...E POI, SILENZI.

Post N° 88


"E son meno triste, se almeno di parlo..." Dopo vari tentennamenti ho preso l'ascensore ed ho pigiato 3. Dopotutto non avevo granchè da perdere...Un passo incerto dietro l'altro...ho visto prima la porta chiusa... Pugno allo stomaco quando soltanto mi ha sfiorata il pensiero che non ci fosse... Poi un altro passo e vedo la seconda porta aperta...la luce accesa...e quella sedia...vuota...ma con appoggiato allo schienale il suo giaccone. Che ho riconosciuto subito. Lo stesso giaccone che aveva quel giorno di neve di dicembre scorso.Resto ferma qualche secondo...poi ancora 1...2...3...4...passi...arrivo davanti alla porta e lui era lì...seduto al pc...Volta la testa verso di me...ed eccolo: "Oh...Stefy..."...sta per esplodere il sorriso...ma vedo che lo trattiene e scosta subito lo sguardo, posandolo di nuovo sullo schermo del pc.Entro....e quando mi avvicino sembra quasi tranquillizzarsi...e inizia con le sue mille domande....Ieri notte l'avevo sognato...avevo sognato che mi veniva vicino e, sorridendo, mi faceva, riferendosi al nuovo reparto: "Sei contenta?"...Ed ora eccolo lì..."Oh allora? Il nuovo reparto??? - si ferma, mi guarda - Sei contenta?"...stessa domande...precisa... Flash del sogno...rimango quasi incerta... Il sogno continuava con me che non gli rispondevo ma gli prendevo una mano e la intrecciavo alla mia..."Bene..." - mi siedo accanto sulla scrivania accanto alla sua...e mi appoggio al separatorio... a guardarlo...E lui ricomincia con le domande... "dai racconta..."...e in un attimo ci siamo ritrovati a parlare...a ridere...a scherzare... Amo quando ride così di gusto che strizza gli occhi...e si porta le mani in viso... Ricordare momenti passati e riderci ancora su... Sentirlo di nuovo parlare della cagnolina e sentirgli dire: "Io e lei siamo una cosa sola...!"...e allora avvertire una morsa allo stomaco...ripensare alla LEI che è realmente una cosa sola con lui...intristirmi di colpo e capire che questa storia dell'amicizia non reggerà più di quei 10 min insieme... "Eh vabbè...quando è amore, è amore...c'è poco da fare..."...buttarla come al solito sull'ironico...e sentir piombare il silenzio a quelle parole......andare via dopo un po'...come sempre la sua voce che mi segue mentre vado via: "Che turno stai facendo?"Io che mi giro e gli rispondo...e poi gli sorrido mentre sono sulla porte...e lui anche...E quello è il momento in cui escono le parole più inopportune, quando vorresti dire ancora qualcosa...ma sai che non è il caso...o le remore e l'incertezza ti frenano... Allora butti un saluto così, da "amici"..."Stammi bene...""Anche tu..."......e vado via...E risentirmi di nuovo inquieta...avvertire forte il senso di insoddisfazione che questo rapporto di "pseudo-amicizia" mi dà... Ripromettermi l'ennesima volta di lasciarlo perdere...E poi trovarmi a scrivergli: "sai cosa cambierei se avessi davvero una bacchetta magica?""Spara!""Cambierei quella tua scelta...Ma soprattutto...Vorrei non avere tante remore (e troppo rispetto) quando ti vedo ridere e mi viene voglia di baciarti...!"...E, come ho detto anche a lui, adesso comincerà la puntata vista mille volte...: "Evitiamoci finchè ci riusciamo...e soprattutto: FACCIAMO FINTA DI NIENTE!"......VABBè...per oggi almeno ho avuto la mia dose di LUI."E invento momenti, abbracci e consigli...immagino storie...Però...FONDAMENTALMENTE TUTTO A POSTO...E' che...OBIETTIVAMENTE NON RIESCO...Perchè che la pazienza fa dannare, chi si innamora senza volerlo fare..."