In questi giorni postumi , a una data che rimarrà nella mia mente a vita, mi ritrovo , di nuovo a fare mente locale, cercare negli apparati tecnologici, negli album fotografici ingialliti degli anni 70/80, un qualsiasi appiglio , che siano foto o video poco importa, basta che mi riporti a quel momento preciso immortalato, per attenuare un dolore improvviso, che avevo la convinzione di schivare ancora a lungo, nonostante mi fosse passato molto vicino...Il 27 novembre ho smesso di essere figlia, questa frase me la sono sentita dire durante il funerale, ma è vera in parte.. oggi mi ritrovo a piangere di un dolore forse ancestrale, forse quel primo pianto , quello che si fa quando vieni al mondo, quando il legame tra mamma e figlia viene tagliato per la prima volta..Fateci caso: il primo pianto avviene dopo che vieni tolto dal grembo materno, quel luogo dove sei stato generato,dove sei diventato essere umano custodito, protetto per 9 mesi... e quando esci, piangi, perché tutto ciò che era prima, non vi è più... un po' come ora, il mio pianto di oggi, è un po' come il primo pianto, perché sono stata staccata materialmente da mia mamma... dire, mamma è morta, suona strano, irreale, impossibile, la mamma è un supereroe, nella nostra testa abbiamo la fatale convinzione che siano esseri immortali..ed invece no, succede, poiché è il naturale decorso della nostra esistenza, perché anormale è quando i figli precedono i genitori..il primo pianto è anche il primo respiro, il nostro essere autonomi, ecco, forse bisogna prendere contatto con quel primo pianto, per tornare a cercare anche la gioia di ciò che la vita ci riserva per il futuro, perché non è possibile vedere sempre nero..la foto mentale che mi porterò sempre nel cuore: io che passo davanti al finestrone di casa , con le persiane chiuse ed io che la intravedo, seduta nella sua poltrona/trono, a fianco al camino acceso, a vedere la tv..quell'angolo di casa , prima occupato da papà , poi ereditato a mamma, ora è vuoto.. quel camino è spento, ma presto torneremo ad accenderlo, di un calore fisico, ma anche familiare, perché l'eredità lasciataci, e di cui tanto andava fiera lei, è quella familiare...Scrivo oggi 8 dicembre perché so che ci tenevi a questo giorno in particolare, mamma..Cercherò di essere meno razionale come al mio solito,provare a parlarti nel silenzio e nella mia salutare solitudine, evolendo , possiamo continuare anche a discutere sulle nostre posizioni differenti nel vedere le cose, noi due così differenti anche per l'età anagrafica, "perché tu Alè sei venuta al mondo "così.."... quante volte me l'hai detto".. almeno, mi parrà che tu sia ancora a fianco a me..ciao e scusa per questo messaggio virtuale, anche tu adesso lo sei in un posto virtuale..
Mamma
In questi giorni postumi , a una data che rimarrà nella mia mente a vita, mi ritrovo , di nuovo a fare mente locale, cercare negli apparati tecnologici, negli album fotografici ingialliti degli anni 70/80, un qualsiasi appiglio , che siano foto o video poco importa, basta che mi riporti a quel momento preciso immortalato, per attenuare un dolore improvviso, che avevo la convinzione di schivare ancora a lungo, nonostante mi fosse passato molto vicino...Il 27 novembre ho smesso di essere figlia, questa frase me la sono sentita dire durante il funerale, ma è vera in parte.. oggi mi ritrovo a piangere di un dolore forse ancestrale, forse quel primo pianto , quello che si fa quando vieni al mondo, quando il legame tra mamma e figlia viene tagliato per la prima volta..Fateci caso: il primo pianto avviene dopo che vieni tolto dal grembo materno, quel luogo dove sei stato generato,dove sei diventato essere umano custodito, protetto per 9 mesi... e quando esci, piangi, perché tutto ciò che era prima, non vi è più... un po' come ora, il mio pianto di oggi, è un po' come il primo pianto, perché sono stata staccata materialmente da mia mamma... dire, mamma è morta, suona strano, irreale, impossibile, la mamma è un supereroe, nella nostra testa abbiamo la fatale convinzione che siano esseri immortali..ed invece no, succede, poiché è il naturale decorso della nostra esistenza, perché anormale è quando i figli precedono i genitori..il primo pianto è anche il primo respiro, il nostro essere autonomi, ecco, forse bisogna prendere contatto con quel primo pianto, per tornare a cercare anche la gioia di ciò che la vita ci riserva per il futuro, perché non è possibile vedere sempre nero..la foto mentale che mi porterò sempre nel cuore: io che passo davanti al finestrone di casa , con le persiane chiuse ed io che la intravedo, seduta nella sua poltrona/trono, a fianco al camino acceso, a vedere la tv..quell'angolo di casa , prima occupato da papà , poi ereditato a mamma, ora è vuoto.. quel camino è spento, ma presto torneremo ad accenderlo, di un calore fisico, ma anche familiare, perché l'eredità lasciataci, e di cui tanto andava fiera lei, è quella familiare...Scrivo oggi 8 dicembre perché so che ci tenevi a questo giorno in particolare, mamma..Cercherò di essere meno razionale come al mio solito,provare a parlarti nel silenzio e nella mia salutare solitudine, evolendo , possiamo continuare anche a discutere sulle nostre posizioni differenti nel vedere le cose, noi due così differenti anche per l'età anagrafica, "perché tu Alè sei venuta al mondo "così.."... quante volte me l'hai detto".. almeno, mi parrà che tu sia ancora a fianco a me..ciao e scusa per questo messaggio virtuale, anche tu adesso lo sei in un posto virtuale..