Il 13 ottobre inizia la raccolta delle firme per 4 referendum:- abolire il finanziamento pubblico ai partiti;- abolire la diaria dei parlamentari;- ripristinare la validità dell'art. 18 a tutela dei diritti dei lavoratori; - ripristino del contratto nazionale di lavoro;
Il primo chiede la completa abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. La legge che il governo Monti e i partiti che lo sostengono hanno varato, raccontando che si trattava di un ridimensionamento di quel finanziamento, è una pura presa in giro. La realtà è diversa. Con quella legge lo Stato non risparmia quasi nulla e per la prima volta le tangenti saranno di fatto legalizzate. Così la Casta prenderà due piccioni con una fava: si terrà buona parte dei finanziamenti e non dovrà più preoccuparsi dei magistrati che insistono nel voler punire le tangenti.Il secondo quesito vuol invece cancellare la diaria dei parlamentari, i quali non solo godono di un ricco stipendio, ma prendono anche una diaria di soggiorno, che spesso corrisponde ad un doppio stipendio. Il terzo quesito vuole ripristinare integralmente l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, che imponeva alle aziende con più di 15 dipendenti di reintegrare i lavoratori licenziati senza giusta causa.Il quarto chiede l'abolizione dell'art.8 della legge 138 varata da Berlusconi. Grazie a quell'articolo le aziende sono impegnate a rispettare il contratto nazionale a meno che non affermino che in nome di una situazione d'emergenza non lo possono rispettare. Sembra uno scherzo invece è la tragica realtà del diritto del lavoro in Italia. E' valido a meno che le aziende non decidano che preferiscono ignorarlo.