Innovare l’innovazione non è un lusso, ma oggi è diventata una condizione di sopravvivenza, perciò è urgente prenderne coscienza. È tempo che le Direzioni Aziendali si muovano con energia in questo senso, attivando capacità e leve operative, e non solo con petizioni di principio sull’innovazione dato che esistono dei metodi per produrla. Innovare comporta avere un sogno e investire per cercare il modo di realizzarlo. Oltre allo sforzo di volontà, serve la capacità di generare idee originali e poi l’abilità di renderle produttive. La creatività è un ingrediente essenziale per l'innovazione. A volte questa viene vista come incompatibile e antagonista alla razionalità: questa è una falsa convinzione. Intelligenza e razionalitàIl concetto di intelligenza, come lo conosciamo e pratichiamo comunemente, identifica una forma di logica totalmente basata sulla deduzione, cioè sulla capacità di pensiero sequenziale. Essa è misurata dal Quoziente Intellettuale che è stato inventato da due psicologi francesi, Binet e Simon. Tutti conosciamo i test classici di misura del Q.I.: data una serie di numeri 2, 4, 8, 16, … qual è il numero che verrà dopo? Chi non risponde 32 avrà zero su questa domanda. "Considerando un insieme composto da una foglia, un filo d'erba, un albero, una farfalla, un ortaggio, qual è l'elemento che non appartiene all'insieme?". Avrà sbagliato chi non risponde "farfalla". Questo tipo di logica lineare, deduttiva e sequenziale, è ricca di significato e di utilità. Ma a nessuno sfugge il suo carattere riduttivo, parziale e limitativo. La logica sequenziale è solo una delle forme d’intelligenza. Sforziamoci di sfruttare tutto il nostro potenziale: razionale, emotivo, creativo e intuitivo.Artisti o imprenditori?valutazione dei risultati. Il primo tipo considera il risultato di un processo creativo sulla base di criteri estetici, di simpatia e di gratificazione dell'autore: questo tipo di creatività ben si addice all'arte in genere. E’ una forma che spesso si realizza come valore individuale, con la soddisfazione di espressività dell’autore. Ma ha ben poco a che fare con l'innovazione d'impresa, col miglioramento dei processi, con la creazione di nuovi concetti di prodotto. In questo contesto è più adeguato un altro tipo di creatività: quello che conduce, come risultato finale, a un beneficio chiaro e tangibile. E sono proprio questi i principi, per una creatività adeguata alle reali esigenze imprenditoriali, che troviamo nei concetti e nelle tecniche del Pensiero Laterale. La creatività imprenditoriale ha come scopo quello di produrre idee valide, fattibili e produttrici di valore sociale.Il pensiero lateraleNell'Oxford English Dictionary alla voce Lateral Thinking (Pensiero Laterale) si legge questa definizione: "....seeking to solve problems by unorthodox or apparently illogical methods". "Apparentemente illogici" sono le parole chiave di questa definizione. Il Pensiero Laterale infatti sembra illogico in termini di logica "normale", ma in realtà segue un'altra logica. E comunque il processo alla base del Pensiero Laterale deve, alla fine, sfociare nella logica tradizionale. Cioè, l'idea creativa a posteriori risulta logica e comprensibile, il Pensiero Laterale è il processo attraverso cui si arriva all’idea. Il Pensiero Laterale ci consente di identificare i binari predefiniti su cui si muove il pensiero verticale; liberandoci dai pregiudizi, ci aiuta a uscire da questi binari e ad essere quindi più creativi. La natura e il concetto del Pensiero Laterale, inventato da Edward de Bono alla fine degli anni sessanta, sono descritti da lui con varie immagini, quali: - "Non puoi scavare una buca in un punto diverso del terreno scavando sempre più in profondità la medesima buca". - "Il pensiero laterale serve ad allontanarsi da punti di vista e percezioni tradizionali al fine di individuarne di nuovi". - "La nostra visione si è formata a seguito di una particolare sequenza di esperienze. Tendiamo a difendere le idee in tal modo acquisite e a vedere il mondo attraverso le percezioni predeterminate che ne conseguono. Il pensiero laterale offre la possibilità di rifuggire da idee e percezioni esistenti per individuarne di diverse e forse anche migliori."Intelligenza divergenteJaoui è un altro importante studioso del tema della creatività, che egli definisce come la capacità di ragionare in forma diversificata rispetto al percorso normale. L'intelligenza divergente può essere descritta mediante quattro fattori: fluidità, flessibilità, originalità ed elaborazione. 