Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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2018 – Occasione perduta?

Post n°8603 pubblicato il 18 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

M'interessa davvero questa tardiva formalizzazione, l'ufficializzazione del cambiamento di stato, indotto dalla transizione di fase, la catechesi, avvenuta nel 1968, ormai 50 anni fa?

 

Transizione di fase che ha segnato il passaggio:

  • dalla fase iniziale di battezzato non senziente, quindi inconscio credente;
  • a quella finale di ateo cosciente, che Dio non esiste e d'essere stato battezzato senza possibilità di sottrarmi.

 

Se al prete ho detto "Eppure sono stato battezzato!", non riuscii, in quella stessa occasione, ad esplicitare il mio ateismo montante, a lui, così come ai genitori, così da evitare anche l'imminente mera formalità della prima comunione.

 

Un occasione perduta?

Non credo, anche avessi esplicitato il mio ateismo, nel 1968 mi sarei sentito isolato, non sarei stato proattivo nel sancire formalmente il nuovo stato raggiunto, perché:

  • circondato, da parte di madre, da una vasta famiglia a base matriarcale, capitanata da una nonna fervidamente credente;
  • influenzato da genitori, come poi avrei capito religiosamente indifferenti, ma ancora formalmente canonici dal punto di vista dell'apparenza religiosa (forse per la nonna fervente?);
  • non supportato dall'UUAR, associazione non ancora concepita, in un'epoca in cui l'ateo faceva paura perché diverso (temo che oggi sia ancora così);
  • sprovvisto di una teorizzazione dello sbattezzamento e, soprattutto, dell'inesistenza o meglio umana fallacità del concetto di Dio.

 

 
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2018 – Rispetto dei cambiamenti di stato?

Post n°8602 pubblicato il 17 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Però poi penso ...

Ai cambiamenti nel corso della mia vita , a quelli marcati formalmente, come riti di passaggio, studente/non studente, militare/non militare, lavoratore/non lavoratore (a breve) ...

 

Tra tutti i cambiamenti, ricordo:

  • che mi sono sposato, anche se non in chiesa, solo civilmente;
  • che la separazione, ha dissolto lo stato di coniugato, lo testimonia anche il rifacimento del documento d'identità.

 

Così che due eventi, matrimonio e separazione, circoscrivono una fetta del mio passato, con un inizio e una fine, precisi, simbolici, rituali.

 

Allo stesso modo:

  • m'hanno battezzato, seppure a mia insaputa, sono diventato cristiano per la Chiesa;
  • avrò pure il diritto, raggiunto lo stato senziente e continente, a un ripensamento?

 

Per analogia, potrei interrompere formalmente la mia relazione con la Chiesa, così come l'ho interrotta con la moglie!

 

Cosi sembrerebbe esistere anche una ragione pragmatica per sbattezzarsi, oltre a quella più astratta di segnare l'appartenenza o la non appartenenza ad un gruppo sociale, nella fattispecie i cristiani ...

 

Potrei sancire quell'ormai vecchio cambiamento di stato, ufficializzare la transizione di fase.

 

M'interessa davvero questa tardiva formalizzazione?

 

 
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2018 – Rispetto per la mia memoria?

Post n°8601 pubblicato il 17 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Del resto ...

Gli eventi storici non si possono cancellare, se non dalla propria memoria proprio volendo, come fanno i negazionisti.

 

Questo vale anche per l'insignificante evento del mio battesimo, a me testimoniato:

  • da vecchie foto in bianco e nero;
  • da quello che ricordo dei ricordi raccontatimi da chi c'era.

 

Non voglio cancellare la memoria del mio battesimo, memoria che non mi appartiene direttamente, se non per travaso della memoria di chi c'era e, diversamente da me, non era come me incontinente e non senziente, per questo mi ha successivamente raccontato.

 

Erano belli, giovani, mio padre e mia madre, belli i miei nonni di cui oggi sono ormai coetaneo, belli i miei zii, belli tutti coloro a cui, finché in vita, ho voluto bene, che oggi ricordo con piacere.

 

Oggi che sono tutti morti, perché cancellare questa loro memoria, travasata nella mia, del mio battesimo?

 

Però poi penso ...

 

 
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2018 – Mi si pone un dilemma logico

Post n°8600 pubblicato il 16 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Ad inizio 2018, rimetto a posto l' ampio archivio cartaceo che custodisco nel mio studio, selezionando carte obsolete, da buttare, perché ormai inutili o non interessanti dal punto di vista della memoria, mi imbatto nel modulo precompilato UAAR intercettato vent'anni prima, nel 1998, della lettera di sbattezzo da recapitare al parroco della "non mia" parrocchia, quella in cui sono stato battezzato senza tenere conto di quello che avrei poi pensato.

