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Facile

Post n°142 pubblicato il 02 Marzo 2013 da Sparwasser

piccole catastrofi per minuti intimi tutto ciò significa scavare in profondità

 
 
 

DUE SCOPERTE

Post n°141 pubblicato il 02 Dicembre 2012 da Sparwasser

Venerdì abbiamo scoperto:

- con colpevole ritardo della morte del Capitano. Lo piangiamo con forza ricordando quella volta che portammo all'ascolto il Trout Mask.

- La canzone Bardamu: ovvero della canzone che Tom Waits non è mai riuscito a scrivere: meravigliosa.

 

 
 
 

AGGIORNAMENTO

Post n°138 pubblicato il 16 Febbraio 2011 da Sparwasser

Non ci si crede, ma a distanza di 16 mesi il problema dei treni per Torino non è ancora stato risolto generando grandi sprechi e inefficienze ai danni dell'Azienda.

La forza suprema di dire : Ciao Mamma

 
 
 

Una difficoltà

Post n°137 pubblicato il 05 Novembre 2009 da Sparwasser

Il problema dei treni per Torino non è ancora stato risolto.

 
 
 

Domino

Post n°136 pubblicato il 01 Novembre 2009 da Sparwasser

La bustina di Minerva.
La vertigine della lista.
La minestra di Valentina.

 
 
 

APPUNTI METODOLOGICI PER IL CALCOLO DEGLI INTERESSI

Post n°135 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da Sparwasser

Dato un giorno di partenza (ovviamente lavorativo)

Data una durata prefissata del finanziamento (ovviamente oggetto di quotazione ufficiale del relativo tasso x es. Euribor): 1 settimana- due settimane – 1 mese – tre mesi – sei mesi – 1 anno, ecc.

Se il giorno di scadenza è un giorno lavorativo , per quanto ovvio, non ci sono problemi.

Ad esempio: Partenza 23/10/2009 (è un venerdì, ovviamente in Italia lavorativo)

Durata: 1 mese e cioè sino al 23/11/2009 (è un lunedì, si lavora e quindi va bene così).

Ma se per esempio:

Partenza : 28/10/2009 (è lavorativo – anche se per qualcuna è festa)

Scadenza: fisiologicamente sarebbe il 28/11/2009 ma ATTENZIONE il 28/11/2009 è un sabato.

Bisogna cambiare.

Che cosa succede?

Il mercato ha stabilito ovviamente alcune regole (le convenzioni e gli usi del mercato) che vengono seguite e che ricordano vagamente il meccanismo di bisestilità degli anni occidentali.

Prima regola: di norma posticipa al primo giorno lavorativo successivo.

Nel nostro esempio il 28/10/2009 posticipa al 30/10/2009 che è un lunedì.

Questo vale però se non siamo in una situazione di fine mese.

Quando c’entra il fine mese le cose infatti modifica.

La seconda regola infatti è che il fine mese posticipa a fine mese : mese su mese

Quindi se per esempio il 29/11/2009 fosse un venerdì (non lo è ma fa lo stesso) la durata di un mese andrebbe a scadere il 31/12/2009. Perché essendo l’ultimo giorno lavorativo di quel mese la sua scadenza di 1 mese dovrà essere la fine del mese successivo e cioè il 31/12/2009 (se ovviamente è un giorno lavorativo, perché se non lo è entra in vigore la terza regola).

Terza regola: se la scadenza è uno degli ultimi giorni del mese e utilizzando la prima regola (cioè posticipando) si va al mese dopo: allora si anticipa

Facendo un esempio

Partenza il 29/10/2009 (è lavorativo)

Durata 1 mese

La scadenza teorica sarebbe 29/11/2009. Ora se il 29/11/2009 fosse un sabato (non lo è ma ai nostri fini serve che lo sia) la regola del posticipo ci porta a lunedì 1/12/2009. Bene , in questo caso la scadenza si anticiperà all’ultimo giorno lavorativo di fine mese e cioè al 28/11/2009 (che ai nostri fini didattici risulterà essere un venerdì).

