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Sacro altare...

Post n°237 pubblicato il 19 Aprile 2012 da Dovere_di_vivere
 

 

Nei Vangeli Apocrifi, agli apostoli che chiedevano insegnamenti sulla sessualità, Gesù rispondeva: "Ogni uomo dovrebbe avvicinarsi alla sua donna come fosse un sacro altare, ed ogni donna al suo uomo come fosse il suo Dio".

 

Questa frase é insidiosa nell'interpretazione: a mio parere il significato non è quello che appare.

---

 

 

...Mia aggiunta postuma (23-04-2012) ...

 

 Sembrerebbe la classica frase maschilista!

 Svalutazione o Rivalutazione della donna?

 Ho riflettuto sull'uso apparentemente criptico delle parole. Il sacro altare (la donna) è la rappresentazione in terra del Cristo-Dio e del suo sacrificio (eucarestia), quindi tramite la donna l'uomo può avvicinarsi a Dio. 

Quel "come" (condizionale d'auspicio = come se) invita la donna a vedere il lato compartecipe creativo divino dell'uomo. Di fatto l'unica realtà tangibile (terrena) per raggiunger Dio (il Dio che crea) è l'altare (la donna) e sino a prova contraria dalla donna nasce la vita con la partecipazione dell'uomo generato a sua volta dal sacro altare; da qui l'invito al riconoscimento della complementarietà divina nei due sessi.  Dio sta nei cieli ed è incomprensibile e irraggiungibile sulla terra; la sua unica presenza in terra è il sacro altare purché questo riconosca l'essenzialità divina pure dell'uomo che porta il seme divino a un altare che altrimenti sarebbe pagano (sterile). In sintesi senza il sacro altare (l'unica presenza di Dio in terra) l'uomo (il maschio) non potrebbe essere "... come fosse il suo Dio”. 

Semmai io leggo fra le righe il primato (ancor oggi sottolineato dalla chiesa) della sessualità finalizzata alla procreazione e che, se diventa soltanto strumento di piacere (sessuale), potrebbe essere una sorta di rito pagano deprivando il sacro altare del proprio significato creativo; ma questa è tutta un'altra faccenda che va inquadrata nell'ambito storico in cui fu scritta e ancora oggi riconosciuta dalla chiesa cattolica. Oggi l'uomo e la donna possono gestire la sessualità (edonisticamente) fuori dal finalismo procreativo, ma rimane, secondo me, il valore trascendentale dei due sessi secondo la frase citata sopra.

(DDV)

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Commenti al Post:
coluci
coluci il 19/04/12 alle 23:57 via WEB
I Vangeli apocrifi riportano brani più felici di questo. Effettivamente qui è palse una concezione culturale maschilista e, per certi versi (altare, un po' masochista. Anche nei canonici non è che sia tutto oro colato, ma la donna ne esce meglio. D'altra parte, i testi biblici vanno "contestualizzati" e un po' perdonati, anche perché ai giorni nostri non è che si navighi in mari più "aperti". Con stima. Luciano
 
 
Dovere_di_vivere
Dovere_di_vivere il 23/04/12 alle 10:11 via WEB
Sì Luciano! Confesso che quando lessi la prima volta questa frase diedi lo stesso significato tuo. Poi feci mente locale su come gli antichi scritti non erano per tutti ma solo per i sacerdoti del tempio di allora e di oggi, che ne davano e danno intepretazioni a secondo degli usi e costumi dei tempi e dei dogmi di comodo della chiesa. Il linguaggio metaforico era chiaro per chi aveva la mente aperta, ma oscuro per chi doveva sottostare (e deve sottostare) ai dogmi umani-sacerdotali. Grazie per il gradevole sviluppo dialettico, da cenacolo cuturale, del tema. Con ricambita stima, Franco :)
 
coluci
coluci il 25/04/12 alle 07:54 via WEB
Il linguaggio religioso (biblico), per i limiti insiti nella parola umana (Dio è indicibile-il grande sconosciuto), è antropomorfico, per cui riflette la concezione antropologica dell’epoca. Non a caso Dio nella tradizione ebraica e cristiana (al di là di qualche eccezione attuale come nella Teologia della Liberazione, dove si parla di Dio-Madre) è stato concepito come maschio, padre, creatore, l’assoluto, l’onnipotente. Il “come”, per me, è dovutamente una “distinctio rationis” più che condizionale d’auspicio. Ma andando al senso del rapporto donna-uomo, per me, rimane una certa concezione prevaricante e maschilista. D’accordo, l’altare è centro verso cui tutto converge (luogo simbolico dove cielo e terra si fondono nel "calice"), ma anche luogo sacrificale dell’agnello da cui si sprigiona nuova vita, salvezza (resurrezione del Cristo). Se l’autore avesse scritto “come fosse Cristo” al posto di Dio, certamente tutta la tua nuova interpretazione la trovrei più calzante. Condivido la tua ultima osservazione sulla sessualità come esperienza dinamica e complice in uno scambio spirituale che esalta il semplice impulso procreativo della specie. Ma, continuerò a rifletterci. Un saluto di stima. Luciano
 
ladymarianna0
ladymarianna0 il 28/04/12 alle 19:35 via WEB
Trovo molto interessante questa tua riflessione e altrettanto interessante è lo scambio di pensieri che è scaturito con Luciano.
Io sono una mente molto semplice (lo sai) e trovo che l'ALTARE (in un tempio del passato o in un'odierna cattedrale) rappresenti il CENTRO da cui tutto si sprigione ed in cui tutto converge, come già sottolineato da Luciano. L'ALTARE è quanto di più sacro sia presente nei luoghi di culto, è la ragione della loro esistenza... la loro stessa essenza.
E' il "tramite" che ci mette in contatto con Dio: attraverso "questo luogo" Dio viene a noi e noi a Lui (attraverso l'uomo)
Sull'altare ebraico di pietra era posta l'Arca dell'alleanza, il primo patto tra Dio e il Suo Popolo, l'altare cristiano sostiene il tabernacolo che contiene il "pane vivo disceso dal cielo". Non sono certa se nella tradizione islamica sia contemplata la presenza dell'altare...
Io trovo che le parole di Gesù racchiudano in modo totalizzante il senso della complementarietà tra l'uomo e la donna: [... "Ogni uomo dovrebbe avvicinarsi alla sua donna COME fosse un sacro altare, ed ogni donna al suo uomo COME fosse il suo Dio...]
Avendole pronunciate Gesù queste parole, non poteva che citare Dio quale contatto massimo da sublimmare.
Posso abbracciarvi entrambi carissimi Franco e Luciano????? ^___^
Lo faccio, baci.... Monica
 
ondadgl5
ondadgl5 il 01/05/12 alle 09:29 via WEB
Ciao Franco, perdona se non commento essendo d'altra Fede...mi complimento comunque per i tuoi argomenti così profondi e a parer mio densi di molteplici significati..Giustamente non è questo il contesto giusto...marea di sorrisi caro Pescatore!
 
xvaghestelledellorsa
xvaghestelledellorsa il 16/05/12 alle 20:30 via WEB
Affascinante riflessione filosofica. Attraverso i secoli a causa delle trasformazioni culturali e soprattutto a causa dei periodi di oscurantismo molte affermazioni delle civiltà pagane e di quella cristiana sono state travisate e interpretate a favore di diverse finalità. Bisognerebbe riscoprire e rileggere i testi più che seguire teorie che vengono fuori da testi già interpretati chissà quando e chissà come... Per molti aspetti il progresso, lungo la storia, si è fermato, oppure addirittura ha fatto paradossali marce indietro. Un caro saluto. ^__^
 
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