Sono rammaricato per non aver avuto subito la possibilità di scrivere due righe sulla “giocosa” classifica che la Gazzetta ha stilato definendo, peraltro con un linguaggio passibile di querela, favori e torti, che avrebbero irrimediabilmente condizionato il campionato 2007/2008. Non si parlava di favori, quando Moggi e Girando passeggiavano amichevolmente intorno agli stanzini degli arbitri. Allora, dopo aver linciato il calciatore che si rendeva conto di strani movimenti negli stanzini proibiti (come accadde a Figo 2 anni fa), si parlava di errori arbitrali. E si parlava di errori anche quando giornalisti temerari s’avvicinavano col microfono tremante al presidente di lega A. Galliani, domandandogli mestamente e col capo chino di commentare quell’errore che aveva concesso al Milan di trovare la vittoria. Inutile ricordare che le risposte di Galliani erano garbate esattamente quanto quelle di Moratti o di Mancini l’Antipatico (sono chiaramente sarcastico). I giornali e le trasmissioni sportive scelgono con oculatezza i termini più stimolanti per troncare anche una lieve possibilità di comunicazione. Scrivono servendosi di parole che sono sentenze. Loro lo sanno, i tifosi non tutti. Parlare di favore e parlare di errore è una differenza sostanziale, di sostanza appunto. Tra l’uno e l’altro termine si apre un abisso. Ho letto molti commenti di juventini e milanisti che (anche logicamente, visti i termini di corrente uso) agitano con apprensione e rabbia il foglietto rosa che attesterebbe vittime e beneficiari di questi favori. Io parlo a loro, sperando che siano più attenti, che non si lascino lusingare troppo da questi “giochi”, perché oltre ad essere maliziosi, sono soprattutto sbagliati. I punti di queste matematiche classifiche verrebbero tolti o assegnati, infatti, in base a quale principio? Secondo quale principio Liguori attesterebbe all’Inter ben 5 punti in meno in classifica? Io credo sinceramente che assegnare una sconfitta per un rigore negato, e una vittoria per un rigore concesso (e viceversa) sia a dir poco fantasioso. Se l’Inter non avesse beneficiato d’un calcio di rigore contro il Siena non avrebbe vinto la partita? Può darsi, tutto è possibile… anche pensare che sarebbero discesi gli alieni per chiedere la visione dell’ultima puntata di Ally McBeal. Insomma un rigore assegnato può anche avere un significato determinante, ma stilare una classifica in base all’assegnazione di questi è abbastanza terribile. L’Inter in 10 ha segnato due gol ad una squadra come la Juve. Senza rigori ha anche vinto contro il Milan tre derby di fila. Ora chiunque potrebbe dire che senza il rigore l’inter non l’avrebbe spuntata a Siena. O con l’Empoli. Ma sarebbe un po’ presuntuoso. Non si poteva fare, e infatti non s’è correttamente mai vista, neanche una presunta classifica dei campionati illegittimi degli ultimi tormentati anni. Perché sarebbe stata irrazionale e pretestuosa.Per chiudere, vorrei responsabilizzare tutti i lettori di testate sportive e i telespettatori di sedicenti trasmissioni calcistiche, chiedendo loro moltissima attenzione a quello che giornalisti e cronisti insinuano e soprattutto a come lo fanno. Moltissime delle opinioni sciorinate (come ricorderà in un prossimo post Ale) sono striscianti accuse che colpiscono in modo molto più pericoloso i tifosi delle altre società, piuttosto che gli interisti, perché direi li obbligano, con comodissimi pretesti, a giudicare senza cognizione. Dav.
Post N° 2
Sono rammaricato per non aver avuto subito la possibilità di scrivere due righe sulla “giocosa” classifica che la Gazzetta ha stilato definendo, peraltro con un linguaggio passibile di querela, favori e torti, che avrebbero irrimediabilmente condizionato il campionato 2007/2008. Non si parlava di favori, quando Moggi e Girando passeggiavano amichevolmente intorno agli stanzini degli arbitri. Allora, dopo aver linciato il calciatore che si rendeva conto di strani movimenti negli stanzini proibiti (come accadde a Figo 2 anni fa), si parlava di errori arbitrali. E si parlava di errori anche quando giornalisti temerari s’avvicinavano col microfono tremante al presidente di lega A. Galliani, domandandogli mestamente e col capo chino di commentare quell’errore che aveva concesso al Milan di trovare la vittoria. Inutile ricordare che le risposte di Galliani erano garbate esattamente quanto quelle di Moratti o di Mancini l’Antipatico (sono chiaramente sarcastico). I giornali e le trasmissioni sportive scelgono con oculatezza i termini più stimolanti per troncare anche una lieve possibilità di comunicazione. Scrivono servendosi di parole che sono sentenze. Loro lo sanno, i tifosi non tutti. Parlare di favore e parlare di errore è una differenza sostanziale, di sostanza appunto. Tra l’uno e l’altro termine si apre un abisso. Ho letto molti commenti di juventini e milanisti che (anche logicamente, visti i termini di corrente uso) agitano con apprensione e rabbia il foglietto rosa che attesterebbe vittime e beneficiari di questi favori. Io parlo a loro, sperando che siano più attenti, che non si lascino lusingare troppo da questi “giochi”, perché oltre ad essere maliziosi, sono soprattutto sbagliati. I punti di queste matematiche classifiche verrebbero tolti o assegnati, infatti, in base a quale principio? Secondo quale principio Liguori attesterebbe all’Inter ben 5 punti in meno in classifica? Io credo sinceramente che assegnare una sconfitta per un rigore negato, e una vittoria per un rigore concesso (e viceversa) sia a dir poco fantasioso. Se l’Inter non avesse beneficiato d’un calcio di rigore contro il Siena non avrebbe vinto la partita? Può darsi, tutto è possibile… anche pensare che sarebbero discesi gli alieni per chiedere la visione dell’ultima puntata di Ally McBeal. Insomma un rigore assegnato può anche avere un significato determinante, ma stilare una classifica in base all’assegnazione di questi è abbastanza terribile. L’Inter in 10 ha segnato due gol ad una squadra come la Juve. Senza rigori ha anche vinto contro il Milan tre derby di fila. Ora chiunque potrebbe dire che senza il rigore l’inter non l’avrebbe spuntata a Siena. O con l’Empoli. Ma sarebbe un po’ presuntuoso. Non si poteva fare, e infatti non s’è correttamente mai vista, neanche una presunta classifica dei campionati illegittimi degli ultimi tormentati anni. Perché sarebbe stata irrazionale e pretestuosa.Per chiudere, vorrei responsabilizzare tutti i lettori di testate sportive e i telespettatori di sedicenti trasmissioni calcistiche, chiedendo loro moltissima attenzione a quello che giornalisti e cronisti insinuano e soprattutto a come lo fanno. Moltissime delle opinioni sciorinate (come ricorderà in un prossimo post Ale) sono striscianti accuse che colpiscono in modo molto più pericoloso i tifosi delle altre società, piuttosto che gli interisti, perché direi li obbligano, con comodissimi pretesti, a giudicare senza cognizione. Dav.