Infine appuntino (l'appuntino): nel calcolo delle differenze dei giorni si conta il primo e non si conta l’ultimo.

 
 
 

La memoria cattiva

Post n°134 pubblicato il 23 Ottobre 2009 da Sparwasser

Here she comes walkin'
Looking like uh zoo
Hello Moon Hello Moon
Hi Ella high Ella Guru

 
 
 

Sfide

Post n°133 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da Sparwasser

Godel- Escher - Bach Vs. Shakespeare-Mozart-Kant
Due diverse ghirlande brillanti?

 
 
 

 

Post n°132 pubblicato il 03 Dicembre 2008 da Sparwasser

Il dolore può uccidere o darti l'anestesia della vita

 
 
 

Werke des Licht

Post n°131 pubblicato il 07 Luglio 2008 da Sparwasser

Era come se si mirasse in un cielo costellato di occhi di Madonne raffaelleschi. Così la grande scoperta della luce, che stiamo celebrando, ha prodotto pure un'opera della luce, della quale dobbiamo tutti esser grati al suo creatore. E come l'artista ha stupendamente composto su quelle parole, così "gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce".

(Robert Shumann sulla prima esecuzione assoluta della Seconda Sinfonia "Lobgesang" di Mendelssohn nella Chiesa di S.Tomaso a Lipsia, durante le celebrazioni del 400° anniversario della scoperta della stampa, 1840)

 
 
 

Solo chi c'era può capire

Post n°130 pubblicato il 25 Maggio 2008 da Sparwasser

"Ilyas Zeytulaev, che sembrava pretendere troppo dalle sue doti tecniche..."
(Roberto Puliero)

 
 
 

 

Post n°129 pubblicato il 14 Maggio 2008 da Sparwasser

Ecco, vedi. Di questo ti parlavo poco fa. Non riesci a … respirarlo?
Vedi, qui si celebra la durata, la continuità, tutto quello che non passa mai e che ci rende Immortali. Tutto quello che ci fa sentire, ora  e per sempre, membri di qualcosa che non morirà mai. Eh si, amico mio, il tempo quando entra qui si ferma un attimo e si toglie il cappello.
Anche tu avrai un posto simile da ricordare, certo. Ma il mio, è questo.

(Giorgio Albertazzi in “Ora e per sempre”)

 
 
 

La commedia umana

Post n°128 pubblicato il 30 Aprile 2008 da Sparwasser

Homer tirò fuori il telegramma dalla tasca e lo strappò, ma si rimise tutti i pezzetti in tasca, per conservarli per sempre. "Entriamo".
Homer si lasciò cadere, il soldato lo prese per le mani e lo rimise in piedi con dolcezza.
Incredibilmente, dentro la casa, la musica riprese – il piano, l’arpa e il canto delle tre donne.
"Fammi stare qui un momento ad ascoltare" disse il soldato.
Ulysses uscì e prese il soldato per mano. Quando finì la canzone, la signora Macauley, Bess e Mary Arena vennero sulla porta. La madre si fermò a guardare i suoi due figli, ai lati del forestiero, il soldato che aveva conosciuto suo figlio che ormai era morto. Sconvolta nel profondo, sorrise ugualmente al soldato, e disse: "Entra, ti prego, non vuoi che ti facciamo vedere la casa?"
(William saroyan – La commedia umana – Marcos Y Marcos)
Ciao papà.

 
 
 

Formica d'autore

Post n°127 pubblicato il 24 Aprile 2008 da Sparwasser

Era una di quelle ragazze belle e seducenti che nascono, come per un errore del destino, in una famiglia d'impiegati.
(Guy De Maupassant)

 
 
 

Ideale Epigrafe 

Post n°126 pubblicato il 05 Aprile 2008 da Sparwasser

What I believe , I’ll wail;
What I know, I believe; and what I can redress ,
As I shall find the time to friend, I will.
(William Shakesperare – Macbeth – IV, III)

 
 
 

Guida ragionata per un uso consapevole della Bandiera Italiana.

