Astral Night Reverie

Investigations


Charles si svegliò per prepararsi ad una nuova giornata di lavoro, si vestì veloce, prese la giacca e uscì di casa per fare la spesa.Recandosi a piedi al minimarket si guardò attorno e pensò, ancora una volta, che gli mancavano i grattacieli, le auto e i taxi, la metro e l'anonimato della sua città. In quella piccola cittadina di provincia si sentiva costantemente osservato quando si muoveva per il piccolo centro abitato, a New York sarebbe passato inosservato come uno dei tanti uomini d'affari che la popolano e la animano.Spinse la porta del minimarket e un suono di campanellini segnalò il suo ingresso, la proprietaria lo salutò con voce allegra e lui non poté far altro che risponderle cortesemente, ma con voce atona.Mentre camminava tra gli scaffali sentì la proprietaria avvicinarsi, la donna parlò "Posso esserle utile?""No, grazie"La donna si allontanò e, avvicinandosi alle vetrine del negozietto, riparlò: "Bellissima giornata vero?", ma Charles non le risposte, e la donna aggiunse, insistente: "Si starà godendo una bellissima vacanza immagino, se vuole posso segnalarle posti bellissimi nei dintorni per fare escursioni""Grazie, ma non sono in vacanza""Peccato, il parco sulle colline merita di essere visitato"Dieci minuti dopo che Charles fu uscito dal minimarket, la proprietaria fece una telefonata "Quell'uomo è uscito poco fa da qui, ha fatto la spesa, non sono riuscita a capire cosa ci fa qua, ma una cosa è certa, non è in vacanza, me l'ha appena detto""Mi ha appena telefonato Hanna, mi ha detto che quel tizio si stava proprio recando verso le colline, è giunto il momento di scoprire chi è e cosa fa. Vado a cercarlo dai Williams"***Charles era sul porticato della piccola casa che sarebbe stata sostituita dalla villa dei Williams quando vide una donna risalire la collina, le andò incontro "Signora, posso esserle utile?""Passeggiavo solamente e ho visto l'auto, credevo ci fosse il signor Williams""No, non c'è""E chi è lei allora con la sua auto e nella sua proprietà?""Sono autorizzato ad essere qui e l'auto me l'ha prestata proprio il signor Williams""Per quanto ne so lei è un ladro, infatti chiamerò lo sceriffo""Anche lei è in proprietà privata e, al contrario di me, non è autorizzata a stare qui""Sto solo facendo una passeggiata e nessun cartello segnala la proprietà privata, è lei che ha l'auto del signor Williams... e chissà cosa gli ha fatto!" e cominciò a parlare al cellulare con lo sceriffo."Incredibile..." disse tra se Charles mentre aspettava che Greg Williams gli rispondesse al cellulare.Lo sceriffo e Greg arrivarono sul posto nello stesso momento.Cominciò lo sceriffo a parlare chiedendo cosa stesse succedendo e, appena la donna iniziò a spiegare la sua teoria sul ladro/assassino, Greg la fermò "Susy, mi permetta di dirle che il signore qui presente è il mio architetto"Dopo che Greg ebbe mostrato il contratto di lavoro tra lui e Charles, i toni si spensero e lo sceriffo prese la parola "Bene, vedo che è stato tutto un equivoco. Susy, informati meglio prima di chiamarmi a vuoto, per questa volta non ti multerò, ma la prossima stai più attenta. Buona giornata signori".Dopo aver salutato l'agente, Susy si girò verso Greg e con decisione gli puntò il dito contro "Sa benissimo che la villa non potrà mai farla costruire qui"Greg con si scompose e ribatté con calma "Non sono affari suoi e per il momento non ho fatto ancora nulla, ma stia pure tranquilla che quest'anno vincerò io""Staremo a vedere... Comunque la tengo d'occhio Greg Williams..." e voltandosi verso Charles aggiunse "E anche a lei... come ha detto che si chiama?"Con una freddezza glaciale l'architetto in questione strinse la mano a Susy "Charles Smith. Neanche lei si è presentata""Susy Mayers. Sono la direttrice della Forest Preserve. Avrà mie notizie molto presto signor Smith. E ora, vogliate scusarmi, devo andare. Buona giornata"Greg era furibondo ma mantenne il suo tono pacato e calmo "Charles, mi dispiace che sia venuto a sapere di questa faccenda in questo modo. Ogni volta che tento di costruire sulla mia proprietà, questa tizia spunta fuori ribadendo che questo terreno non è mio. Ogni volta ha convinto gli ingegneri e gli architetti che ho assunto a licenziarsi, anche perché con proteste e casini mi ha sempre impedito i lavori""Signor Williams, forse doveva avvertirmi prima di questo particolare""Lei è qui solo per svolgere il suo lavoro, del resto me ne occupo io. Non volevo tediarla con queste scaramucce da contadinotti ignoranti".Gli ingranaggi della mente di Charles iniziarono a girare e a mettere in moto i pensieri.Quando tornò a casa andò nello studiolo e si mise a leggere la documentazione dei Williams prendendo appunti, poi chiamò lo studio di New York."Global New York Constructions""Maggie, sono Charles""Ciao Charles, tutto ok? Come stai?""Bene, grazie. Maggie, ho bisogno che tu faccia una ricerca per me e che me la invii quanto prima: metti da parte tutto quello che stai facendo, parlerò io con Victor""Ho preso carta e penna Charles, dimmi"Nella mezz'ora successiva, Maggie appuntò su un foglio nomi e date da controllare e ricercare.