L'11 maggio 2007, alle ore 18.30, è venuto a mancare il mio caro nonno Mario Brizzi. Era nato a Pioltello (Mi) il 22 maggio del 1919, ha lavorato una vita come tramviere dell'ATM. Aveva vissuto la Seconda Guerra Mondiale nell'aeronautica e dopo lo sciagurato 8 settembre del '43, con l'esercito italiano allo sbando, è stato catturato dai tedeschi con alcuni compagni su un treno, mentre cercava di tornare a casa.Deportato in Germania, è stato costretto ai lavori forzati in svariati campi di concentramento tedeschi fino alla liberazione. A guerra finita, a piedi è tornato finalmente a casa ridotto ad uno scheletro, pesava meno di 40 chili per quasi un metro e ottanta. Appena si è rimesso in sesto ha finalmente sposato la mia meravigliosa nonna, Maddalena Freddi, nella chiesa vecchia di Baggio, oggi quartiere di Milano, che a sua volta era stata staffetta partigiana della Brigata Matteotti, catturata due volte dai tedeschi mentre in bici portava a suo rischio e pericolo le missive, e messa al muro, salvata solo perchè i carnefici si impietosirono per la sua avvenenza. Dal matrimonio tra questi due eroi è nata, il 17 marzo 1949, la mia mamma, Mariangela Brizzi, che il 19 luglio del 1970 ha sposato il mio papà Luigi Percivaldi dai quali, orgogliosamente, il 3 maggio del 1973 sono nata io. Mia nonna Maddalena è morta il primo settembre 1994 dopo quattro mesi e mezzo di agonia per un tumore al pancreas. Mio nonno non si è mai dato pace ma fino all'anno scorso, col coraggio che lo ha sempre contraddistinto, ha preteso di vivere da solo e badare a se stesso, continuando a fare piccoli lavori. Infine, ammalatosi nuovamente e affetto da cancro alla prostata, è stato ricoverato dai miei genitori in una casa di assistenza a Ronco Briantino (Mi). La sua morte getta me e molti altri - non solo i suoi cari - nello sconforto. L'unica consolazione è che sono riuscita a presentargli il suo pronipotino Riccardo, che è nato il 16 agosto del 2006, e col quale, pazzo di felicità e di orgoglio, era entrato subito in sintonia. Nonno, hai sofferto molto nella tua vita le viltà e le cattiverie degli uomini, ma sopravvivevdo duramente e tenacemente in quei durissimi momenti ha impartito a tutti una lezione che non si può dimenticare. Ti ringrazio perchè vivo grazie a te e alla tua forza di volontà che ti ha permesso di ritornare, e ringrazio la nonna che è stata per me un fulgido esempio di persona che ha sempre anteposto gli ideali di libertà e giustizia al suo interesse personale, richiando tante volte la vita per la democrazia e la libertà. Grazie a voi e al vostro esempio. Spero di essere degna di trasferire questi Valori a mio figlio, e spero di essere degna di Voi. Vi voglio bene e non vi dimenticherò mai.Vostra ElenaI FUNERALI SI SVOLGERANNO ALLA CHIESA PARROCCHIALE DEI SANTI CORNELIO E CIPRIANO DI CARNATE (MI), LUNEDI' 14 MAGGIO ALLE ORE 15.
Post N° 107
L'11 maggio 2007, alle ore 18.30, è venuto a mancare il mio caro nonno Mario Brizzi. Era nato a Pioltello (Mi) il 22 maggio del 1919, ha lavorato una vita come tramviere dell'ATM. Aveva vissuto la Seconda Guerra Mondiale nell'aeronautica e dopo lo sciagurato 8 settembre del '43, con l'esercito italiano allo sbando, è stato catturato dai tedeschi con alcuni compagni su un treno, mentre cercava di tornare a casa.Deportato in Germania, è stato costretto ai lavori forzati in svariati campi di concentramento tedeschi fino alla liberazione. A guerra finita, a piedi è tornato finalmente a casa ridotto ad uno scheletro, pesava meno di 40 chili per quasi un metro e ottanta. Appena si è rimesso in sesto ha finalmente sposato la mia meravigliosa nonna, Maddalena Freddi, nella chiesa vecchia di Baggio, oggi quartiere di Milano, che a sua volta era stata staffetta partigiana della Brigata Matteotti, catturata due volte dai tedeschi mentre in bici portava a suo rischio e pericolo le missive, e messa al muro, salvata solo perchè i carnefici si impietosirono per la sua avvenenza. Dal matrimonio tra questi due eroi è nata, il 17 marzo 1949, la mia mamma, Mariangela Brizzi, che il 19 luglio del 1970 ha sposato il mio papà Luigi Percivaldi dai quali, orgogliosamente, il 3 maggio del 1973 sono nata io. Mia nonna Maddalena è morta il primo settembre 1994 dopo quattro mesi e mezzo di agonia per un tumore al pancreas. Mio nonno non si è mai dato pace ma fino all'anno scorso, col coraggio che lo ha sempre contraddistinto, ha preteso di vivere da solo e badare a se stesso, continuando a fare piccoli lavori. Infine, ammalatosi nuovamente e affetto da cancro alla prostata, è stato ricoverato dai miei genitori in una casa di assistenza a Ronco Briantino (Mi). La sua morte getta me e molti altri - non solo i suoi cari - nello sconforto. L'unica consolazione è che sono riuscita a presentargli il suo pronipotino Riccardo, che è nato il 16 agosto del 2006, e col quale, pazzo di felicità e di orgoglio, era entrato subito in sintonia. Nonno, hai sofferto molto nella tua vita le viltà e le cattiverie degli uomini, ma sopravvivevdo duramente e tenacemente in quei durissimi momenti ha impartito a tutti una lezione che non si può dimenticare. Ti ringrazio perchè vivo grazie a te e alla tua forza di volontà che ti ha permesso di ritornare, e ringrazio la nonna che è stata per me un fulgido esempio di persona che ha sempre anteposto gli ideali di libertà e giustizia al suo interesse personale, richiando tante volte la vita per la democrazia e la libertà. Grazie a voi e al vostro esempio. Spero di essere degna di trasferire questi Valori a mio figlio, e spero di essere degna di Voi. Vi voglio bene e non vi dimenticherò mai.Vostra ElenaI FUNERALI SI SVOLGERANNO ALLA CHIESA PARROCCHIALE DEI SANTI CORNELIO E CIPRIANO DI CARNATE (MI), LUNEDI' 14 MAGGIO ALLE ORE 15.