Angolo Cattivo

Ruote sottili


Solchi piano la notte affondando i pedali nel nero umido di un agosto sfiancante.Sembra che ti debba vedere ogni volta io esca di casa: è come se lo volessi, è come se lo sapessi.Sei miraggio e muro, meraviglia ed incapacità: la mia, la tua, naufraghi distratti nel nostro mare di silenzio, nelle nostre strade, nei nostri sguardi, sempre paralleli, sempre scostati.Allora ti scrivo come se fosse respirare, e come se respirare fosse evocarti, riviverti, rimodellare passato, ammutolendo tremolanti futuri.Ti chiamo senza emettere voce, ti rincorro con gli sguardi che vorrebbero parlarti, aprirmi ed aprirti.Il presente è in quei giri lenti di gomma che scorre, nell'alternarsi di gambe che danzano sui pedali, in quel viso che si volta schivando aria e sguardi, che riesco a catturare.Quelle ruote sottili mi calpestano, sul mio letto, nero di notte e di asfalto.Quel viso che amo è già parecchi metri avanti.