Angolo Cattivo

Nulla e nient'altro


Il pavimento è in bilico secondo il cuscino.Il caldo ingrandisce le zanzare nei pensieri.Il silenzio pare soffiare come un vento fitto di fischi.Le ginocchia portate in alto e le gambe flesse sono monti senza neve.Sono sciolto, quasi spezzato, unito solo per comporre un facile futuro o per reinventarlo, da qua a poco, senza sostanza.Disegno la mappa del mio disordine prima di pianificare i giorni che verranno.Musiche, a tratti, escono fuori nel mutismo della stanza: filtro il pianoforte e barlumi di armonica, separandoli da elementi vocali non graditi.I respiri sono sottili come il volo delle dita prima che incontrino i tasti.Scrivo annoiato, dimentico di srotolare le calze, mentre, meccanici movimenti di braccia fendono l’aria contro le zanzare impudenti e contro parole rimesse in sterile libertà.Il tono lento delle sensazioni inconsistenti illustra l’agonia del giorno già morto.Trasognato continuo nel conto alla rovescia di un crollo ben descritto da orbite annerite da ore già trascorse.Stanco di crogiolarmi nel tiepido reflusso di contenuti nulli, mi abbandono definitivamente sul cuscino, pianeta soffice dall’aria rarefatta, insistendo sul tessuto con il viso, sprofondandovi con la punta del naso.Potrebbe essere ieri, l’altro ieri, invece è oggi.Cercherò l’immagine migliore per definire uno stato d'animo, dimenticando che qua è tutto di un'unica tinta.Adesso tutto é nulla e nient'altro.