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Messaggi del 01/03/2018

 

Monogamia – 4, Rischio d’Infanticidio da parte dei Maschi

Post n°8557 pubblicato il 01 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

L'uccisione dei cuccioli da parte d'individui tipicamente maschi è un comportamento comune nei mammiferi:

  • uccidendo la prole i maschi svincolano le neomamme dalle cure parentali e le rendono subito ricettive a nuovi accoppiamenti;
  • mentre in assenza di infanticidio le femmine non sarebbero disponibili ad accoppiarsi con un nuovo maschio almeno fino al termine dello svezzamento.

 

IPOTESI 4

La monogamia potrebbe essere stata una strategia per abbattere il rischio d'infanticidio, ovvero avere avuto origine per difendere la vita della prole dagli attacchi di maschi esterni alla coppia.

 

La formazione di una coppia stabile, escludendo i padri, volti alla difesa della prole, dall'infanticidio da parte di maschi estranei, assicura un maggior successo:

  • nella difesa della prole;
  • nel crescerla.

 

Sebbene ci possano essere diverse concause, dalle ricerche svolte emerge come la presenza di infanticidio sia associata ad un'elevata probabilità del passaggio dalla poliginia alla monogamia.

 

Se l'abbattimento del rischio d'infanticido indica per il maschio l'inizio dell'attenzione alla prole, immaginando il suo naturale sviluppo nel coinvolgimento del maschio nelle cure parentali, si passa all'ipotesi 5.

 

 
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Monogamia – 3, Garanzia d’Approvvigionamento per la Femmina

Post n°8556 pubblicato il 01 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Nelle prime popolazioni di Homo cacciatori-raccoglitori pochi maschi di rango elevato monopolizzavano l'accoppiamento con più femmine, per aumentare la possibilità di avere molti figli.

In una società gerarchica, i maschi di basso rango hanno scarse probabilità di vincere il confronto con un altro maschio di rango elevato, la lotta per l'appropriazione della femmina.

 

Non è più solo una questione di sforzo energetico, diventa un problema di strategia:

  • se il maschio di basso rango non ha possibilità di battere quello di alto rango, lo aggira;
  • si rivolge alla femmina, gli fornisce un approvvigionamento adeguato e duraturo, glielo garantisce per acquisire la possibilità di accoppiamento;
  • strategia del maschio di basso rango rafforzata dalle femmine, che, gravate dalle gestazioni, affaticate dall'allattamento e accudimento della prole, non possono essere di alcun aiuto nella caccia, mostrano di preferire il maschio approvvigionatore, i migliori cacciatori, maschi più affidabili, rispetto a quelli con un'indole combattiva, gli appropriatori di alto rango;
  • se le femmine iniziano a mostrare preferenza per l'approvvigionamento, l'investimento dei maschi di basso rango su queste femmine vince sulla concorrenza con i maschi di alto rango;
  • una volta avviata la strategia d'approvvigionamento, si sviluppa una sorta di auto addomesticazione, dando vita a una società di maschi approvvigionatori e femmine fedeli.

 

IPOTESI 3

La monogamia potrebbe essere stata innescata da una sorta di "rivoluzione sessuale" partita dai maschi di basso rango, che spostano l'attenzione dal combattimento alla ricerca di cibo da offrire alle femmine, che ha convinto le femmine a preferire chi assicura loro l'approvvigionamento, rispetto ai lottatori combattivi e infedelmente poligami.

 

Strategia dei maschi di basso rango in cui peraltro si ritrova la riduzione dello sforzo energetico per l'appropriazione (Ipotesi1), riduzione della competizione tra maschi, a vantaggio dello sforzo energetico per l'approvvigionamento.

 

Se poi alla garanzia d'approvvigionamento si aggiunge da parte del maschio l'inizio dell'attenzione alla prole si passa all'ipotesi 4.

 

 
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Monogamia – 2, Dislocazione delle Femmine sul Territorio

Post n°8555 pubblicato il 01 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Studi statistici affermano che gli animali monogami sono principalmente caratterizzati da una dieta onnivora e ricca di proteine:

  • per procurarsi la varietà e quantità di cibo necessaria è necessario cacciare in un'area più vasta;
  • un territorio di caccia maggiore comporta grandi spostamenti, e aumenta lo sforzo energetico;
  • a causa delle maggiori distanze, aumenta la difficoltà e fatica intrinseca per i maschi di provvedere a più di una femmina.

 

IPOTESI 2

La monogamia potrebbe essersi affermata quando le femmine hanno iniziato a stabilirsi in aree più ampie e distanti tra loro, per garantirsi la dieta necessaria:

  • la dislocazione delle femmine sul territorio costringerebbe i maschi ad associarsi a un'unica femmina;
  • ampi spazi indirizzano lo sforzo energetico del maschio più verso l'approvvigionamento che verso l'appropriazione.

 

Questa è la spiegazione più classica della monogamia nei primati, che non funziona per le specie con forti gerarchie di dominanza all'interno del gruppo, in cui:

  • i maschi di alto rango, appropriatori per eccellenza, monopolizzano l'accoppiamento;
  • così escludendo i maschi di basso rango dall'accesso alle femmine.

 

La strategia difensiva dei maschi di basso rango verso l'esclusione dall'accoppiamento con le femmine indotta dai maschi di alto rango porta all'ipotesi 3.

 

 
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