Creato da squerz27 il 01/11/2009
Aneddoti, curiosità e stravaganze della città eterna
 

 

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Escort e trans ai tempi dell’impero

Post n°1 pubblicato il 01 Novembre 2009 da squerz27
 

Cambiano i tempi, cambiano i governanti, le abitudini sono sempre le stesse. E così, se oggi si prediligono escort o trans (a seconda dei gusti), ai tempi dell’antica Roma non si badava. Anzi, maschio o femmina che fosse, più gente c’era e meglio era. Secondo alcuni, infatti, il Palazzo Sessoriano, residenza imperiale nel tardo impero, prende il nome proprio dalle sfrenate attività sessuali degli imperatori, spesso caratterizzate da rapporti di gruppo.

Sempre in quest’ottica, altri sostengono che il nome derivi da “Sus sorianum”, ovvero porco siriano, il soprannome affibbiato ad Eliogabalo, nato ad Antiochia in Siria, la cui moralità lasciava molto a desiderare. Cassio Dione Cocceiano scrisse di lui che “riservò una stanza nel palazzo e lì commetteva le sue indecenze, standosene sempre nudo sulla porta della camera, come fanno le prostitute, e scuotendo le tende che pendevano da anelli d'oro, mentre con voce dolce e melliflua sollecitava i passanti”.

Viste le sue tendenze, Eliogabalo avrebbe potuto tranquillamente governare anche ai giorni nostri sostituendo all’occorrenza sia Berlusconi che Marrazzo. Ebbe cinque mogli, un marito (un atleta di Smirne di nome Zotico, il che è tutto dire) ed un amante ufficiale (un auriga biondo proveniente dalla Caira). Non solo, era un precursore e, molto prima di Vladimir Luxuria, aspirava a diventare trans. Secondo quanto racconta lo storico Erodiano, infatti, aveva offerto addirittura la metà dell’impero romano al medico che l’avesse dotato di seno e genitali femminili.  In attesa di una completa trasformazione, intanto, si dipingeva le palpebre, si depilava, indossava parrucche e si prostituiva sia in bordelli malfamati che nel palazzo imperiale.

Implicazioni sessuali a parte, le spiegazioni più plausibili per l’origine del toponimo Sessoriano sono altre: molto probabilmente deriva dal “sessorium”, un pupazzo su cui i gladiatori si allenavano nel vicino anfiteatro Castrense. Oppure da “consessus” o “palatium consessorianum”, il luogo in cui si tenevano le riunioni plenarie.

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Commenti al Post:
diana.fini
diana.fini il 01/11/09 alle 19:34 via WEB
Buona serata ciao Diana
 
CapJaneway
CapJaneway il 01/11/09 alle 22:39 via WEB
ai tempi di Roma i costumi erano quelli e nessuno si scandalizzava..Cesare era chiamato il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti. Avere rapporti con un esponente dello stesso sesso era considerato normale..purchè uno dei due fosse di ceto più umile. Insomma..dopo essersi sposato e assicurato una discendenza il romano dei tempi poteva dedicarsi ai piaceri. Ai tempi dei greci era considerato normale e anzi era d'obbligo "svezzare" in quel modo i ragazzi dai 12 ai 17 anni perchè si pensava che facesse parte dell'educazione di un giovane. Con il Cristianesimo cambiò tutto..almeno in via ufficiale perchè lo si faceva di nascosto o cmq era riservato ai potenti..vedi Alessandro Borgia (papa) e altri esempi..x nn parlare dei vari Re e Imperatori che avevano amanti e favorite/i...per cui la locuzione o tempora..o mores...lascia il tempo che trova. Bentornato..è sempre un piacere leggerti
 
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