Post n°125 pubblicato il 24 Marzo 2008 da Sparwasser

L’esposizione della Bandiera della Repubblica Italiana è regolamentata da normative di carattere nazionale e locale che prevedono disposizioni (talvolta anche stringenti) in materia di utilizzo.
In particolare è opportuno far riferimento al D.P.R. 7 aprile 2000 n. 121 oltre che alla legge 5 febbraio 1998 n.22, anche se esistono precedenti disposti in materia.
In particolare il summenzionato D.P.R. statuisce:
- l’esposizione della bandiera nelle giornate del:
7 gennaio (festa del tricolore; ndr: ma non è il 12 maggio ?);
11 febbraio (sottoscrizione dei patti lateranensi)
25 aprile (festa della liberazione)
1 maggio (festa del lavoro)
9 maggio (giornata d’Europa)
2 giugno (festa della Repubblica)
28 settembre (insurrezione popolare di Napoli)
4 ottobre (Santo Patrono d’Italia)
24 ottobre (giornata delle Nazioni Unite) . In quest’occasione s’ha da esporsi anche la bandiera ONU.
4 novembre (Festa delle FF.AA.)
-La bandiera nazionale , raffrontata con quella europea dovrà essere di uguali dimensioni e materiale, ed esposta su aste e pennoni posti alla medesima altezza.
-La bandiera nazionale viene alzata per prima e ammainata per ultima e ha da occupare il posto onore. Si definisce posto d’onore quello a destra oppure, in caso di esposizione di un numero dispari di bandiere, quello al centro. La bandiera europea occuperà sempre la seconda posizione anche in caso di esposizione plurime. In presenza di tre pennoni fissi e due bandiere da esporsi, (rapporto 3 a 2) dovrà essere lasciato libero il pennone centrale.
-La bandiera, di regola, non deve essere alzata prima del levare del sole e deve essere ammainata al tramonto.
-L’esposizione notturna della bandiera è ammessa solo in luogo adeguatamente illuminato.
Eventuali richieste di natura particolare, se non disposte dal Prefetto (autorità locale) o dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (autorità nazionale) devono essere indirizzate all’Ufficio della Bandiera presso la citata Presidenza del Consiglio.
Delle bandiere a mezz’asta non occorre dir nulla che già non sia noto.
Per quanto ovvio:
In caso di vittoria dell’Italia ai mondiali, sarà consentita la "libera e anarchica" esposizione della Bandiera.
Il 4 maggio avrà da esporsi la bandiera granata.
Il 12 maggio avrà da esporsi la bandiera gialloblu.

 
 
 

Buona Pasqua

Post n°124 pubblicato il 22 Marzo 2008 da Sparwasser

 

 
 
 

