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ASCANIO IN ALBA E LA FRESCHEZZA DI MOZART

Post n°9 pubblicato il 28 Ottobre 2006 da eleperci
 

C'è tutta la freschezza inventiva, il giovanile ardore e il latente erotismo
adolescenziale del Mozart quindicenne, ancor quasi bambino ma già
compositore ben più che di belle speranze, nell'"Ascanio in Alba" che ha
debuttato alla Scala di Milano ieri sera. Composto dal piccolo grande
maestro proprio per Milano e rappresentato per la prima volta nell'ottobre
1771 a Palazzo Reale, in quel Regio Ducal Teatro di lì a poco devastato da
un incendio, questa festa teatrale su libretto del Parini era destinata a
concludere l'intenso programma di celebrazioni per le nozze tra l'arciduca
Ferdinando, terzogenito dell'imperatrice Maria Teresa e nuovo governatore
della Lombardia austriaca, con Maria Ricciarda Berenice d'Este. Mozart, già
ben noto al pubblico milanese per avervi rappresentato un anno prima con
successo il suo "Mitridate re di Ponto", bissò con l'"Ascanio" il trionfo
surclassando persino "Il Ruggiero" dell'anziano e navigato Hasse . Tutto
sembrava preludere a un impiego del geniale enfant prodige all'ombra del
Duomo, ma fu l'imperatrice stessa in una celebre lettera a frenare gli
entusiasmi dello stesso Ferdinando che intendeva assumere Mozart alla corte
degli Asburgo. La terza opera "milanese" del giovane salisburghese, il
"Lucio Silla" (1773),  avrebbe ottenuto un giudizio più contrastato e,
fallito anche il tentativo di trovare lavoro presso gli Asburgo di Toscana,
i Mozart rivalicarono mestamente le Alpi.

Pur essendo un lavoro celebrativo e d'occasione, "Ascanio" porta
inequivocabilmente i segni del genio e dimostra quanto il giovanissimo
compositore non solo avesse assimilato tutti i codici e le convenzioni dell'opera
italiana, ma intendesse svecchiarli grazie alla sua prodigiosa freschezza
inventiva. L'allestimento scaligero, affidato interamente ai giovani dell'Accademia
(che conferma la sua qualità, dà lustro a Milano e fa ben sperare per il
futuro), rende perfettamente il clima gioioso dell'opera, sfumandone le
tinte pastorali e celebrative in una grande pantomima giocosa e stemperando
le pesantezze allegoriche. L'intelligente regia di Franco Ripa di Meana
(bella la trovata di proiettare, mentre Venere affida ad Ascanio la
costruzione della città di Alba, progenitrice di Roma, le immagini del
restauro della Scala),  le originali scene di Edoardo Sanchi  e i bei
costumi di Carla Teti ci trasportano in un Settecento tutto rococò, in cui
ninfe fauni e grazie si trasformano in bimbi birichini che giocano a
moscacieca e a rimpiattino, ma non mancano i richiami all'attualità
soprattutto nel finale.

Briosa la direzione di Giovanni Antonini alla testa dell'orchestra dell'Accademia,
tutti ottimi gli interpreti: Teresa Romano (Venere-Maria Teresa),
Ann Hallenberg (Ascanio-Ferdinando, en travesti),  Nino Machaidze
(Silvia-Maria Beatrice), Tiberius Simu (Aceste- duca Francesco III d'Este) e
Ye Won Joo (Fauno-Conte Firmian), bella prova del coro  AsLiCo e dell'Accademia.
Tutti ben più di una promessa.

Repliche: il 29 ottobre ore 15; il 31 ore 20; 2 e 4 novembre ore 20.
Biglietti: 12.50-60 euro.

ELENA PERCIVALDI

(21 ottobre 2006)

 
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ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE
http://medioevo.leonardo.it/blog/la_navigazione_di_san_brandano.html

IL SECOLO D'ITALIA 12 dicembre 2008 p. 8 - SEGNALAZIONE
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2008/12-dicembre/081214.pdf

IL SECOLO D'ITALIA  01 gennaio 2009 p.8 - RECENSIONE
http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2009/01-gennaio/090110.pdf

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1 novembre, Europa tra sacro e profano

1 novembre, Europa tra sacro e profano. Ne hanno parlato al microfono di Giulia Fossà: Elena Percivaldi, giornalista e studiosa di storia antica e medievale; Flavio Zanonato, sindaco di Padova; Marino Niola, Professore di Antropologia Culturale all'Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli; Sonia Oranges, giornalista de 'Il Riformista'; Alberto Bobbio, capo della redazione romana di 'Famiglia Cristiana'; Ennio Remondino, corrispondente Rai in Turchia. La corrispondenza di Alessandro Feroldi sulle politiche dell'immigrazione a Pordenone.

ASCOLTA: http://www.radio.rai.it/radio1/nudoecrudo/view.cfm?Q_EV_ID=230636

 

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