"Visto che tutti i posti dalla partedella ragione erano occupatici sedemmo dalla parte del torto"(B. Brecht)Aneddoti e dintorni...Autunno u.s.vabbè l'ambiente è una piazza del centro città a pianta vasta e circolare (o quasi). z.t.l. (zona a traffico limitato) l'ora è quella del campari; conversazioni pseudo intellettuali vertono su complesse situazioni finanziar socio politiche internazionali le cui risoluzioni appaiono chiare come quelle chiare fresche dolci acque, fulminanti come le rivelazioni di Fatima e taglienti come il filo dell'accetta della logica degli Illuminati. con brusche divagazioni femminil - calcistiche.In tale Agorà s'avanza una giovin ( e carina assai in vero) Signora munita di Suv. il succitato involucro simil-blindato metallizzato fa i suo trionfale ingresso nella piazza compiendo un' ampia soave quanto mefitica naftosa passerella et voilà soavemente gravemente si ferma. Rimango l'unico Eletto (non tanto x particolar doti di elevazione morale) ma solo perchè sono alto un uomo e mezzo a poter rimirare il Duomo dall'altra parte della piazza. Tutti gli altri diciamo "normolinei" specchiano tristemente le brizzolate tempie sul mostro levigato a specchio. La Signora col motorone che ronfa sordo e acceso, abbassato lo specchietto interno di cortesia comincia una complicata quanto improbabile opera di maquillage al viso ivi comprese smorfiette varie annesse a seconda delle operazioni piu o meno semplici. Passano minuti di occhiate furtive ma nulla la Signora è troppo assorbita nel suo immane compito...toc toc busso lievemente educatamente al portale del tempio e infine dopo un po la sacerdotessa si degna e mi apre (bussate e vi sarà aperto) (cit. bibl.). "Scusi Signora se la sto disturbando, potrebbe usarci la cortesia di spegnere il motore?" seguono attimi di drammatico gelo (anche se all'epoca era un tiepido settembre) e quindi chiude il vetro e spegne. ma subito ci pensa e riaccende. si sposta verso il centro della piazza accosta vicina ad un'altra Signora evidentem sua amica e in lontananza con fare piuttosto concitato e allarmato col ditino inanellato trendyssimo, mi indica e le parla con fare vagamente cospiratorio. la sua amica scuote sconsolata il capo ascoltandola. non sento il dialogo troppo distante. ma immagino che faccia pressapoco così: "guarda quel bifolco, non sa nemmeno che questo mezzo viene usato dalle F-O-R-Z-E A-R-M-A-T-E A-M-E-R-I-C-A-N-E"!!! in che mondo dico viviamo a che punto siamo arrivati...e pensa...a me sembrava pure italiano!
Gli Avamposti del Quotidiano Possibile (e anche No)
"Visto che tutti i posti dalla partedella ragione erano occupatici sedemmo dalla parte del torto"(B. Brecht)Aneddoti e dintorni...Autunno u.s.vabbè l'ambiente è una piazza del centro città a pianta vasta e circolare (o quasi). z.t.l. (zona a traffico limitato) l'ora è quella del campari; conversazioni pseudo intellettuali vertono su complesse situazioni finanziar socio politiche internazionali le cui risoluzioni appaiono chiare come quelle chiare fresche dolci acque, fulminanti come le rivelazioni di Fatima e taglienti come il filo dell'accetta della logica degli Illuminati. con brusche divagazioni femminil - calcistiche.In tale Agorà s'avanza una giovin ( e carina assai in vero) Signora munita di Suv. il succitato involucro simil-blindato metallizzato fa i suo trionfale ingresso nella piazza compiendo un' ampia soave quanto mefitica naftosa passerella et voilà soavemente gravemente si ferma. Rimango l'unico Eletto (non tanto x particolar doti di elevazione morale) ma solo perchè sono alto un uomo e mezzo a poter rimirare il Duomo dall'altra parte della piazza. Tutti gli altri diciamo "normolinei" specchiano tristemente le brizzolate tempie sul mostro levigato a specchio. La Signora col motorone che ronfa sordo e acceso, abbassato lo specchietto interno di cortesia comincia una complicata quanto improbabile opera di maquillage al viso ivi comprese smorfiette varie annesse a seconda delle operazioni piu o meno semplici. Passano minuti di occhiate furtive ma nulla la Signora è troppo assorbita nel suo immane compito...toc toc busso lievemente educatamente al portale del tempio e infine dopo un po la sacerdotessa si degna e mi apre (bussate e vi sarà aperto) (cit. bibl.). "Scusi Signora se la sto disturbando, potrebbe usarci la cortesia di spegnere il motore?" seguono attimi di drammatico gelo (anche se all'epoca era un tiepido settembre) e quindi chiude il vetro e spegne. ma subito ci pensa e riaccende. si sposta verso il centro della piazza accosta vicina ad un'altra Signora evidentem sua amica e in lontananza con fare piuttosto concitato e allarmato col ditino inanellato trendyssimo, mi indica e le parla con fare vagamente cospiratorio. la sua amica scuote sconsolata il capo ascoltandola. non sento il dialogo troppo distante. ma immagino che faccia pressapoco così: "guarda quel bifolco, non sa nemmeno che questo mezzo viene usato dalle F-O-R-Z-E A-R-M-A-T-E A-M-E-R-I-C-A-N-E"!!! in che mondo dico viviamo a che punto siamo arrivati...e pensa...a me sembrava pure italiano!