Come al solito i "VORREI" fanno a pugni con i "NON POSSO".Sapevo che alle 7:50 avrei guardato dallo specchietto retrovisore e l'avrei visto arrivare. Non le capirò mai le mie sensazioni...ma su di lui continuano a non sbagliare. Sbagliano solo quando riguardano noi. Ma forse perchè in quel caso sono poco obiettiva e troppo coinvolta.Mi sono catapultata fuori dalla macchina, per evitare imbarazzanti approcci ravvicinati. Ho raggiunto velocemente gli altri miei colleghi che mi si sono buttati al collo per farmi gli auguri per Ognissanti. Mi giro e lui era ormai vicino a noi."Buongiorno a tutti...""Ehi auguri!"...esclama subito una mia collega.Lui, come al solito ben poco sveglio a quell'ora... "Auguri? Per cosa?"..."Come!?! Tutti i santi!"..."Ah! Sì...auguri!"...La tipa subito gli si avvicina per dargli un bacio...io seguo tutta la scena con l'immancabile morsa allo stomaco che provo tutte le volte che qualcuna gli si avvicina. Guardo tutto...secondo per secondo...le sue labbra sulla guancia di lei... Il flash che ritorna tutte le volte di quel bacio del 30 luglio...in cui le sue labbra non si posarono affatto sulla guancia, ma all'angolo della mia bocca...Lui si stacca da quel bacio, ben poco spontaneo...e subito mi guarda...:"Auguri..."...il mio sguardo da: "NON TI AZZARDARE AD AVVICINARTI!"...è giunto a destinazione, accompagnato dal mio "Auguri..." di risposta e il mio sorriso sforzato di circostanza.Pochi secondi e si avvia all'ingresso. Aspetto un po' ed entro anch'io.Vedo che è entrato dal portone del mio reparto e non dal suo. Così faccio subito inversione verso il suo per evitarlo...ma ovviamente non si poteva. Le donne delle pulizie avevano il monopolio delle scale. Sono costretta ad entrare anche io da lì. Lui mi vede mentre sale. Io perdo tempo per farlo andare avanti."Vuole prendere l'ascensore, signorina?"...la voce di delle inservienti. Io: "Eh...magari...!"... Ride e mi risponde: "Non si può, la devo pulire!"...che tradotto era: "DEVI SALIRE PER FORZA A PIEDI CON LUI!"...Ma lui...forse ha iniziato a rispettarmi...ed era andato parecchio avanti...Così ho iniziato a fare le scale anch'io. Arrivo al piano e...guardo in automatico verso la direzione del suo ufficio. E' uno di quei gesti incontrollabili che faccio sempre appena arrivo....e lui era lì, appena arrivato anche lui...e guardava verso me.Mi volto di scatto ed entro. Ed è solo l'inizio di questa giornata. Quando so che devo passare 8 ore nello stesso edificio con lui, ho l'ansia a 2000. E so già in partenza che non concluderò niente.Vado a prendere le mie cose dall'armadietto. Lui è in silenzio. Non ci diciamo niente.Ripasso più volte ed è sempre così.Finchè mezz'ora fa circa...passa lui...ed è un altro pugno nello stomaco. Lui con quella maglietta nera che gli sta da dio...i suoi lineamenti perfetti...e i suoi occhiali, a cornice degli occhi verdi. Mi nascondo dietro al pc...ma lo sento il suo sguardo posarsi un paio di volte su di me. Si ferma qualche minuto...io scatto in piedi vicino ad un collega che mi chiama. Lui fa per andarsene: "Ciao ragazzi..."...ed eccolo lì, che mi lancia la solita occhiata che evito volutamente di ricambiare....la mia pazzia sta andando in pari con ciò che provo per lui...
Post N° 81
Come al solito i "VORREI" fanno a pugni con i "NON POSSO".Sapevo che alle 7:50 avrei guardato dallo specchietto retrovisore e l'avrei visto arrivare. Non le capirò mai le mie sensazioni...ma su di lui continuano a non sbagliare. Sbagliano solo quando riguardano noi. Ma forse perchè in quel caso sono poco obiettiva e troppo coinvolta.Mi sono catapultata fuori dalla macchina, per evitare imbarazzanti approcci ravvicinati. Ho raggiunto velocemente gli altri miei colleghi che mi si sono buttati al collo per farmi gli auguri per Ognissanti. Mi giro e lui era ormai vicino a noi."Buongiorno a tutti...""Ehi auguri!"...esclama subito una mia collega.Lui, come al solito ben poco sveglio a quell'ora... "Auguri? Per cosa?"..."Come!?! Tutti i santi!"..."Ah! Sì...auguri!"...La tipa subito gli si avvicina per dargli un bacio...io seguo tutta la scena con l'immancabile morsa allo stomaco che provo tutte le volte che qualcuna gli si avvicina. Guardo tutto...secondo per secondo...le sue labbra sulla guancia di lei... Il flash che ritorna tutte le volte di quel bacio del 30 luglio...in cui le sue labbra non si posarono affatto sulla guancia, ma all'angolo della mia bocca...Lui si stacca da quel bacio, ben poco spontaneo...e subito mi guarda...:"Auguri..."...il mio sguardo da: "NON TI AZZARDARE AD AVVICINARTI!"...è giunto a destinazione, accompagnato dal mio "Auguri..." di risposta e il mio sorriso sforzato di circostanza.Pochi secondi e si avvia all'ingresso. Aspetto un po' ed entro anch'io.Vedo che è entrato dal portone del mio reparto e non dal suo. Così faccio subito inversione verso il suo per evitarlo...ma ovviamente non si poteva. Le donne delle pulizie avevano il monopolio delle scale. Sono costretta ad entrare anche io da lì. Lui mi vede mentre sale. Io perdo tempo per farlo andare avanti."Vuole prendere l'ascensore, signorina?"...la voce di delle inservienti. Io: "Eh...magari...!"... Ride e mi risponde: "Non si può, la devo pulire!"...che tradotto era: "DEVI SALIRE PER FORZA A PIEDI CON LUI!"...Ma lui...forse ha iniziato a rispettarmi...ed era andato parecchio avanti...Così ho iniziato a fare le scale anch'io. Arrivo al piano e...guardo in automatico verso la direzione del suo ufficio. E' uno di quei gesti incontrollabili che faccio sempre appena arrivo....e lui era lì, appena arrivato anche lui...e guardava verso me.Mi volto di scatto ed entro. Ed è solo l'inizio di questa giornata. Quando so che devo passare 8 ore nello stesso edificio con lui, ho l'ansia a 2000. E so già in partenza che non concluderò niente.Vado a prendere le mie cose dall'armadietto. Lui è in silenzio. Non ci diciamo niente.Ripasso più volte ed è sempre così.Finchè mezz'ora fa circa...passa lui...ed è un altro pugno nello stomaco. Lui con quella maglietta nera che gli sta da dio...i suoi lineamenti perfetti...e i suoi occhiali, a cornice degli occhi verdi. Mi nascondo dietro al pc...ma lo sento il suo sguardo posarsi un paio di volte su di me. Si ferma qualche minuto...io scatto in piedi vicino ad un collega che mi chiama. Lui fa per andarsene: "Ciao ragazzi..."...ed eccolo lì, che mi lancia la solita occhiata che evito volutamente di ricambiare....la mia pazzia sta andando in pari con ciò che provo per lui...