Se consideriamo attentamente l'attuale "panorama lavorativo", appare lampante come, nell'ultimo decennio, il "fattore creatività" si sia conquistato una posizione di riguardo nella classifica dei requisiti fondamentali per emergere nella propria professione.La creatività oggi rappresenta un valore positivo che si esplica in svariati ambiti attraverso l'invenzione, l'espressione o la ricerca di miglioramenti.Illuminante il saggio "L'ascesa della nuova classe creativa" di Richard Florida, docente di Teoria dello Sviluppo Economico alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. ("Questo libro descrive l'ascesa di una nuova classe sociale. Se siete scienziati o ingegneri, architetti o designer, scrittori, artisti o musicisti, se la creatività è un fattore chiave della vostra attività nel campo degli affari, dell'insegnamento, delle professioni - medica, legale o latro - anche voi ne fate parte.")Perché alcune città, alcune aree o nazioni vivono momenti di fortissima crescita economica, mentre altre non riescono ad attrarre investimenti e a offrire opportunità di sviluppo? Richard Florida ha dedicato molti anni alla ricerca di una risposta, riscontrando a un certo punto alcuni strani fenomeni che a prima vista avrebbero potuto sembrare casuali. Si è accorto, per esempio, che a più alti indici di sviluppo economico corrisponde una più forte presenza di omosessuali. E che laddove la crescita produttiva è stata più consistente si è sviluppata un'offerta di intrattenimento culturale molto ampia e gli abitanti hanno mostrato un'insolita apertura mentale. Che cosa è accaduto? Qual è la spiegazione di questo fenomeno?"Che l'economia creativa sia già una realtà anche in Italia è evidente da molti segnali. Sono sempre di più i giovani con buona base scolastica o alto potenziale creativo che lasciano le città di origine per trasferirsi in luoghi più stimolanti (Milano, Londra, New York ecc.). E simili spostamenti non riguardano soltanto le persone, ma anche le imprese. Anche in Italia si assiste infatti al fenomeno crescente di imprese operanti nel settore della moda, del design o dell'informazione (Internet) che nascono in provincia ma che in seguito decidono di spostare i loro uffici e i loro showroom in città come Milano, Parigi, Londra, dove possono essere in contatto diretto e costante con le ultime tendenze e avere la possibilità di attrarre facilmente finanziatori e manager di alto livello. Queste imprese hanno bisogno di centri vivi, dove ci sia forte fermento di idee e di talenti, per poter mantenere alti i livelli di innovazione e competitività".Del resto, l'atto del creare, dal verbo latino, ha tra i suoi primi significati quello di produrre e far crescere: ecco perchè oggi la creatività è diventata il punto di partenza della crescita economica di molti paesi e le città che sono in grado di valorizzare i propri talenti creativi sono quelle che registrano i maggiori tassi d'innovazione. "I fattori veramente critici per il successo di un paese nell'attuale sistema economico possono essere sintetizzati in quelle che noi abbiamo chiamato "le tre T": Tecnologia, Talento e Tolleranza. Ciò significa che un paese ha innanzitutto bisogno di una base tecnologica forte e innovativa, di uno stock ampio e solido di capitale umano e di un sistema sociale aperto e stimolante, che consenta di trattenere nuovi e diversi tipi di talenti e di dar loro modo di esprimere al massimo il proprio potenziale creativo ed economico."La creatività sembra influenzata positivamente dalla capacità individuale di riorganizzare continuamente la propria vita, mentre ne è ostacolata da tratti di dipendenza, blocchi emozionali e nevrosi. Molte ricerche hanno tentato di delineare un profilo di personalità creativa, giungendo alla conclusione secondo cui "l’artista", a grandi linee, possiede le seguenti caratteristiche:- curiosità- bisogno d’ordine- bisogno di successo- autorità- indipendenza- aggressività- scarsa inibizione- non convenzionalità- versatilità- autodisciplina e grosse capacità di lavoro- capacità critiche, difficilmente si ritiene soddisfatto- ampia gamma di interessi, in cui non rientrano quelli economici- introversione, poco desideroso di rapporti sociali- intuizione e capacità di entrare in sintonia con gli altrui stati d’animo- descrizione di sé come creativo ed un notevole impatto sugli altriChiara Razzari (07/09/2005)FONTE : http://www.aziendenews.it/05/Articoli/Articolo/?t=383&Ta=Commerciale
