Fino a ieri ero convinta di essere femminista. Oggi invece credo che le mie convinzioni e le mie idee siano le più reazionarie e le più antifemministe in assoluto.Stasera mi è capitato di sentire le opinioni di una giovane donna esponente di un collettivo femminista all'università di Bologna. Le sue idee erano soprattutto incentrate sul non ancora riconosciuto diritto all'aborto tramite la pillola abortiva (che per chi non lo sapesse è ancora al vaglio della Camera) e sulla libertà vera ed autentica delle "veline", che ritiene siano libere di esprimere la propria femminilità in TV, mostrando quarti di tette e più in generale di ossa con un po' di pelle attaccata addosso. Contrariamente riteneva che le casalinghe non sono donne libere, ergo, lavorando tutto il giorno in casa senza percepire alcuna retribuzione, sono per lo più donne frustrate.Non condivido questo pensiero. E' stato condotto uno studio da uno psichiatra sugli effetti prodotti da un nudo femminile nella sfera emotiva dell'uomo. Più precisamente l'uomo vede quella donna non più come un essere umano, ma come un oggetto da usare, ad esempio come un cacciavite, costui quindi si sentirà legittimato ad usare e al limite abusare di quella donna.Credo inoltre che i problemi inerenti la condizione femminile in Italia siano altri, quali ad esempio, una persistente discriminazione sui luoghi di lavoro (ad esempio con salari più bassi rispetto a quelli percepiti dai colleghi a parità di mansioni); discriminazione in politica, anni fa furono istituite le "quote rosa" in seguito bocciate dalla Consulta. La dilagante moralità di livello infimo, ad esempio prostituirsi con i potenti di turno per ottenere favori e magari candidature al Parlamento Europeo o in qualche lista civica.Io penso che esistano donne per nulla libere, che vivono autentici drammi in seno alle loro famiglie, che vengono licenziate perchè incinte, che arrivano al suicidio per essere sole ed abbandonate. Penso che un collettivo femminista debba dire basta al vile mercimonio della donna, all'elevazione iconografica di attrici rifatte e modelle scheletriche, credo che un collettivo femminista debba battersi affinchè anche le donne in politica abbiano accesso alla presidenza del Consiglio, o ai dicasteri di una certa rilevanza. Un collettivo femminista deve attivarsi affinchè nessuna donna subisca ignobili violenze, inaudite umiliazioni.Noi siamo donne e conosciamo gli uomini, non possiamo educarli alla castità dei loro pensieri se gli giriamo attorno mezze nude, io penso sia più giusto usare la nostra testa, il nostro cervello, tirare fuori la nostra forza e lottare affinchè nessuna di noi resti indietro.