 

Oggi a venti anni di distanza da quando ho scoperto lo sbattezzo, un colpevole ritardo conseguenza della complessità della vita che mi ha posto molte questioni più urgenti, mi si pone un dilemma logico.

Mi chiedo, ora che faccio? Mi sbattezzo?

 

Il primo ragionamento mi parte in automatico ...

 

Se non credo:

  • in Dio,
  • nella Chiesa,
  • nel Battesimo,
  • nell'anima,
  • nel Paradiso ...

Perché mai dovrei adoperarmi per annullare qualcosa che per me non ha valore alcuno?

 

Del resto ...

 

 
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2008 – Non s’aggrava la posizione di Apostata Scomunicato!

Post n°8599 pubblicato il 16 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Continuo a consultare il Codice di diritto canonico, per scoprire che succede ad un apostata scomunicato, quali conseguenze subisce:

  • esclusione dai sacramenti;
  • privazione del funerale in chiesa, in assenza di segni di pentimento;
  • esclusione dagli incarichi, di padrino/madrina per i battesimi, di testimone per i matrimoni in Chiesa;
  • necessità della licenza del vescovo per l'ammissione al matrimonio in Chiesa.

 

M'è andata bene, fortunatamente non mi s'aggravata la posizione di Apostata Scomunicato, me lo conferma anche il mio amico ex prete:

  • Non ho più fatto la comunione, non volontariamente, né l'avrei accettata passivamente visto che da un paio d'anni dopo il battesimo non sporco più le mutande e ho imparato a decidere; quanto al cibo, preferisco sfamarmi con la porchetta, più che con le ostie; quanto al vino, quello ormai se lo beve solo il prete.
  • Non sono ancora morto (l'angusto me ne chiederà evidenza fotografica?), ma il problema, prima o poi, si presenterà; non sarò unto e celebrato liturgicamente, ma già non ci sarei più, quindi perché dovrebbe interessarmi? Per coerenza di convinzioni devo solo ricordarmi di avvertire mia figlia, di farle risparmiare soldi, si parla di minimo 150 euro, mascherati da offerta volontaria, in aggiunta agli insopprimibili costi di trattamento del cadavere a cura delle pompe funebri, da dare al prete per 40 minuti di chiacchiere in cui nomina il tuo nome senza conoscerti.
  • Non ho tenuto a battesimo nessuno, chi mi ha conosciuto ateo da sempre, mai me l'ha chiesto, chi non mi conosce non me lo chiederebbe a prescindere.
  • Non mi sono mai sposato in chiesa, mia moglie si era già sposata in chiesa e non poteva raddoppiare; avendo io già fatto l'errore di farlo una volta in comune, appresa l'esperienza, non insisterò certamente una seconda.

 

Ho continuato così a campare tranquillo:

  • da Ateo Impenitente, soddisfatto di esserlo,
  • da Apostata Scomunicato, ormai cosciente di esserlo.

 

Fino ad oggi, quando, rimettendo a posto il mio ampio archivio cartaceo, facendo pulizia e buttando carte obsolete, ormai inutili o non interessanti dal punto di vista della memoria, mi imbatto in ...

 

 
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2008 – Scopro d’essere un Apostata Scomunicato!

Post n°8598 pubblicato il 16 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Mi rimetto a studiare latino.

No, non è vero, semplicemente mi faccio spiegare dal mio amico ex prete questo astruso termine a me sconosciuto, Latae sententiae:

  • è un cazzo di termine tecnico-giuridico del diritto canonico della Chiesa cattolica;
  • indica una specifica modalità di irrogazione (somministrazione) della pena;
  • pena non legata a una sua dichiarazione, ma solo al fatto che si commetta lo specifico delitto per il quale il legislatore ha stabilito la pena.

 

Che significa?

Un apostata è soggetto alla scomunica, provvedimento applicato in automatico, anche se la Chiesa non è informata del "delitto" commesso.

 

Se già sapevo d'essere ateo, quindi apostata, d'essere pure automaticamente scomunicato non avevo notizia.

 

Sono quindi un apostata scomunicato, peraltro sin da quando avevo solo 10 anni, anche se alla chiesa non ho mai raccontato, men che mai formalizzato, il mio ateismo.

Non è finita, devo capire quali siano le conseguenze di questa scomunica automatica, in aggiunta ovviamente alla perdita del passaporto per il Paradiso.

 

Il mio amico ex prete per fortuna continua a parlarmi, anche se Apostata scomunicato, è lui che continua a guidarmi nella consultazione del Codice ...

