Angolo Cattivo

Pagina deserta


C’è un deserto verticale ristretto, largo e bianco come una pagina non scritta, che mi distrae dal cammino rituale. I miei pensieri si rattrappiscono nella geometria del futuro. Sono granulo di uomo, fuori dal mucchio di polvere. Il vento è trascurabile e la sabbia è un piano indefinito di colore non variabile, uno sfondo senza eventualità, senza miraggi, senza estrose ondulazioni. Non ho sete. La mia ombra prescinde il sole ed una notte che non precipiterà. Sono fermo come un orologio rotto, in attesa di sciogliermi nelle sensazioni disfattiste di tempo finito. Annullo il disorientamento  nella fissità dei piedi, nella bocca che trattiene zolle di aria senza masticarla, negli occhi che non cercano fughe dal bianco, panorami nascosti, disegni di interrogativi astratti. Non ricavo parole, ed ho le mani in tasca, come fossi un segmento piantato sul suolo, una meridiana che non tratteggia il ciclo del sole. Un giorno escluso dalla sequenza della vita, un uomo che scopre di non sapere scrivere la sua vita. Il linguaggio è agonizzante in un urlo non sprecato. La poesia disidratata da una rigida posizione non rapita, non ostacolata. Non ci sono forze da sprigionare, c’è una pagina da scrivere. Non ci sono margini, metriche imposte, lirismi e fantasie censurabili. Una pagina, una vita programmabile e di lato io non ci riesco.