... ricordo che guardavi il mare per ore e ore immaginando cose di una bellezza infinita, ed eri capace di piangere per qualcosa o per qualcuno. Ricordo ancora le tue lacrime quando ti racontai dell'incendio del bosco e dei nidi degli uccelli che bruciarono in mezzo alle siepi. E quando ti dissi che trovarono i nidi carbonizzati con le madri ancora sopra, in croce, rimaste lì sino all'ultimo per proteggere i loro piccoli, stringesti le mani sui tuoi occhi per nascondere il pianto. "Notte infinita" Romano Battaglia