La Gazette

Post n°123 pubblicato il 10 Febbraio 2008 da Sparwasser

E’ raro ma qualche volta succede. No, non sto parlando dello squillo ricevuto al sedicesimo del primo tempo (pardon: al sedicesimo del I atto) sul radiomobile debitamente spento, immediatamente seguito da dedicata ammenda in forma scritta ("quante cose nate e morte in un momento" , commenterebbe Roxane ) , ma del Cyrano de Bergerac che ho ascoltato ieri in turno O alla Scala (cantava Placido Domingo, conduceva Patrick Fournillier, dirigeva Francesca Zambello, aveva composto Franco Alfano). Alfano, com’è noto, è stato autore italo francese appositamente dimenticato nella seconda metà del novecento, pagando egli la colpa di aver aderito in maniera si può dire pressochè completa per ideologia, cronologia e mai professata ricusazione al regime fascista; e qui bisognerebbe rispolverare la vecchia questione dell’individuo visto come uomo e visto come artista e la conseguente necessità di esprimere giudizi differenziati e non funzionali rispetto alle due variabili in questione (eh, il caso Wagner…); ma non è di questo che dobbiamo qui parlare; piuttosto del fatto, come dicevo inusuale, che un’opera risulti all’ascolto dal vivo in teatro più bella, suggestiva e seduttiva rispetto all’ascolto accaduto attraverso il supporto fonografico o digitale. Merito dell’opera in re ipsa o potenza dell’interpretazione e della direzione musicale? Quando si avverte in maniera così netta questa differenza, ed è esperienza già accaduta per un’altra opera molto più popolare quale la Lammermoor donizettiana, vado a propendere per la prima ipotesi, anche se ciò non toglie che ieri la direzione musicale sia stata all’altezza (unica menda l’ultimissimo tema finale, alla morte di Cyrano, staccato su tempo leggermente troppo lento, forse – anzi probabilmente – scelta del maestro concertatore). Fournillier dirige senza bacchetta e con le mani, ma con lo spartito davanti. Altra caratteristica di quest’opera del Maestro Alfano è la massiccia presenza di personaggi secondari, risultando in definitiva (o quasi) l’opera riconducibile alla prestazione canora dei soli Cyrano e Roxane (essendo veramente brevi, nell’economia dell’opera le parti dei vari De Guiche, Raguenau e così via nella scala sociale delle parti dell’opera) e, ma già molto meno, di Christian. Così che in definitiva ci troviamo, di fatto, a dover parlare della prestazione di quella leggenda vivente che è Placido Domingo e della Radvanosky.
Su Domingo,chapeaux. Un tenore che alla sua età riesce ancora a confezionare, seppur con alcuni accorgimenti del mestiere sia musicali che di scena, una parte assolutamente dignitosa e ben fatta, merita il nostro elogio. Non andremo oltre per essere sicuri di non fare paragoni con altri (anche più) celebrati tenori, peraltro passati a miglior vita, che renderebbero la nostra recensione inelegante.
Discorso diverso per la Roxane di Sondra Radvanosky. Che non ci è piaciuta: non perché abbia steccato, cantato male o non abbia avuto presenza scenica (anche se – attorialmente – ha sfigurato davanti a Domingo), ma perché – sono andato a leggere la locandina più di una volta – alla voce Roxane si riporta in corrispondenza Soprano e non Mezzosoprano. La Radvanosky ha timbro molto brunito, scuro, senza avere però l’estensione vocale della cantatrice greca, e pertanto non si capisce perché debba cantare un ruolo sopranile. Se poi il risultato finale sia stato amplificato sull’altare di quegli accorgimenti messi in atto per agevolare il vecchio e celebrato tenore questo non lo saprei dire – a istinto direi di no, ma non sono un tecnico- , sta di fatto, a conferma di quello che sto per dire che nell’ultimo atto (a proposito: quattro o cinque atti?) quando Roxane canta immediatamente dopo Soeur Marthe (che è prescritto come ruolo di mezzo soprano) la differenza tra le due voci è praticamente inesistente.
Della direzione abbiamo detto (e incidentalmente annotiamo e mettiamo nei nostri ricordi una indimenticabile "Oh! Paris fuit, nocturne et quasi nébuleux") già di suo eccelsa pagina musicale, mentre sottolineiamo con raro entusiasmo la grandissima prova del coro diretto da Bruno Casoni, ieri veramente strepitoso. Molto belle infine le scene e la regia: quando si dice un lavoro fatto bene, con gusto e con trimo (dal solco tracciato dall’aratro).

 
 
 

Formica estemporanea (ma la notizia è vera)

Post n°122 pubblicato il 19 Gennaio 2008 da Sparwasser

Stadio Bentegodi : Domenica 20 gennaio ore 14,30 
Incontro tra le squadre dell' Hellas Verona e del Sassuolo
(a porte chiuse per sanzione disciplinare)
Arbitra il Sig. VUOTO di Livorno (sigh)

Ma i ne tol anca in giro stì qua??!

