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Messaggi del 13/02/2018

 

Cultura digitale - Amplificazione e Illusione di RealtÓ

Post n°8509 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

La caratteristica della cultura digitale, conseguenza di tutti i disparati eventi citati:

  • pubblicità,

  • effetti speciali,

  • fumetti,

  • astrattismo,

  • digitale,

è duplice:

  • non solo ormai non rappresenta più un oggetto reale,

  • mostra anche, come reali, oggetti invero inesistenti, che non possono di fatto esistere.

 

Queste duplici caratteristiche richiedono inevitabilmente di parlare di uso del computer che, dal punto di vista dell'utente profano, è capace principalmente di fare due cose:

  • far vedere tutto quello che si può vedere (per ora sulla superficie piana dello schermo);

  • far udire tutto quello che si può udire.

Per ora e non ancora per molto il computer è limitatamente bisensoriale, solletica solo vista e udito, permette di vedere, ascoltare, manipolare, un'enorme quantità di cose fuori portata, che si potrebbero non incontrare mai nella realtà.

 

Concepisco il computer come straordinario strumento di potenziamento dell'esperienza, che permette l'accesso a percezioni (visive e auditive) e conoscenze che, senza di esso, non si sarebbe in condizioni di raggiungere facilmente, così contribuendo a creare la cultura digitale.

 

Potenziamento che lego a due aspetti diversi e concomitanti:

  • amplificazione di realtà, più facilmente accessibile, comprensibile, esperibile, interpretabile;

  • illusione di realtà, che apre l'accesso all'irreale, che permette la percezione dell'impossibile.

 

Come riesce la cultura digitale ad illudere di realtà?

 

 

 
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Cultura digitale - Fattori di Derealizzazione

Post n°8508 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Perché questa dissoluzione dell'oggetto e perdita di realtà dell'arte/cultura?

L'importanza dell'oggetto reale nell'arte, come nella cultura, s'indebolisce gradualmente, in conseguenza di molteplici fattori:

  • innovazioni stilistiche e espressive,

  • invenzioni tecnologiche e mediatiche,

  • trasformazioni del gusto estetico.

 

Cosa favorisce il processo di derealizzazione?

Fra i variegati eventi che contribuiscono al processo di eliminazione dell'oggetto reale dall'arte, come più in generale nella cultura, includo, cercando di ordinarli temporalmente:

  • l'esplosione della pubblicità, nella enorme varietà delle sue forme e media di propagazione (anche se sui muri delle case di Pompei giù compaiono scritte pubblicitarie, è l'avvio della rivoluzione industriale che, nel 1750, con l'aumento della produzione di merci rende necessaria la pubblicità);

  • l'avvento degli effetti speciali, nella fotografia, nel cinema, nei video (il primo trucco fotografico risale al 1856, il primo cinematografico al 1896);

  • la diffusione del fumetto (nato con il personaggio di Yellow Kid, pubblicato a partire dal 1895 sul supplemento domenicale di un quotidiano statunitense);

  • la nascita dell'arte astratta, nelle sue variegate correnti e manifestazioni (il testo dove l'arte viene interpretata in base all'intenzionalità dell'artista, Astrazione ed empatia, è del 1907);

  • lo sviluppo del digitale (dalla nascita del World Wide Web comunemente indicata nel 1991 ) costituisce, per ora, la fase culminante del processo di derealizzazione (almeno per le opere d'arte visuali ed auditive).

 

Cosa emerge a caratterizzare la cultura digitale a seguito di queste eterogenee influenze?

 


 

 
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Cultura digitale - Realizzazione fisica

Post n°8507 pubblicato il 13 Febbraio 2018 da sagredo58
 

 

Da ignorante d'arte ma da sempre appassionato studioso di fisica, il processo di derealizzazione dell'arte mi rimanda a quello della fisica:

  • alle sue origini, come filosofia della natura, si occupa di rappresentazioni immaginarie, perfino visionarie, della realtà;

  • nel corso della sua lenta evoluzione, accetta che possa esistere un oggetto reale, con sue caratteristiche, indipendenti dall'osservatore, indifferenti alla sua presenza;

  • infine, con l'avvento del metodo scientifico, nel XVII secolo si concentra unicamente verso l'osservazione del reale, le "sensate esperienze" di cui Galileo scrive (... mi par che nelle dispute di problemi naturali non si dovrebbe cominciare dalle autorità di luoghi delle Scritture, ma dalle sensate esperienze e dalle dimostrazioni necessarie ...);

realizzato salendo la scala dei gradi di realtà:

  • Immagine mentale,

  • Rappresentazione scientifica (modellizzazione che porta alla legge fisica),

  • Oggetto reale.

 

In tempi e modi quasi del tutto estranei l'una rispetto all'altra, arte e fisica si sono trasformate in direzioni che sembrerebbero opposte, riferendosi alla scala di gradi di realtà:

  • l'arte scende dall'alto in basso, parte dall'oggetto reale per poi abbandonarlo gradualmente, attuando un processo di derealizzazione;

  • la fisica sale dal basso in alto, parte dall'immagine mentale (l'atomo di Democrito o l'etere di Aristotele, per fare un esempio, che non sono oggetti reali) per avvicinarsi mediante una sua modellizzazione all'oggetto reale (fenomeno misurabile), mediante un processo di realizzazione.

 

Anche se negli ultimi 40 anni la fisica teorica sembra riallinearsi all'evoluzione dell'arte, nel tornare ad assomigliare alla filosofia naturale (o quantomeno fisica matematica), visto che prevede teorie (teoria delle stringhe, gravita a loop, multiverso ... ) ancora del tutto prive di possibile verifica sperimentale, che sembrano essere più immagini mentali, visto che le loro predizioni non sono ancora verificabili.

 

 

 
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