Creato da nagel_a il 27/12/2008

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Romanzo

Post n°500 pubblicato il 20 Gennaio 2013 da nagel_a

 

E' tutto pronto per (ri)cominciare. 
Ho scelto il bianco più luminoso perchè potesse rendermi libera ad ogni follia.
Ho abbassato il cielo per contenere compresse le punte di domande e nostalgie, allontanando ogni pericoloso infinito.
Ho disegnato il centro con un cuore di fuoco pulsante e cinto con barriere di libri l'alcova del mio sonno e del mio amore.
Ho dato al ferro la tinta dei fucili perchè fosse monito ad ogni nemico e purificato nel cerchio perfetto ogni traccia che il giorno lascia sulla pelle delle mani.
Lo sguardo del mattino si scioglierà viscoso ad est e io sarò perenne girasole.
Di un nido ha bisogno il mio cuore, di un nido a curare stanchezza e ritemprare forze.

"Io vado incontro a ciò che sono, ciò che già comincia a essere, il mio discendente e antenato, mio padre e mio figlio, il mio simile dissimile. L'uomo comincia dove muore. Vado alla mia nascita."
(Octavio Paz, Aquila o sole?)

 

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Commenti al Post:
beside_me
beside_me il 20/01/13 alle 20:33 via WEB
"perenne girasole"mi piaci :)
 
suzuribako
suzuribako il 20/01/13 alle 23:16 via WEB
"... e a sentirti cosė, ora so cosa voglio, vincere un'eroina cosė fredda, abbracciarne l'orgoglio."
 
je_est_un_autre
je_est_un_autre il 21/01/13 alle 10:42 via WEB
Buon inizio, cara.
 
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IL REGNO DEL SENSO PROFONDO

"Oltre alla realtà empirica e banale c'era l'ambito dell'immaginazione, costituito da quello stesso mondo percepibile grazie alla vista, al tatto e all'odorato, ma con in più le schiere infinite degli spiriti e delle ombre. [...] Allora non mi capacitavo del fatto che la maggioranza assoluta dell'umanità appartiene al regno del senso profondo non in virtù del proprio sapere - dono assai raro -  bensì della vita, della raggiante, viva sostanza, e che, dunque, accusarli di ignoranza era sciocco e assurdo. Invece di interrogatori, inquisizioni e tormenti, avrei dovuto osservarli e comprenderli. Osservarli con tenerezza e comprenderli con intelligenza"
A. Zagajewski - Due città

 

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