Che forza espressiva ha il popolo russo! Se gratifica qualcuno di una parolina, quella
si attacchera' alla sua stirpe e alla sua discendenza, e lo seguira'
nella carriera, e in pensione, e a Pietroburgo, e in capo al mondo. E
per quanto poi s'ingegni a nobilitare il soprannome, per quanto
costringa gli scrittoruccoli al suo soldo a ricostruirgli la
discendenza da un'antica famiglia principesca, sara' tutto inutile: il
suo soprannome gracchiera' sempre come una cornacchia, per dire a tutti
da che nido abbia spiccato il volo l'uccello. Una parola ben azzeccata canta come carta: non la cancelli neanche a colpi d'ascia.
E com'e' icastico tutto cio' che proviene dalle viscere della vecchia
Russia, dove non ci sono ne' goti ne' finni ne' altre genti, ma solo lo
spirito russo, vivo, pugnace, originale, che ha sempre la parola pronta,
non la cova come la chioccia, ma la appioppa su due piedi come un
passaporto valevole in eterno, ed e' inutile poi specificare che hai il
naso cosi e la bocca cosa': un solo tratto ti ha disegnato dalla testa
ai piedi. Le anime morte, Nicolaj V. Gogol'