Ha la varicella mio figlio, me ne sono accorta giovedì sera quando con grande sgomento ho notato strane pustole sulla sua testa. Venerdì l'ho portato dalla pediatra che aveva confermato la mia diagnosi fatta con l'ausilio di internet: sì è proprio varicella.Oggi è stata drammatica. Una bellissima giornata caratterizzata dal sole e dal tepore che preannunciavano l'ormai imminente primavera. Mio suocero invece ha reclutato mio marito per potare la magnolia in giardino.Non potevamo stare fuori, tra il pericolo dei rami che cadevano dall'alto e il timore che a mio figlio, stancandosi, si sarebbe alzata di molto la febbre. Siamo dovuti restare barricati in casa. Per circa un'oretta l'ho tenuto impegnato facendo una torta di frutta insieme. Poi, nelle ore successive, non c'è più stato nulla da fare. Il piccolo voleva stare col suo papà fuori in giardino, a raccogliere i rami ed accatastarli. Premetto che io ero già furibonda col suocero, per aver scelto proprio un sabato e proprio questo per fare un lavoro che, a mio avviso, avrebbe potuto fare in un altro momento.Ho passato una buona parte del mio pomeriggio a sgridare, minacciare, rimproverare mio figlio, che intanto usciva in balcone incurante del mio divieto perentorio e non c'erano alternative efficaci che avrebbero potuto distoglierlo dal suo capriccio.Ero davvero furibonda, tanto da trascorrere la seconda parte del mio sabato pomeriggio ad urlare con mio figlio e a disperarmi per non riuscire ad avere autorità su di lui. E' stata una lotta, una dura lotta che mi ha consumato le energie. Poi quando finalmente le acque si son calmate ci siamo sdraiati insieme sul divano, abbiamo acceso la TV e lui si è addormentato, mentre io guardavo fuori in silenzio il crepuscolo che già avvolgeva ogni cosa.Se n'è andato così il mio sabato pomeriggio, avrei voluto fare tante altre cosine in compagnia del mio bimbo, rendere prezioso il già poco tempo che trascorriamo insieme io e lui da soli. Invece è stata una guerra da cui entrambi siamo usciti stremati.