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Messaggi del 04/01/2018

 

Filosofia Digitale - Obiezioni su Spiritualismo e Senso Comune

Post n°8389 pubblicato il 04 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

4) La Filosofia Digitale pone l'immateriale a fondamento della realtà, quindi è una nuova forma di spiritualismo.

Dissento, accetto solo la prima parte dell'affermazione, non la seconda, la Filosofia Digitale non è una forma di spiritualismo.

I filosofi digitali ritengono di aver individuato una terza dimensione ontologica, che si colloca nel mezzo del tradizionale dualismo di Spirito e Materia, per questo non si considerano spiritualisti.

 

Personalmente non m'interessano questi sofismi ontologici, piuttosto ricordo che già i fisici parlano di "Universo Informato", per esprimere la sostanziale interconnessione quantistica di tutto l'Universo (entanglement), che esprime una rete cosmica di relazioni, dove relazione è un concetto squisitamente informativo.

Lo sviluppo recente della Fisica teorica ha rinsaldato la convinzione che le proprietà della realtà ultima siano rispecchiate nelle strutture della matematica, la filosofia digitale ci aggiunge la dinamica della computazione:

  • una immaterialità assolutamente non spirituale,
  • bensì matematica e info computazionale.

 

5) La Filosofia Digitale contraddice il senso comune.

Vero, condivido: che l'Universo sia un Grande Computer è contrario al senso comune, al tempo stesso rilevo che il progresso della fisica è sempre stato all'insegna di un allontanamento dal senso comune, dalla percezione immediata.

Non fosse stato così saremmo ancora fermi alla fede in una Terra piatta, immobile, al centro di un Universo euclideo, piatto, statico.

Tutte le teorie fisiche, dalla Relatività in poi, sono state contrarie al senso comune.

 

 
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Filosofia Digitale - Obiezioni sul Principio Primo

Post n°8388 pubblicato il 04 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Il principio primo della realtà per la Filosofia Digitale è l'informazione.

 

1) L'ipotesi della Filosofia Digitale del bit come unità fondamentale della realtà dev'essere ancora verificata scientificamente.

Vero, condivido, per questo si parla d'ipotesi.

 

2) L'ipotesi della Filosofia Digitale dell'informazione come fondamento della realtà è metafisica, non è Scienza.

Vero, condivido, non a caso ho sempre scritto Filosofia Digitale, anche se le sue assunzioni metafisiche della Filosofia Digitale mostrano procedimenti euristici esplicativi mondo fisico.

Per procedimenti euristici intendo metodi di approccio alla soluzione dei problemi della fisica che non seguono chiari percorsi, affidandosi anche all'intuizione, stato ancora non suffragato di ipotesi, al fine di generare nuova conoscenza, prevedere fatti nuovi da poter verificare sperimentalmente.

 

3) Per esistere e per propagarsi l'informazione ha sempre bisogno di un supporto materiale o energetico, non può essere vero il principio primo ontologico della Filosofia Digitale: l'informazione è l'Arché, ciò che costituisce l'origine e il fondamento del Tutto.

Il problema non m'appare risolto:

  • se l'informazione non può essere ridotta al suo supporto,
  • allo stesso tempo essa non può neppure prescinderne.

Si pensi alla computazione in un computer:

  • che opera su entità fisiche;
  • che ha senso solo in quanto queste entità sono portatrici di informazione.

Personalmente me la cavo assegnando all'Informazione lo stesso statuto di principio primo attribuito dalla Fisica a Materia e Energia, addivenendo ad una sorta di Arché trinitaria, Materia, Energia, Informazione.

Posizione la mia che coincide con quella dei filosofi digitali più moderati; rigetto invece l'idea più radicale espressa da alcuni che considerano l'informazione l'unico principio primo, capace di generare, in certe sue configurazioni, la materia stessa. 

 

 
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Filosofia Digitale ľ Intelletto e Percezione

Post n°8387 pubblicato il 04 Gennaio 2018 da sagredo58
 

 

Che la realtà abbia natura materiale e oggettiva:

  • E' un dato che la scienza dà per scontato, è un punto di partenza, un'assunzione metafisica, un "pre-giudizio" filosofico sul quale fondare la propria indagine?
  • Oppure è un punto d'arrivo, un'ipotesi, bisognosa come tutte le altre di verifica empirica, sopravvissuta al vaglio selettivo della scienza tra più ipotesi filosofiche candidate?

 

Il rapporto tra intelletto e percezione:

  • E' l'intelletto, nell'atto conoscitivo, a dipendere dal materiale fornito dalla sensazione?
  • O, viceversa, sono le percezioni ad essere fondamentalmente influenzate dalle categorie dell'intelletto?

 

La posizione della filosofia digitale è, dinanzi a tali interrogativi, ben delineata e corrisponde ad una risposta affermativa riguardo alla seconda scelta delle domande da porsi.

 

Inevitabilmente la Filosofia Digitale è oggetto di obiezioni, suscitate dalla perentorietà con cui essa propone la sua visione del mondo, che disorienta chi l'approccia spingendolo a riesaminare certe questioni di fondo intorno alla realtà, di solito date per scontate, che di fatto poggiano su basi incerte.

Di seguito si riepilogano queste obiezioni, peraltro alcune già evidenziate, aggiungendo mie personali considerazioni.

 

 
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