PESCE GRIGLIATO?PER LA CASTASOLO TRE EUROIl menù del Senato scatenala rivolta su Facebookdi Wanda Marra (Dal FattoQuotidiano del 12 Agosto 2011)Tutti lo sanno e tutti ne approfittano.La polemica monta ciclicamente: mangiare nei ristoranti di Senatoe Camera costa nel peggiore dei casi quanto una pizza, nel migliorepiù o meno quanto un panino e una bevanda. Ma nell’e radi Internet e in tempi di lacrime e sangue farla franca diventa piùdifficile. Qualche giorno fa Carlo Monai, deputato Idv, novelloSpidertruman, ha deciso di denunciare uno dei tanti privilegi di cui godono i parlamentari, fornendo all’E s p re s s o , la prova provata, certificata e fotografata: ilmenù del ristorante di Palazzo Madama. Un euro e 60 centesimiper un primo piatto, 3 euro e 55 per un secondo di pesce (spadaalla griglia) o di carne (lombatina di vitello ai ferri), piatti pregiaticome filetto di orata in crosta di patate o di bue a 5,23 euro. Undolce costa 1 euro e 74. Altrettanto un contorno. Il ristorantedi Montecitorio non è da meno: si può spendere addirittura 5 euroe 30 per un risotto gamberi e pachino, ma anche cavarselacon 2 per un piatto di pasta patate e zucchine. Un pesce delgiorno può, sì, arrivare a 17 euro e 20, ma parte da 4 e 60. Mentreun carrè di agnello al forno costa 5 euro e 30. Monai parlando all’Es p re s s o in quanto a privilegi ha vuotato il sacco: “La tavola è apparecchiatacome un tre stelle Michelin, i camerieri sono in livrea, lo chef è bravo e preparapiatti di grande qualità”. A pancia piena si scherza meglio. E luila battuta non se l’è fatta sfuggire: “L’unico appunto riguarda la cantina: ci sono ottimi vini, ma nessuna bottiglia friulana”. Le rivelazioni di Monai non si sonofermate alle delizie del palato: ha raccontato come si entra gratisallo stadio e a teatro o come non si pagano le multe per eccesso di velocità.Rivelazioni che non sono piaciute ai suoi colleghi, che lo hanno insultato in Aula. Una per tutte, Donata Lenzi del Pd, che difendendo il lavoro suo e dei colleghiha dichiarato accorata: “Cerchiamo di capire, ci prepariamo, incontriamogente, studiamo...”. Per tornare in tema di ristorante, da notare che il prezzo pagatodagli avventori non basta a coprire le spese. Così per ogni coperto il Senato deve raddoppiarela cifra corrisposta. Uno scherzetto che costa circa 1.200.000 euro l’anno.E alla fine la rete s’è indignata: ie ri una serie di gruppi nati su Facebookhanno rilanciato con grande enfasi lo scandalo pasti. Al grido (ironico) di “poverini”,che “hanno troppe spese”, il popolo della rete ha scelto di far sentire “il proprio disgusto contro l'ultima ‘vergogna’ messa a segno dalla casta”. Tanto che l'ufficiostampa del Senato si è trovato costretto a ricordare che “è stato approvato un ordine del giorno specifico (G100)” per far pagare ai senatori quanto devono.Inoltre, “il presidente del Senato, Renato Schifani, ha già invitato i senatori Questori ad assumere nel più breve tempo possibile tutte le necessarie iniziative e decisioni”.
Mangiano pure gratis...
PESCE GRIGLIATO?PER LA CASTASOLO TRE EUROIl menù del Senato scatenala rivolta su Facebookdi Wanda Marra (Dal FattoQuotidiano del 12 Agosto 2011)Tutti lo sanno e tutti ne approfittano.La polemica monta ciclicamente: mangiare nei ristoranti di Senatoe Camera costa nel peggiore dei casi quanto una pizza, nel migliorepiù o meno quanto un panino e una bevanda. Ma nell’e radi Internet e in tempi di lacrime e sangue farla franca diventa piùdifficile. Qualche giorno fa Carlo Monai, deputato Idv, novelloSpidertruman, ha deciso di denunciare uno dei tanti privilegi di cui godono i parlamentari, fornendo all’E s p re s s o , la prova provata, certificata e fotografata: ilmenù del ristorante di Palazzo Madama. Un euro e 60 centesimiper un primo piatto, 3 euro e 55 per un secondo di pesce (spadaalla griglia) o di carne (lombatina di vitello ai ferri), piatti pregiaticome filetto di orata in crosta di patate o di bue a 5,23 euro. Undolce costa 1 euro e 74. Altrettanto un contorno. Il ristorantedi Montecitorio non è da meno: si può spendere addirittura 5 euroe 30 per un risotto gamberi e pachino, ma anche cavarselacon 2 per un piatto di pasta patate e zucchine. Un pesce delgiorno può, sì, arrivare a 17 euro e 20, ma parte da 4 e 60. Mentreun carrè di agnello al forno costa 5 euro e 30. Monai parlando all’Es p re s s o in quanto a privilegi ha vuotato il sacco: “La tavola è apparecchiatacome un tre stelle Michelin, i camerieri sono in livrea, lo chef è bravo e preparapiatti di grande qualità”. A pancia piena si scherza meglio. E luila battuta non se l’è fatta sfuggire: “L’unico appunto riguarda la cantina: ci sono ottimi vini, ma nessuna bottiglia friulana”. Le rivelazioni di Monai non si sonofermate alle delizie del palato: ha raccontato come si entra gratisallo stadio e a teatro o come non si pagano le multe per eccesso di velocità.Rivelazioni che non sono piaciute ai suoi colleghi, che lo hanno insultato in Aula. Una per tutte, Donata Lenzi del Pd, che difendendo il lavoro suo e dei colleghiha dichiarato accorata: “Cerchiamo di capire, ci prepariamo, incontriamogente, studiamo...”. Per tornare in tema di ristorante, da notare che il prezzo pagatodagli avventori non basta a coprire le spese. Così per ogni coperto il Senato deve raddoppiarela cifra corrisposta. Uno scherzetto che costa circa 1.200.000 euro l’anno.E alla fine la rete s’è indignata: ie ri una serie di gruppi nati su Facebookhanno rilanciato con grande enfasi lo scandalo pasti. Al grido (ironico) di “poverini”,che “hanno troppe spese”, il popolo della rete ha scelto di far sentire “il proprio disgusto contro l'ultima ‘vergogna’ messa a segno dalla casta”. Tanto che l'ufficiostampa del Senato si è trovato costretto a ricordare che “è stato approvato un ordine del giorno specifico (G100)” per far pagare ai senatori quanto devono.Inoltre, “il presidente del Senato, Renato Schifani, ha già invitato i senatori Questori ad assumere nel più breve tempo possibile tutte le necessarie iniziative e decisioni”.