 

 
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2008 – Rischio d’essere Scomunicato!

Post n°8597 pubblicato il 15 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Passa qualche altro anno e nel 2008, all'inizio del mio primo blog, precedente a questo che leggete, scopro che la realtà è ben più grave di quella che già sapevo.

In un momento di perversione, gli atei sono perversi, del resto l'ho già detto che leggere il Codice di diritto canonico è una perversione, per scrivere sul blog qualcosa sull'ateismo, mi vado a consultare il Codice, non me lo presta più l'amico prete che m'ha fatto scoprire Apostata, perché nel frattempo:

  • il Codice, è diventato facilmente accessibile in rete, questo è il link al sito vaticano dove è consultabile, http://www.vatican.va/archive/ITA0276/_INDEX.HTM);
  • l'amico si è appena spretato, specificatamente per sposarsi con una sua devota ex parrocchiana, non certo un colpo di fulmine, la cosa accade dopo essersi fatto trasferire per tre anni in una piccola parrocchia del Nord Italia, allo scopo di non cadere in tentazione e togliersela dalla testa.

Non ha funzionato, anche se non è caduto in tentazione, l'amico s'è innamorato, conseguentemente è stato coerente:

  • con se stesso, si è spretato e sposato ancora vergine, si è laureato in matematica, la sua antica passione, e si è messo ad insegnarla;
  • con il suo Dio, che non ha mai pensato di ripudiare, si è sempre mantenuto in corretto dialogo; da prete come da uomo sposato, nel 2008 ancora non lo sa ma nei prossimi 10 anni sarà padre di 5 figli; l'ultimo nato nel 2017, nella viva religiosa speranza immagino che, per raggiunti limiti di età, la moglie, la sua ex parrocchiana, smetta d'essere fertile.

Perché il mio amico ex prete, dal 2008:

  • da un lato non si ferma mai, immagino per l'arretrato sessualmente accumulato;
  • al tempo stesso men che mai indossa un preservativo.

Sente ancora totale rispetto per il precetto "non fornicare", ovvero non disperdere inutilmente il seme, lo stesso antico motivo per cui ci impartirono, a me come a lui, tre Ave Maria dopo quella prima confessione.

Evidentemente abbiamo io e il mio amico abbiamo reagito alla medesima catechesi in modi diversi, eravamo del resto già diversi, come lo siamo oggi, ma ancora ci parliamo.

 

Nel Codice di diritto canonico, e, a voler essere minuziosamente precisetti:

  • nel libro VI, le sanzioni nella chiesa,
  • nella parte II, le pene per i singoli delitti,
  • nel titolo 1, i delitti contro la religione e l'unità della chiesa,
  • nel Cann. 1364, che non so cosa vogli abbreviare,
  • nel paragrafo 1,

finalmente leggo ...

 

L'apostata, l'eretico e lo scismatico incorrono nella scomunica latae sententiae.

  • Non mi penso eretico.
  • Sicuramente non sono scismatico, di fondare una nuova Chiesa non m'interessa.
  • Sono apostata, questo già lo so!

Un apostata è soggetto alla scomunica, rischio il ritiro del passaporto per il Paradiso!

Rischio?

Macché ho già perso, il peggio sono quelle due incomprensibili parole finali, latae sententiae,

 

Accidenti a me che ho sempre aborrito il latino, a causa di una madre professoressa di italiano e latino, ora mi tocca studiarlo ...

 

 
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1988 – Scopro d’essere un Apostata!

Post n°8596 pubblicato il 15 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Nel 1988, incontro un compagno di classe delle medie, dell'epoca della scoperta onanistica, come di quella confessionale:

  • uno di quelli che hanno assistito alla mia prima confessione, inevitabilmente pipparolo come me ed anch'esso reo confesso;
  • poi fattosi prete quando eravamo all'università, rinunciando per questo, oltre al sesso, allo studio della matematica per cui era assai versato in favore della teologia, cosa di cui l'ho sempre rimproverato.

Chiacchierando con lui, a cui ho sempre tranquillamente dichiarato il mio ateismo, anche una volta diventato prete, scopro qualcosa di nuovo.

 

Quello che l'UAAR chiama sbattezzo, la Chiesa chiama apostasia, intendendo l'abbandono formale e volontario dalla propria religione:

  • da un punto di vista dottrinale è un peccato mortale;
  • per il diritto penale ecclesiastico, applicabile a tutti i battezzati, è ancora peggio, è un delitto.

 

Per la Chiesa, chi si proclama ateo o agnostico, anche se non si sbattezza, è già da considerarsi un apostata.