1. La fluidità si misura col numero di risposte che un soggetto riesce a dare a una domanda data. 2. La flessibilità si valuta in base al numero di categorie concettuali alle quali la produzione può essere ricondotta. 3. L'originalità è la capacità d'esprimere idee inedite, di carattere veramente innovativo. E' inversamente proporzionale alla frequenza delle risposte di uno stesso tipo date dalla popolazione di riferimento. 4. L'elaborazione è la capacità di non limitarsi a un enunciato generale dell'idea, ma a dettagliarne la definizione e darle un carattere il più possibile concreto, operativo, fortemente collegato all'energia e alla motivazione. In un individuo molto creativo questi quattro fattori saranno presenti in misura elevata. Tuttavia, ciascuno di noi può avere una predominanza di alcuni fattori in rapporto agli altri. Il lavoro di gruppo permette di sfruttare questa varietà generando effetto di sinergia.Ostacoli e profiliIl pensiero creativo può risentire di blocchi che ne intralciano lo sviluppo. Sidney Shore li raggruppa in tre categorie: · blocchi d'ordine emotivo: il timore di commettere un errore, il rischio di trovarsi in minoranza, l’arrendersi alla prima soluzione accettabile, un desiderio quasi patologico di sicurezza nel conosciuto e nell’evidente · blocchi d'ordine culturale: il desiderio di conformarsi a modelli sociali, l’utilizzo del no automatico come risposta a nuove idee, la credenza che il fatto di sognare sia un spreco infantile di tempo · blocchi d'ordine percettivo: l’incapacità di porsi domande al di là dell’evidenza, l’incapacità di distinguere fra causa e effetto, la difficoltà di distinguere tra fatti e problemi. Imparare a riconoscere la natura di questi blocchi è vitale, per liberare l’energia creativa e non lasciarsi imbavagliare dalle abitudini confortevoli, dalla routine quotidiana e da mille pregiudizi. Provate a definire quale può essere il profilo del soggetto creativo. Ovvero, provate a indicare le peculiarità più significative che connotano, secondo voi, le persone che rivelano capacità creative. Fra gli autori che hanno studiato la creatività, Frank Barron è noto per la quantità dei suoi esperimenti. Barron riscontra le caratteristiche di base nelle persone creative: sono buone osservatrici e ascoltatrici; esprimono soltanto verità parziali; oltre a vedere le cose come gli altri, le vedono anche in modo diverso; sono capaci di gestire molte idee in una volta, arrivando a una sintesi più ricca; tollerano bene lo stress dell’incertezza.Sviluppo della creativitàCominciamo subito con lo sfatare la leggenda secondo cui “per chi non ha il dono della creatività, non c’è niente da fare”. In verità, ognuno di noi nasce con capacità creative. Poi, questa abilità può essere coltivata e sviluppata, oppure trascurata e repressa. Naturalmente non si può escludere che qualcuno abbia maggior inclinazione di altri verso la creatività. Così come certe persone possono essere più predisposte all’apprendimento di una lingua straniera; qualcuno potrà diventare talmente bravo da essere in grado di fare il traduttore in simultanea, altri si limiteranno ad acquisire una discreta pronuncia. Tutti però possono imparare e migliorare con un’adeguata preparazione e con l’esercizio. Siamo tutti creativi, potenzialmente. Ma per cogliere tutte le occasioni di sviluppo occorre agire su tre leve: a) rimuovere i blocchi; b) acquisire le tecniche, c) fare tanto esercizio. La creatività va coltivata, innaffiata come una pianta, che darà i suoi frutti a tempo opportuno. Buona creatività a tutti! FONTE : http://www.cbritaly.it/Sezioni/Direttrici/Creativit%C3%A0-per-tutti
