Attesa lunga, calda, ed invece calma è ogni tua immagine.Non ti vedo, non vedo le stelle che moriranno domani.Il teatro del cielo ed il monologo dei tuoi occhi.Il testo lo scrive ogni notte che sei pensiero.Mancano soltanto le tue parole, per entrare nel personaggio.Già lo sei anzi.Non sei un’attrice, sei regina ed angelo, luce e dolcezza.La mia religione per cui innalzare preghiera, delicata e devota.Mi delizia la visione della tua forma, di quel viso che si conficca nell’estro e lo profuma di insonnia e brio.Ogni gesto è glorificato nella stesura di frasi, parole, pensieri che si spuntano e poi ripartono guidati da un desiderio più esaltante di cupidi dispettosi, nella ricerca di te.Non ti sei mai persa, neppure un secondo, neppure un giorno, neppure un mese, in tanti anni.Ho peccato nei miei tentativi di amare.Anche spesso, certe volte mai.Non ti ferirei.Non ti direi parole facili di un amore che neppure io ho mai provato.Sei purezza e turbamento spietato, evocazione ininterrotta di poesia, di sguardi che cercano il cielo notturno ed il foglio bianco, a tratti anche i tuoi occhi, la tua bocca, le tue labbra.Le tue labbra ed il tuo profilo già vinsero i miei sensi, ma i numeri non bastano, e non basta la poesia, le frasi ispirate, le parole tronfie.Serve pelle unita, respiro confuso in un unico, lo sguardo che persiste, io il tuo orizzonte, tu il mio.Sorrido.Esprimo sensi antichi, ormai consumati, ma le parole non hanno ruggine, ed il rosso del sangue non è diluito.Nostalgia provai e provo, perché sei nei prati fioriti, nei mari azzurri, nella sabbia gialla, con le tue pose d’incanto, con il tuo viso riesci ad essere sempre dentro il mio, perché già il mio cuore è cassaforte del tuo ricordo, delle tue foto, prudente scatola dell’infinito che solo una donna può far sospettare vicino, imminente.Invece finisce tutto, tranne il tuo sorriso, quello che è dono, quello che è stupore, quello che é sogno e visione.Ho lieto fatalismo e so attendere da solo.Ho le mie pagine da scrivere a farmi compagnia, un’inedita allegria: la tristezza alza la gradazione del romanticismo, ma io riesco quasi sempre a vederti ed è letizia, emozione, brivido, splendida paura.Aspetto te, e l’attesa non ha un termine, perché voglio aspettare, troverò come fare.Ascolto le canzoni che ti materializzano accanto a me, rivoluzionano la pace della mia pelle, sotto il sole che dilaga sulle ore di mare.Il cuore mi aiuterà, la voce sa interpretarmi bene, la testa è un satellite esultante di te, sole e luna, giorno e notte di un uomo stregato, l’incantesimo ripetimelo ancora più vicino all’orecchio.Pensarti e poi dormire, tu meraviglia, la più grande della mia vita.