  di Renato Gatti

Governanti allo sbaraglio di Gioacchino Assogna

 A proposito di pensioni  di Gioacchino Assogna

Perché la crisi attuale è una crisi “di sistema” di Franco Bartolomei

Economia ferragostana  di Renato Gatti

Un circolo vizioso mortale di Leonardo Boff

La crisi è finita? 
di Renato Gatti

parte prima
parte seconda

Economia e secessionismo di Renato Gatti

 

EMANCIPAZIONE FEMMINILE

Lina Merlin

 

Contro la congiura del silenzio  di Anna Falcone


 

 

ECONOMIA E SOCIETA'

Rosa Luxembourg


"Il Socialismo europeo  e la crisi del Capitalismo"    di Franco Bartolomei  e Renato Gatti

parte prima 
parte seconda 


 Riflessioni sul sistema fiscale italiano   di                   Roberto Cefalo

Il documento di Sociali- smoeSinistra per la commissione economica del partito

Uscire dal tunnel  di    Renato Gatti


I caratteri della crisi ed il compito dei Socialisti di Franco Bartolomei

Tutto come prima? Una riflessione sul "general intellect"  di Renato Gatti

 

Lettura politica della crisi economica attuale  di Alberto Ferrari

parte prima

parte seconda

 

CULTURA E SOCIETA'

Democrazia e cultura. Rapporto tra intellettuali e opinione pubblica nella democrazia dei mezzi di comunicazione di massa- Evoluzione della figura dell'intellettuale nella società italianaRelazione al Primo Convegno Nazionale dell'Associazione Culturale"Consequenze"    di  Franco Bartolomei

parte prima

parte seconda


Relazione introduttiva al Primo Convegno Nazionale dell'Associazione Culturale"Consequenze"    di  Stefano Pierpaoli

parte prima

parte seconda

 

Il pensiero laico   di Renato Gatti

 

 

CULTURA E SOCIETA'


 

Il male cremastico globale ovvero la droga del profitto di Carlo Felici

  Democrito: un libertario non materialista  di Carlo Felici 

  Cattivi pensieri sul mondo degli intellettuali italiani  di Stefano Pierpaoli

 Nasce il popolo della libertà - Alcune considerazioni in fatto di egemonia  culturale                                             di Renato Gatti

 Stato, Chiesa , Massoneria, e Sinistra  di Franco Bartolomei

 La Teologia della Liberazione  di Carlo Felici

L'egemonia culturale di Renato Gatti

Il ruolo sociale dell’arte  di Stefano Pierpaoli


 

PRINCIPI ISPIRATORI E PROGRAMMA D'AZIONE

L'Associazione SocialismoeSinistra, ispirandosi ai principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana, persegue la promozione dei valori di libertà, di solidarietà e di eguaglianza nella vita politica, sociale e culturale del Paese.
L’Associazione considera il principio della laicità dello Stato e della libertà nelle professioni religiose, affermato dalla Costituzione, un valore di riferimento a cui ispirare la propria azione politica, ed intende perseguire la  effettiva affermazione del principio di legalità, nel quadro dei valori costituzionali, quale elemento fondamentale di una riforma democratica dello Stato che restituisca ai cittadini della Repubblica la certezza nella legittimità, nella imparzialità, e nella correttezza della sua attività amministrativa ad ogni livello.
L'Associazione SocialismoeSinistra fonda la propria azione politica sulla convinzione che la crisi delle economie dei paesi sviluppati abbia assunto i caratteri di una crisi di sistema, tale da incrinare la fiducia collettiva in un futuro caratterizzato dai livelli di garanzia sociale finora conosciuti, e cancellare l’egemonia delle idee-forza liberiste, neoconservatrici e tecnocratiche attorno a cui l’Occidente ha consolidato gli equilibri di potere responsabili dei processi economici, finanziari e sociali oggi entrati in crisi.
L'Associazione SocialismoeSinistra ritiene che la Sinistra italiana debba necessariamente ripensare la propria impostazione culturale e programmatica rispetto alla profondità della crisi che sta coinvolgendo il capitalismo a livello globale, recuperando appieno una concezione del riformismo socialista fondata sulla affermazione della superiorità del momento della decisione politica rispetto alla centralità degli interessi del mercato, nuovamente proiettata a perseguire una trasformazione strutturale degli assetti economici e sociali, ed in grado di individuare un diverso modello di sviluppo, diversi parametri di riferimento della qualità della vita della società, e nuove regole di controllo sociale delle variabili economiche.
L'Associazione SocialismoeSinistra ritiene quindi che questo nuovo percorso politico passi attraverso una ristrutturazione di tutta la Sinistra essendo evidente che la straordinarietà della crisi implica il superamento della distinzione tra coloro che provengono dalle file del socialismo europeo e chi si è finora riconosciuto in esperienze politiche nominalmente più radicali.
L'Associazione SocialismoeSinistra si costituisce al fine di rendere possibile questo grande progetto di ricostruzione della Sinistra italiana,  di rinnovamento democratico della società e di riforma dello Stato. (Art. 2   dello Statuto dell'Asso- ciazione SocialismoeSinistra )

Clicca e leggi per intero lo Statuto dell'Associazione SocialismoeSinistra