CREATIVITA' PER TUTTI
Innovare l’innovazione non è un lusso, ma oggi è diventata una condizione di sopravvivenza, perciò è urgente prenderne coscienza. È tempo che le Direzioni Aziendali si muovano con energia in questo senso, attivando capacità e leve operative, e non solo con petizioni di principio sull’innovazione dato che esistono dei metodi per produrla. Innovare comporta avere un sogno e investire per cercare il modo di realizzarlo. Oltre allo sforzo di volontà, serve la capacità di generare idee originali e poi l’abilità di renderle produttive. La creatività è un ingrediente essenziale per l'innovazione. A volte questa viene vista come incompatibile e antagonista alla razionalità: questa è una falsa convinzione. Intelligenza e razionalitàIl concetto di intelligenza, come lo conosciamo e pratichiamo comunemente, identifica una forma di logica totalmente basata sulla deduzione, cioè sulla capacità di pensiero sequenziale. Essa è misurata dal Quoziente Intellettuale che è stato inventato da due psicologi francesi, Binet e Simon. Tutti conosciamo i test classici di misura del Q.I.: data una serie di numeri 2, 4, 8, 16, … qual è il numero che verrà dopo? Chi non risponde 32 avrà zero su questa domanda. "Considerando un insieme composto da una foglia, un filo d'erba, un albero, una farfalla, un ortaggio, qual è l'elemento che non appartiene all'insieme?". Avrà sbagliato chi non risponde "farfalla". Questo tipo di logica lineare, deduttiva e sequenziale, è ricca di significato e di utilità. Ma a nessuno sfugge il suo carattere riduttivo, parziale e limitativo. La logica sequenziale è solo una delle forme d’intelligenza. Sforziamoci di sfruttare tutto il nostro potenziale: razionale, emotivo, creativo e intuitivo.Artisti o imprenditori?valutazione dei risultati. Il primo tipo considera il risultato di un processo creativo sulla base di criteri estetici, di simpatia e di gratificazione dell'autore: questo tipo di creatività ben si addice all'arte in genere. E’ una forma che spesso si realizza come valore individuale, con la soddisfazione di espressività dell’autore. Ma ha ben poco a che fare con l'innovazione d'impresa, col miglioramento dei processi, con la creazione di nuovi concetti di prodotto. In questo contesto è più adeguato un altro tipo di creatività: quello che conduce, come risultato finale, a un beneficio chiaro e tangibile. E sono proprio questi i principi, per una creatività adeguata alle reali esigenze imprenditoriali, che troviamo nei concetti e nelle tecniche del Pensiero Laterale. La creatività imprenditoriale ha come scopo quello di produrre idee valide, fattibili e produttrici di valore sociale.Il pensiero lateraleNell'Oxford English Dictionary alla voce Lateral Thinking (Pensiero Laterale) si legge questa definizione: "....seeking to solve problems by unorthodox or apparently illogical methods". "Apparentemente illogici" sono le parole chiave di questa definizione. Il Pensiero Laterale infatti sembra illogico in termini di logica "normale", ma in realtà segue un'altra logica. E comunque il processo alla base del Pensiero Laterale deve, alla fine, sfociare nella logica tradizionale. Cioè, l'idea creativa a posteriori risulta logica e comprensibile, il Pensiero Laterale è il processo attraverso cui si arriva all’idea. Il Pensiero Laterale ci consente di identificare i binari predefiniti su cui si muove il pensiero verticale; liberandoci dai pregiudizi, ci aiuta a uscire da questi binari e ad essere quindi più creativi. La natura e il concetto del Pensiero Laterale, inventato da Edward de Bono alla fine degli anni sessanta, sono descritti da lui con varie immagini, quali: - "Non puoi scavare una buca in un punto diverso del terreno scavando sempre più in profondità la medesima buca". - "Il pensiero laterale serve ad allontanarsi da punti di vista e percezioni tradizionali al fine di individuarne di nuovi". - "La nostra visione si è formata a seguito di una particolare sequenza di esperienze. Tendiamo a difendere le idee in tal modo acquisite e a vedere il mondo attraverso le percezioni predeterminate che ne conseguono. Il pensiero laterale offre la possibilità di rifuggire da idee e percezioni esistenti per individuarne di diverse e forse anche migliori."Intelligenza divergenteJaoui è un altro importante studioso del tema della creatività, che egli definisce come la capacità di ragionare in forma diversificata rispetto al percorso normale. L'intelligenza divergente può essere descritta mediante quattro fattori: fluidità, flessibilità, originalità ed elaborazione. 