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« 2018 – Perché non ho chi...1968 – Confessato »

1968 – Confessione

Post n°8590 pubblicato il 13 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Il percorso di catechesi è lungo e ricco di sorprese, la più grande di tutte è un altro sacramento, quello che ho trovato più perfido di tutti, la confessione.

 

Il prete prima spiega (CCC 1424):

È chiamato sacramento della Confessione poiché l'accusa, la confessione dei peccati davanti al sacerdote è un elemento essenziale di questo sacramento.

In un senso profondo esso è anche una «confessione», riconoscimento e lode della santità di Dio e della sua misericordia verso l'uomo peccatore.

È chiamato sacramento del Perdono poiché, attraverso l'assoluzione sacramentale del sacerdote, Dio accorda al penitente «il perdono e la pace ».

 

Poi si mette a confessare.

  • Mette tutto il gruppo della catechesi seduto sulle panche nella navata centrale della chiesa, saremo una quindicina, sono uno dei più piccoli perché sono andato a scuola un anno prima, sto sempre in fondo perché sono il più alto di tutti.
  • Poi rigira la prima panca di fronte all'altare, che mette di fronte alla platea delle altre, dove siamo compuntamente seduti.
  • Tutti assisteranno alla confessione di tutti, così s'impara meglio a confessarsi, sostiene.
  • Si siede ed esordisce: Cominciamo dagli ultimi che saranno i primi, vieni tu Marco.

 

Istantaneamente penso:

Ma la confessione non è privata? Con il prete che ha l'obbligo di custodire in segreto quello che gli si racconta?

 

In ogni caso sono tranquillissimo, mi sento un bambino buono, perfino un po' coglione se vogliamo:

  • ubbidisco alla mamma e ancor più al papà, vado d'accordo con la sorellina, voglio bene ai nonni;
  • faccio i compiti e pur non brillando l'essere stato rimandato in dettato seconda elementare, ora che sono in quinta, non mi pare un grosso peccato;
  • non dico parolacce, non faccio a botte, non rubo le figurine dei calciatori panini ai compagni di classe.

 

Insomma mi sento non solo cristiano, perché battezzato, ma anche buono e bravo, me lo dice anche di continuo la nonna di cui sono il nipote più grande!

 

 
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Commenti al Post:
arw3n63
arw3n63 il 13/03/18 alle 16:15 via WEB
'Mazzate che memoria che hai! Ti ricordi addirittura la prima confessione :-).Non ricordo se ovunque era così, ma i bambini, questo me lo ricordo anch'io, venivano confessati in chiesetta (da noi c'era la chiesa parrocchiale e la chiesetta piccola accanto all'oratorio) e non nel confessionale quindi è probabile che fosse su di una panca dove tutti gli altri in attesa potevano se non proprio ascoltare una confessione a voce alta comunque sentire la voce sommessa. Con gli adulti è diverso anche se qualcuno usa confessare in confessionali aperti dove per quanto uno si metta a bisbigliare se accanto in attesa c'è qualcuno sente tutto. Diciamo che sarebbe corretto mantenere una certa distanza e non sedersi li addosso al confessionale. I bambini che peccati vuoi che abbiano da raccontare? Mica sono dei piccoli serial killer :-). Riguardo gli adulti invece la confessione dovrebbe essere segreta a prescindere da aver gravi azioni da confessare o meno. Mia madre ha sempre ritenuto che la confessione sia la curiosità dei preti, non ha poi tutti i torti, soprattutto in considerazione di certi cattivi preti :-). Il sacerdote secondo me potrebbe, in veste di padre spirituale sostituirsi alla figura del consulente psicologo a cui raccontarsi. Oggi i social per tanti hanno sostituito il confidente, il padre spirituale o lo psicologo,dietro ad un avatar ci si "confessa" direttamente nei social :-)
(Rispondi)
 
 
sagredo58
sagredo58 il 13/03/18 alle 17:15 via WEB
Come scordarla, non ne ho poi fatte molte altre!
(Rispondi)
 
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