Creato da nenicchia il 18/11/2006

sullapelle

tra le pieghe della terra

 

« procedoa te »

magia di zucchero

Post n°356 pubblicato il 03 Settembre 2009 da nenicchia

mano nonna

Nei pomeriggi di fine estate, quando ormai il mare era stanco, quando il sole scappava prima che facesse notte, sentivo nell'aria un profumo d'attesa. La radio andava di sottofondo ai miei occhi alzati per aria.
Lei era di poche parole, quelle necessarie ad accompagnare il giorno. Eppure il tempo scorreva sempre pieno.
Sembrava distratta, la sua operosità era lenta ed inesauribile. Per i miei piedi di bambina troppo misteriosa.
-Nonna che facciamo?
-Prendi le uova
-E che facciamo?
-Sali sulla sedia
La farina, lo zucchero, il latte, il burro, le uova. Nessuna bilancia.
-versa la farina... piano
-Nonna quanta?
-A mesura!
La magia si apriva da subito. Le mie dita diventavano formiche bianche, pronte a rubare la sorpresa prima che uscisse dal cappello.
-Ferma...
-Un pochino nonna
-Ho messo il lievito, ti fa male al pancino
-Dai nonna soltanto un pochino
Il dito scivolava sulle pareti della ciotola e morbidamente strisciava sul bordo. Il movimento era fluido e deciso. Come un uncino di pane, non perdonava.
D'improvviso sembrava distrarsi. Impossibile ma vero. Un angolo miracolosamente sfuggito all'arma.
Lei si voltava e procedeva verso il forno caldo.
Io in punta di piedi mi preparavo a terminare la magia.
-Serena... aspetta
Il cappello stretto nella cavità del braccio e l'uncino pronto. Un giro deciso ed ecco fatto. L'uncino diventava pane dolce, da succhiare con lentezza e decisione.
mentre i miei occhi accesi di zucchero e farina si perdevano tra i suoi sorrisi leggeri, appena accennati.

 
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CHECCO MIO

 

COLORE INTERO


Profumo in odore di pelle
punta dal raggio
intingo le ciglia
rimarco l'impronta
di noi
fine osmosi

di colore intero

 

immagine



"Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda. E lui si dice: Ma se la pecora mangia il fiore, e' come se per lui tutto a un tratto, tutte le stelle si spegnessero! E non e' importante questo!" Non pote' proseguire. Scoppio' bruscamente in singhiozzi. Era caduta la notte. Avevo abbandonato i miei utensili. Me ne infischiavo del mio martello, del mio bullone, della sete e della morte. Su di una stella, un pianeta, il mio, la Terra, c'era un piccolo principe da consolare! Lo presi in braccio. Lo cullai. Gli dicevo: "Il fiore che tu ami non e' in pericolo ... Disegnero' una museruola per la tua pecora... e una corazza per il tuo fiore... Io... " Non sapevo bene che cosa dirgli. Mi sentivo molto maldestro. Non sapevo bene come toccarlo, come raggiungerlo... Il paese delle lacrime e' cosi' misterioso. 
 

QUALCOSA DI ROSSO

Qualcosa di rosso
Per sentire scorrere nelle mie vene
Il sangue di tutti gli uomini

Qualcosa di rosso
Per non smettere di amare la mia ombra

Qualcosa di rosso
Per lacerare le bende che annodano la mia coscienza

 
Qualcosa di rosso
Per cancellare le trasparenze invalicabili

Qualcosa di rosso
Perché i nostri sussurri diventino un canto universale 

Qualcosa di rosso
Per riempire di colore le solitudini di Eroi inermi

Qualcosa di rosso
Perché non ci siano più Eroi.

Capone Mercedes

 

Prendi di me quello che non ti spaventa
che non ti fa soffrire.
Prendi i rimpianti che non hanno prezzo
quelli con il conto pagato.
Prendimi per i baci, le carezze.
Prendimi per le lacrime che non bagnano
per le urla del desiderio
e per quelle del piacere.
Prendi di me quello che non hai avuto.
Prendi il cuore
prendi l'anima
prendi il caldo della pelle.
Prendi il fuoco
la luce
il buio delle lenzuola.
Prendi la mia gioia
prendi il mio sorriso
il suono delle parole.
Prendi i momenti rubati.
Prendi solo quello che ti fa bene...

Lascia la paura del dolore
la sofferenza
la solitudine.
Lascia la contraddizione e il dubbio.
Lascia l'incertezza.
Lascia l'amarezza.
Lascia l'umido degli occhi
il rimpianto del se e non quello del ma.
Lascia la mia fragilità
la mia forza
l'incomprensione
la durezza
la crudità.
Lascia la mia semplice verità
la vita diversa
l'insolita quotidianità.
Lascia l'incerto
lascia di me quello che non avrai
che non vuoi.
Lascia il rischio
le camicie non stirate
la polvere sul pavimento.
Lascia il mio tremore
le mie angoscie
il mio futuro
Lascia il vorrei ma non posso
il potrei ma non voglio.
Lascia i silenzi.
Lascia i rumori
le urla dei miei figli.
L'odore intenso tra le mie gambe.
Lasciami il flusso del desiderio.
Lascia tutto quello che ti fa male...

Ma alla fine di tutto non mentire.
Mai.
Mai.
Non farlo con me e non farlo con te.
Puoi prendere o lasciare
ma non puoi non scegliere.


 

INTÉRIEUR

immagine

Di sicuro, ci sarà sempre chi guarderà solo la tecnica e si chiederà «come», mentre altri di natura più curiosa si chiederanno «perché» (Man Ray)
 
 
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