Alla mia incredulità l'amico prete mi fornisce la prova oggettiva, me lo fa chiaramente leggere sul Codice di diritto canonico.

 

Ho sempre detto d'essere ateo, dopo quella prima comunione, sono quindi contestualmente un apostata!

 

 
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1968 – Stato finale di Ateo

Post n°8595 pubblicato il 15 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Quale peccato ho commesso a masturbarmi?

Nessuno, ora lo so, con certezza!

 

Per questo m'incazzo, tanto:

  • verso l'ignobile prete, che mi ha costretto nell'angolo per confessare l'ovvio, il naturale, il funzionale alla pubertà che m'avvince;
  • verso la Chiesa, che s'inventa un istituto come la confessione, come se Dio avesse bisogno di sentire la litania delle proprie colpe al prete per poterle perdonare, perfino da ragazzini innocenti e un po' tonti di 10 anni;
  • verso Dio, che non può considerare impuro un atto, come farsi una sega, rituale che, a 10 anni, maschietto ti appartiene inevitabilmente, ti è prepotentemente suggerito dal tuo corpo, senza che nessuno debba insegnarti nulla.

 

Fatta la prima comunione, sbollita l'incazzatura, è l'ora delle decisioni:

  • Innanzitutto continuo a farmi le seghe, senza rimorso alcuno o senso di colpa, cosa che m'accompagna da sempre, single o in coppia.
  • Poi, non voglio più confessarmi, non mi sono mai più confessato, ho contestualmente rinunciato a qualsiasi altro sacramento, comunione, matrimonio, ecc. .
  • Di certo non vado più a messa, nemmeno per far contenta mia nonna, ci sono tornato la prima volta solo per il suo funerale, poi dopo solo in occasione di pochi matrimoni, nessun battesimo, aimè molti funerali.

 

Soprattutto, raggiungo lo stato finale del percorso di catechesi, completo la transizione di fase ...

  • dal vecchio stato di Battezzato con il quale ero partito,
  • sono finalmente arrivato al nuovo stato finale di Ateo!

 

Un Dio così stupido non può esistere, se lo deve essere inventato la Chiesa!

Non è un fine argomento teologico, non una dimostrazione logica o ontologica, ma in fondo ho solo 10 anni, per affinare l'argomentazione ci sarà tempo.

 

La decisione è inequivocabilmente presa, sono Ateo!

Finora non ho avuto motivi per avviare una nuova transizione di fase.

Questa che racconto è per questo la storia di un Ateo.

 

 
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1948 – Mi masturbo, Ergo Sum!

Post n°8594 pubblicato il 14 Marzo 2018 da sagredo58
 

 

Un nuovo stato finale ...

 

Prodotto dall'incazzatura che mi è montata dopo quella prima confessione, quando leggendo di straforo dalla biblioteca di mio padre medico il mitico rapporto Kinsey Il comportamento sessuale dell'uomo, scritto nel 1948.

Santa pubblicazione che:

  • oltre a rassicurarmi sulla lunghezza del pisello,
  • mi rende contestualmente finalmente cosciente in merito a quello che la masturbazione significa.

 

Im merito all'inizio della masturbazione scopro che:

  • una schiacciante maggioranza di maschi, l'81%, comincia a masturbarsi consapevolmente tra i 10 e i 15 anni, a partire dalla pubertà;
  • una percentuale più limitata, il 14%, anticipa alla fascia d'età dai 10 ai 12 anni;
  • solo il 7%, scopre la masturbazione sin dalla prima infanzia, prima dei 10 anni, quando il bambino scopre che l'area genitale, se stimolata, fornisce piacere;

Sono in buona compagnia!

 

Quanto alla frequenza della masturbazione, questa declina con l'età:

  • gli adolescenti tra i 10 e i 15 anni, dichiarano masturbarsi anche sei o più volte al giorno,
  • gli uomini di mezza età scendono a meno di una volta al giorno.

A sei non ci arrivavo, se non una volta per prova, dopo aver letto Kinsey, e con qualche difficoltà, ma 3-4 al giorno sono stati una costante per un lungo periodo.

 

Infine è riconosciuto che la masturbazione:

  • assume ruolo primario nello sviluppo fisico ed emotivo durante la pubertà e nella preadolescenza;
  • contribuisce a sviluppare negli adolescenti un senso di padronanza dei propri impulsi sessuali.

Ho sviluppato un sano piacere per il sesso, da solo ed in coppia, che mi accompagna sino ad oggi anche se la frequenza declina.

 

Dunque, quale peccato ho commesso?

 

 
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