1. La fluidità si misura col numero di risposte che un soggetto riesce a dare a una domanda data. 2. La flessibilità si valuta in base al numero di categorie concettuali alle quali la produzione può essere ricondotta. 3. L'originalità è la capacità d'esprimere idee inedite, di carattere veramente innovativo. E' inversamente proporzionale alla frequenza delle risposte di uno stesso tipo date dalla popolazione di riferimento. 4. L'elaborazione è la capacità di non limitarsi a un enunciato generale dell'idea, ma a dettagliarne la definizione e darle un carattere il più possibile concreto, operativo, fortemente collegato all'energia e alla motivazione. In un individuo molto creativo questi quattro fattori saranno presenti in misura elevata. Tuttavia, ciascuno di noi può avere una predominanza di alcuni fattori in rapporto agli altri. Il lavoro di gruppo permette di sfruttare questa varietà generando effetto di sinergia.Ostacoli e profiliIl pensiero creativo può risentire di blocchi che ne intralciano lo sviluppo. Sidney Shore li raggruppa in tre categorie: · blocchi d'ordine emotivo: il timore di commettere un errore, il rischio di trovarsi in minoranza, l’arrendersi alla prima soluzione accettabile, un desiderio quasi patologico di sicurezza nel conosciuto e nell’evidente · blocchi d'ordine culturale: il desiderio di conformarsi a modelli sociali, l’utilizzo del no automatico come risposta a nuove idee, la credenza che il fatto di sognare sia un spreco infantile di tempo · blocchi d'ordine percettivo: l’incapacità di porsi domande al di là dell’evidenza, l’incapacità di distinguere fra causa e effetto, la difficoltà di distinguere tra fatti e problemi. Imparare a riconoscere la natura di questi blocchi è vitale, per liberare l’energia creativa e non lasciarsi imbavagliare dalle abitudini confortevoli, dalla routine quotidiana e da mille pregiudizi. Provate a definire quale può essere il profilo del soggetto creativo. Ovvero, provate a indicare le peculiarità più significative che connotano, secondo voi, le persone che rivelano capacità creative. Fra gli autori che hanno studiato la creatività, Frank Barron è noto per la quantità dei suoi esperimenti. Barron riscontra le caratteristiche di base nelle persone creative: sono buone osservatrici e ascoltatrici; esprimono soltanto verità parziali; oltre a vedere le cose come gli altri, le vedono anche in modo diverso; sono capaci di gestire molte idee in una volta, arrivando a una sintesi più ricca; tollerano bene lo stress dell’incertezza.Sviluppo della creativitàCominciamo subito con lo sfatare la leggenda secondo cui “per chi non ha il dono della creatività, non c’è niente da fare”. In verità, ognuno di noi nasce con capacità creative. Poi, questa abilità può essere coltivata e sviluppata, oppure trascurata e repressa. Naturalmente non si può escludere che qualcuno abbia maggior inclinazione di altri verso la creatività. Così come certe persone possono essere più predisposte all’apprendimento di una lingua straniera; qualcuno potrà diventare talmente bravo da essere in grado di fare il traduttore in simultanea, altri si limiteranno ad acquisire una discreta pronuncia. Tutti però possono imparare e migliorare con un’adeguata preparazione e con l’esercizio. Siamo tutti creativi, potenzialmente. Ma per cogliere tutte le occasioni di sviluppo occorre agire su tre leve: a) rimuovere i blocchi; b) acquisire le tecniche, c) fare tanto esercizio. La creatività va coltivata, innaffiata come una pianta, che darà i suoi frutti a tempo opportuno. Buona creatività a tutti! FONTE : http://www.cbritaly.it/Sezioni/Direttrici/Creativit%C3%A0-per-tutti