 
 
 

La settimana del Teatro

Post n°121 pubblicato il 19 Gennaio 2008 da Sparwasser

E’ stata la settimana di tante cose, ma per quanto qui ci riguarda è stata la settimana del grande teatro. Martedì Fahrenheit 451 da Bradbury per la regia di Ronconi e venerdì la Maria Stuarda di Donizetti (da Shiller) per la regia di Pier Luigi Pizzi. Due spettacoli di notevole spessore, fatti bene.
Mi piace ricordare del primo l’intelligente finale (nulla di inventato s’intende) con l’immagine degli uomini libro collocati in platea a significare il coinvolgimento, la responsabilità di ciascuno noi nel coltivare la memoria ed impedire che la patina del tempo dispieghi il suo impietoso velo sopra l’umana conoscenza. Il nostro compito è quello di ricordare per preservare la conoscenza e in questo tutti siamo coinvolti.
Del secondo mi piace ricordare invece l’inizio (non previsto dal libretto) con l’entrata in scena di Maria Stuarda (di rosso vestita) a ricevere l’eucaristia (lei è cattolica) in contrapposizione alla protestante Elisabetta. Di garbo anche il finale, con lo spegnimento improvviso delle luci a significare la fine di tutto.
Di Maria Stuarda ho anche apprezzato , oltre agli interpreti (tutti di buon livello anche se bisogna ammettere che il loggione alla Devia ha comunque perdonato molto: non si è comportato allo stesso modo con la Antonacci e soprattutto con Fogliani, il cui unico appunto a muoversi è una direzione un tantino grigia: l’avremmo preferita un po’ più nervosa in effetti , alla maniera del compianto Patanè per intenderci), le scene che qualcuno ha giudicato inutili e che io invece ho trovato molto azzeccate (questa gabbia a simboleggiare le prigioni, fisiche per Maria e mentali/sentimentali per Elisabetta che rinchiudono le protagoniste) oltre che esteticamente gradevoli. Si è imputato allo spettacolo una certa staticità: effettivamente il movimento delle masse è un po’ rigido e anche gli interpreti tendono a rimanere un po’ statici , ma è anche vero che stiamo parlando di un’opera che in sé ha queste caratteristiche e che è organizzata per numeri chiusi (ricordiamoci che siamo nella prima metà dell’ottocento).
Secondo le aspettative invece la messinscena di Ronconi, nel senso che quello che abbiamo visto era quello che ci aspettavamo, con effetti speciali legati al fuoco piuttosto efficaci. Abbiamo notato in questa prima parte della stagione di prosa che sta prendendo piede, a livello di indirizzo politico della recitazione, la tendenza a farlo enfatizzando, declamando molto; se ne prede in naturalezza, fatta salva comunque la bravura accertata dei nostri attori e la qualità medio alta delle produzioni teatrali in Italia. Se gli spettatori a teatro hanno superato quegli degli stadi ciò è senz’altro dovuto alla migliorata qualità degli spettacoli teatrali e alla peggiorata qualità di quelli calcistici.

 
 
 
 
 

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4.
"JACQUES BREL HA SCRITTO LE PIU' BELLE CANZONI SU TUTTO" (Ornella Vanoni)
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"IL SIGNORE COMANDERA' LA TUA STRADA" (Il Fabbri 16/4/2006)
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3. "Due parallele si incontrano quando oramai non gliene frega più niente" (Marcello Marchesi)
4. "Le pellicce, fuori. Il pelo folto assorbe le note dei flauti" (La Berliner Philarmoniker)
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7. "La conversazione languiva, come sempre d'altronde quando si parla bene di qualcuno" (Laclos-Poli)
8. "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti" (Paolo Conte)
9. "A 7 anni sapevo scrivere Borussia Mönchengladbach. Ma alla maestra non interessava." (Anonimo Forumista)

10. "In tutti i tentativi fatti per provare che 2+2 = 4 non si è tenuto conto della velocità del vento" (Raymond Queneau)
11. "Per formare una loggia bastano quattro amici al bar" (Antonio Binni, Capo della Gran Loggia d'Italia)
12. “Certo è deplorevole che gente che vive di sussidi tenga poi un cane” (Dichiarazione di un Responsabile della Previdenza Sociale della Contea di Värmland, Svezia)