Angolo Cattivo

Camera da letto


La pelle è sotto i tessuti con il suo profumo sfuggente.Tra i sibili del buio c'è il fruscio del cellophan, le scarpe che paiono nuotare nel pavimento scuro dopo un tonfo che pare un tuffo sulla pietra.La cintura cigola e le gambe si scoprono, la porta scivola in diagonale sul soffio d'aria emesso dallo spiraglio che respira l'autunno esterno, per poi socchiudersi dolce.Il letto sfatto ed il calore di quelle pieghe, il freddo momentaneo del cuscino, scenario in attesa di me.La carne è nuda senza i tessuti, i piedi sfuggono il rigore del suolo, la schiena si curva e poi si poggia, fluida ed orizzontale nello spazio calmo.Oggetti silenti, io come loro, dimenticando la continuità dei sospiri, demolendo scarne memorie di recenti contatti con rapide chiusure degli occhi.Ombre morte rivivono nei gesti noti, nel ricordo della posizione di ogni cosa, di attimi che fotografano un panorama non modificato.La parola non serve, i movimenti si riducono, riflessi soliti, il giro di un corpo pesante nella sua orbita intorpidita.Mi raccolgo nella mia fase intrecciata, murando orecchie nel mutismo della stoffa.La parola non serve per far parlare i pensieri.Poi si spegnerà tutto.