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Messaggi del 07/02/2018

 

Cultura digitale – Analogico -> Digitale

Post n°8490 pubblicato il 07 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Per parlare di evoluzione culturale nel passaggio dall'analogico al digitale servono due cose:

  • un punto di inizio dell'arte/cultura;

  • soprattutto un punto di svolta, collocato tra il punto di inizio e quello di arrivo, l'oggi con un occhio al domani.

 

Un punto di svolta per cosa?

  • non tanto per identificare il momento in cui il digitale sopravanza l'analogico;

  • piuttosto per capire quando la realtà, che (almeno in occidente) è sempre stata di fronte all'artista ad ispirarlo, che a sua volta si è sempre adoperato a rappresentarla nella sua opera, inizia gradualmente e velocemente a svanire, evaporare, dissolversi.

 

Realtà dissolta?

Per capire non rimane che leggere.

 

Devo confessare di non sapere quando sia nata l'opera d'arte, quando attraverso di essa l'arte abbia cominciato a rappresentare la realtà.

Per questo motivo, per trovare e marcare questo punto di inizio dell'arte/cultura, ripesco nella mia memoria, farò lo stesso per identificare il punto di svolta.

 

 

 
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Cultura digitale – Opera d’Arte

Post n°8489 pubblicato il 07 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Il problema del corretto riconoscimento dell'opera d'arte, dell'individuazione di ciò:

  • che propriamente ed effettivamente costituisce il suo significato;

  • che forma la cosa esteticamente fruibile;

emerge non appena si evita di ritenere ovvio ciò che non lo è affatto, cioè che il fruitore abbia sempre a che fare con oggetti nel senso concreto del termine.

 

Non è così, è necessario accettare la concomitante presenza di tipi d'arte contrapposte, tra:

  • arti oggettuali, le cui opere d'arte sono oggetti (testi, quadri, sculture ...);

  • arti performative, le cui opere d'arte sono eventi (concerti, insieme di suoni prodotti in un certo ambiente; spettacoli teatrali, cinematografici, performance, insieme di azioni compiute da un certo numero di persone in un dato spazio, palcoscenico, set o altro).

 

 

Tutte le esperienze d'arte che producono eventi in luogo di oggetti veri e propri rendono più difficile individuare esattamente cosa costituisca e rappresenti l'opera d'arte.

 

Ciò accade per l'ambiguità che contraddistingue quello che il "segno dell'artista" rappresenta:

  • il "segno" come evento, ovviamente fisico, anche se non precisamente oggettuale (pennellata su una tela; colpo di scalpello su un blocco di marmo ...);

  • il "segno" come notazione grafica (caratteri di un libro, un copione o una sceneggiatura; le note di uno spartito musicale ...);

  • il "segno" come registrazione dell'evento (libro stampato; disco in vinile o file mp3; foto; film ...).

 

Ambiguità del "segno dell'artista" che, accanto alla contrapposizione arti oggettuali/performative, introduce la distinzione tra:

  • arti allografiche, i cui segni rappresentano qualcosa di diverso da se stessi;

  • arti autografiche, i cui segni rappresentano solamente (o principalmente) se stessi.

 

Distinzione allografico/autografico che servirà più avanti, esaminando le diverse arti, per raccontare la ritirata dell'analogico, rispetto all'emergere del digitale, che produce la cultura digitale.

 

 

 
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Cultura Digitale

Post n°8488 pubblicato il 07 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Parlare di cultura, significa intenderla nel suo significato più ampio, quello che comprende ogni attività umana, svolta usando:

  • abilità, innate o acquisite;

  • norme comportamentali, derivanti dall'esperienza e dalla convivenza sociale;

  • conoscenze, prodotte dallo studio;

  • strumenti e tecnologie, come ricaduta delle conoscenze ed abilità acquisite.

 

Quando (ovviamente raramente) l'attività umana arriva a manifestare forme di creatività e di espressione estetica, la cultura diviene arte, un linguaggio capace di trasmettere emozione e significato, che rientra nel più vasto insieme dei fenomeni umani di comunicazione.

Le entità fisiche che il soggetto creativo che fa arte, l'artista, produce, cui conferisce valore simbolico, ovvero significato, le chiamiamo "opere d'arte".

 

Parto dall'arte, rappresentazione per eccellenza della cultura, per cercare di capire meglio la trasformazione culturale:

  • evoluzione penso,

  • per alcuni invece involuzione,

indotta dalla ritirata dell'analogico rispetto all'emergere del digitale, che oggi trasforma la cultura in cultura digitale.

 

A lungo si è dato per scontato che, affinché gli scopi dell'arte siano conseguiti, perché l'arte possa produrre e trasmettere "contenuti significanti", l'opera d'arte debba essere, per chi voglia fruirla, qualcosa:

  • di immediatamente evidente;

  • di completamente riconoscibile;

  • che non richiede ricerche o approfondimenti preliminari;

  • di ben chiaro alla mente e ai sensi;

quindi un oggetto reale, adeguato a rappresentare la realtà conosciuta che ispira l'opera, come ad esempio:

  • un dipinto che possa rappresentare, luoghi, accadimenti, persone,

  • un racconto che possa riferire vicende,

  • una melodia che possa suscitare emozioni, ricordare momenti.

 

Cosa accade se questa duplice realtà, dell'opera d'arte e di quello che rappresenta, vacilla sotto l'attacco del digitale che avanza?

Qualche post per cercare risposte a questa domanda, per capire le caratteristiche di una cultura ormai digitale.

 

 

 
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