PROFESSIONE CREATIVO
Se consideriamo attentamente l'attuale "panorama lavorativo", appare lampante come, nell'ultimo decennio, il "fattore creatività" si sia conquistato una posizione di riguardo nella classifica dei requisiti fondamentali per emergere nella propria professione.La creatività oggi rappresenta un valore positivo che si esplica in svariati ambiti attraverso l'invenzione, l'espressione o la ricerca di miglioramenti.Illuminante il saggio "L'ascesa della nuova classe creativa" di Richard Florida, docente di Teoria dello Sviluppo Economico alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh. ("Questo libro descrive l'ascesa di una nuova classe sociale. Se siete scienziati o ingegneri, architetti o designer, scrittori, artisti o musicisti, se la creatività è un fattore chiave della vostra attività nel campo degli affari, dell'insegnamento, delle professioni - medica, legale o latro - anche voi ne fate parte.")Perché alcune città, alcune aree o nazioni vivono momenti di fortissima crescita economica, mentre altre non riescono ad attrarre investimenti e a offrire opportunità di sviluppo? Richard Florida ha dedicato molti anni alla ricerca di una risposta, riscontrando a un certo punto alcuni strani fenomeni che a prima vista avrebbero potuto sembrare casuali. Si è accorto, per esempio, che a più alti indici di sviluppo economico corrisponde una più forte presenza di omosessuali. E che laddove la crescita produttiva è stata più consistente si è sviluppata un'offerta di intrattenimento culturale molto ampia e gli abitanti hanno mostrato un'insolita apertura mentale. Che cosa è accaduto? Qual è la spiegazione di questo fenomeno?"Che l'economia creativa sia già una realtà anche in Italia è evidente da molti segnali. Sono sempre di più i giovani con buona base scolastica o alto potenziale creativo che lasciano le città di origine per trasferirsi in luoghi più stimolanti (Milano, Londra, New York ecc.). E simili spostamenti non riguardano soltanto le persone, ma anche le imprese. Anche in Italia si assiste infatti al fenomeno crescente di imprese operanti nel settore della moda, del design o dell'informazione (Internet) che nascono in provincia ma che in seguito decidono di spostare i loro uffici e i loro showroom in città come Milano, Parigi, Londra, dove possono essere in contatto diretto e costante con le ultime tendenze e avere la possibilità di attrarre facilmente finanziatori e manager di alto livello. Queste imprese hanno bisogno di centri vivi, dove ci sia forte fermento di idee e di talenti, per poter mantenere alti i livelli di innovazione e competitività".Del resto, l'atto del creare, dal verbo latino, ha tra i suoi primi significati quello di produrre e far crescere: ecco perchè oggi la creatività è diventata il punto di partenza della crescita economica di molti paesi e le città che sono in grado di valorizzare i propri talenti creativi sono quelle che registrano i maggiori tassi d'innovazione. "I fattori veramente critici per il successo di un paese nell'attuale sistema economico possono essere sintetizzati in quelle che noi abbiamo chiamato "le tre T": Tecnologia, Talento e Tolleranza. Ciò significa che un paese ha innanzitutto bisogno di una base tecnologica forte e innovativa, di uno stock ampio e solido di capitale umano e di un sistema sociale aperto e stimolante, che consenta di trattenere nuovi e diversi tipi di talenti e di dar loro modo di esprimere al massimo il proprio potenziale creativo ed economico."La creatività sembra influenzata positivamente dalla capacità individuale di riorganizzare continuamente la propria vita, mentre ne è ostacolata da tratti di dipendenza, blocchi emozionali e nevrosi. Molte ricerche hanno tentato di delineare un profilo di personalità creativa, giungendo alla conclusione secondo cui "l’artista", a grandi linee, possiede le seguenti caratteristiche:- curiosità- bisogno d’ordine- bisogno di successo- autorità- indipendenza- aggressività- scarsa inibizione- non convenzionalità- versatilità- autodisciplina e grosse capacità di lavoro- capacità critiche, difficilmente si ritiene soddisfatto- ampia gamma di interessi, in cui non rientrano quelli economici- introversione, poco desideroso di rapporti sociali- intuizione e capacità di entrare in sintonia con gli altrui stati d’animo- descrizione di sé come creativo ed un notevole impatto sugli altriChiara Razzari (07/09/2005)FONTE : http://www.aziendenews.it/05/Articoli/Articolo/?t=383&Ta=Commerciale