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Messaggi del 05/03/2018

 

Monogamia - Sesso Monogamo nella fase Matriarcale

Post n°8569 pubblicato il 05 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Per quanto riguarda il comportamento sessuale del successivo Homo Sapiens, si presume che la sessualità della donna, specialmente verso l'ultima fase del periodo matriarcale preistorico che si conclude circa 15.000 anni fa, si sia progressivamente sganciata dalle cicliche condizioni ormonali (estro), quando le donne matriarche hanno iniziato ad esercitare spesso pratiche erotiche

  • indipendentemente dalle fasi di estro;
  • tipicamente per quelli che potrebbero essere definiti secondi scopi (rispetto al primo, la riproduzione e la sopravvivenza della specie).

 

Quali secondi scopi hanno le donne?

  • ottenere cibo o oggetti dal maschio,
  • rinforzare l'amicizia col maschio,
  • disinnescare l'aggressività del maschio.

 

Molte immagini rupestri risalenti a questo periodo matriarcale rappresentano l'unione sessuale:

  • con la donna di enorme dimensione, simbolizzante il suo ruolo preminente conferitogli dal matriarcato;
  • con la donna posta al di sopra dell'uomo, posizione di dominanza per eccellenza (quasi una forma di proto femminismo sessuale);
  • nella posizione faccia a faccia, tecnicamente nota come ventro-ventrale, come già detto per nulla comune nel regno animale;
  • con l'uomo di dimensioni notevolmente inferiori, asimmetrico rispetto alla donna.

 

Perché nel periodo monogamo e matriarcale si prediligere l'accoppiamento ventro-ventrale, rispetto alla precedente dorso-ventrale tipica della poligamia?

Due sembrerebbero le ragioni:

  • una romantica, fondata sull'equivalenza di curve e solchi;
  • l'altra pragmatica, volta a superare il fondo, per arrivare più in fondo.

 

 
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Monogamia - Sesso Poligamo

Post n°8568 pubblicato il 05 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Acclarata la scelta monogama, esaminate le sue pragmatiche motivazioni, immagino che il passaggio:

  • dalla promiscua preistorica poligamia;
  • alla monogamia della coppia deprivata dalla necessità del Baculum;

abbia modificato le abitudini sessuali dell'uomo, degli uomini e delle donne.

Come?

 

In origine il comportamento sessuale del genere Homo, fino a circa 30.000 anni fa, è a carattere istintivo-compulsivo:

  • dipendente da cicliche condizioni ormonali ad insorgenza periodica della femmina;
  • effettuato senza la minima coscienza dell'evento conseguenziale, il concepimento;
  • finalizzato, seppure non cosciamente, esclusivamente al raggiungimento dell'accoppiamento riproduttivo, per la sopravvivenza della specie.

 

Soltanto dopo, la specie ormai qualificabile umana, Homo Sapiens, inizia lentamente a definire la propria sessualità, intesa come:

  • complesso dei comportamenti maschili e femminili, attivati volontariamente, al fine di soddisfare la pulsione erotica reciproca;
  • consciamente vissuta ed indipendente dall'esito riproduttivo;
  • attuata mediante qualsiasi tipo di contatti erotici, compreso l'accoppiamento.

 

Dai reperti paleontologici si è cercato di arguire i modi della sessualità poligama preistorica dei primi appartenenti al genere Homo:

  • i rapporti sessuali sono ricercati dai maschi, quasi sempre al loro ritorno dalle uscite di caccia, specie se prolungate e proficue;
  • la posizione sessuale adottata per la penetrazione è simile a quella del mondo animale. da dietro, non a caso oggi denominata "pecorina", la postura più formalmente detta dorso-ventrale, in cui la femmina dà le spalle al maschio;
  • i maschi si accoppiano a caso con qualsiasi femmina, esclusivamente se in estro (manifestazione dell'ovulazione);
  • l'accoppiamento è estremamente rapido, spesso deve essere interrotto prima di completarne l'espletamento (lo schizzetto orgasmico), per le frequenti interferenze di altri individui e/o animali;
  • la reazione orgasmica femminile è del tutto sconosciuta, non potendo essere provocata, difficile stimolare il clitoride in questa posizione, anche se la tensione erotica della femmina diviene, a periodi, non dominabile, così da farle esprimere un comportamento notevolmente recettivo verso il maschio di turno.

 

 
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Monogamia ľ Baculum

Post n°8567 pubblicato il 05 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

La monogamia ha tolto all'uomo il Baculum.

 

Il Baculum è un osso situato nell'uretra maschile, una rigida impalcatura del cazzo (per questo anche chiamata osso penico), ovvio che favorisca il rapporto sessuale garantendo prontezza, durezza, resistenza della richiesta rigidità penetrativa.

 

Gli scienziati ipotizzano che l'essere umano abbia perso il Baculum quando la monogamia è emersa come la strategia riproduttiva dominante, circa 1,9 milioni di anni fa:

  • non c'era più bisogno di prontezza, durezza, resistenza, operativa;
  • l'osso è scomparso, nonostante in rari casi il pene disossato si possa ancora fratturare, termine strettamente improprio che indica la rottura della membrana che ricopre i corpi cavernosi, la struttura spugnosa dell'organo maschile che gli conferisce rigidità.

 

Poligamia e presenza di accoppiamenti stagionali sono, infatti, fattori che la ricerca ha ben correlato alla lunghezza dell'osso penico nei primati.

 

A dirla tutta la monogamia ha tolto qualcosa anche alla donna ... ma intanto non le serviva!

 

Data la simmetrica corrispondenza dei generi della specie Homo Sapiens (Uomo):

  • l'uomo sta alla donna, come,
  • passando agli organi erettili, il pene sta alla clitoride,
  • in termini di ossi perduti, il Baculum sta al Baubellum, l'osso clitorideo, sostegno della clitoride.

 

 
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