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Pedante Grammaticale – Come nasce?

Post n°8033 pubblicato il 19 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Ho trovato un mirabile schemino che spiega come nasce un pedante grammaticale:

  • Si PARTE dal punto (A), quando un iniziale investimento in termini di tempo porta a un ingiustificato senso di superiorità morale da parte del pedante grammaticale nei confronti del resto dell'umanità.
  • Dopo una fase di CRONICIZZAZIONE, che vede l'adozione progressiva di mezze verità (es. sé stessi, curricula) e la CRIMINALIZZAZIONE SISTEMATICA di questioni di stile (a me mi), si arriva arrivati alla pedanteria grammaticale a pieno titolo (B), all'integralismo del TALEBANO GRAMMATICALE, quello che crea gruppi di Facebook contro la scomparsa del congiuntivo negli sms, imposta widget per ricevere notifiche da Twitter ogniqualvolta qualcuno pubblichi un tweet contenente la parola apposto, da retwittare puntualmente alla sua setta di fanatici.
  • Qualche anima pia nella cerchia sociale del nostro, in seguito a frattura scomposta ai testicoli dopo l'ennesima malignità, gli regala un libro di linguistica, ad esempio, Prima lezione sul linguaggio di Tullio De Mauro. Inizia da qui (C) il processo di recupero.
  • Ciò avvia la scoperta di una mirabile struttura finora insospettata, il vocabolario si arricchisce di termini come convenzioni condivise, sintassi, economia linguistica, registro e così via, si riduce via via l'uso del termine grammatica (D).
  • Ci si crogiola infine nella calma saggezza che reinserisce nell'equilibrio del creato, porta il conforto della tolleranza (E).

 

Il vero partigiano della lingua italiana non è chi prende di mira, deride, o anche semplicemente corregge, ma chi si sbatte per trasmettere e condividere qualcosa d'intellegibile (ci vedo sempre la cultura dello slash).

I consigli arroganti e non richiesti non sono un modo particolarmente persuasivo di insegnare l'italiano, ne di sviluppare relazioni sociali.

 

Mi chiedo:

Da cosa dipende l'ossessione per la correttezza linguistica?

 

 
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