this is my life

intarvista speciale ai mitici jobros


Da un paese del New Jersey fino alla fama mondiale. Come è cambiata la vostra vita in questi ultimi dodici mesi?Nick: «Siamo molto più impegnati, ma non abbiamo cambiato le persone che ci stanno accanto. I nostri genitori viaggiano spesso con noi. Non sentiamo nostalgia di casa. L’unica cosa di cui sento la mancanza è forse il letto di camera mia». Quale è la chiave del vostro successo? Joe: «Ci piace quello che facciamo e i nostri fan amano sia quello che cantiamo che scriviamo». Kevin: «Sono d’accordo con Joe. Posso aggiungere che facciamo canzoni che ci piace ascoltare e suonare. La musica è una passione che nasce dal cuore e fortunatamente qualcuno è d’accordo con noi». Come è nato il vostro terzo album? Nick: «A Little Bit Longer racchiude alcune canzoni che abbiamo scritto durante il tour dell’anno scorso. Siamo contenti di come sia venuto. Ci siamo ispirati a diversi artisti come Johnny Cash, Prince. Credo che l’album Jonas Brothers fosse un'introduzione di quelli che siamo e questo nuovo disco è una bella continuazione. Il successo che ha avuto in America e speriamo anche in Italia è un’esperienza molto emozionate». Nel disco si parla di amore, storie finite male. Voi però siete molto giovani...Joe: «Sì, l’album parla di amore, ma anche di altri sentimenti come l’amicizia. Ci sono sia relazioni finite male che esperienze positive». Siete del New Jersey come Bruce Springsteen. Che musica vi piace? Kevin: «Amiamo molto la musica di Elvis Costello, Jonnhy Cash, Prince, Beatles, Rolling Stones, gruppi e cantanti che hanno una lunga storia, e ovviamente Bruce Springsteen». Con chi vi piacerebbe duettare? Joe: «Ci piacerebbe esibirci con Elvis Costello, Prince oppure una persona che non c’è più come Jonnhy Cash». Oltre alla musica, la recitazione?Nick: «Stiamo iniziando una serie tv che si chiama Jonas. Il sequel di Camp Rock verrà girato l’anno prossimo. Siamo molto contenti di entrambi i progetti, ci piace recitare. È divertente, perché interpretiamo noi stessi». La titletrack, «A Little Bit Longer», parla della lotta di Nick contro il diabete. Deve essere difficile affrontare un tour...Nick: «Sì, ho il diabete. Mi è stato diagnosticato nel 2005. Non è semplice fare questo lavoro quando si ha questa malattia. Voglio comunque dire ai miei fan di continuare a combattere».