Coniglio mannaro

MESSAGGI DI CORDOGLIO, GRAZIE A TUTTI


I messaggi di cordoglio che molti amici mi hanno mandato privatamente sono talmente tanti e belli che ho deciso di pubblicarli. Ancora un grazie dal profondo del cuore.ELENACiao Elena, mi spiace molto. Anche se non ci vediamo da un po’ sappi che ti sono vicino in questo triste momento. Un abbraccio. CarloUn abbraccio da Franco AbruzzoIo apprendo ora, e va da sé che ti mando un abbraccio fortissimo. AndreaCara Elenaahimé non sapevo! Ricordo quella volta che ci vedemmo a Milano... me ne parlasti, devotamente, con estremo amore. Il mio cordoglio e la mia solidarietà di uomo oggi ti è vicina con la tempra dell'umiltà e della devozione fraterna. Voglio bene ai suoi affetti. Stringiti al bimbo e bacialo anche per me. Un caro abbraccio anche a tuo marito che tanto contribuisce a renderti più accetto lo strazio d'anima. Ti voglio forte.Con il cuoreEnzoCiao Elena,mi dispiace moltissimo per la tua perdita. Posso capire perfettamente il tuo dolore. Per qualsiasi cosa, considerami a disposizione.Un abbraccio fortissimo.emaCara Elena, sono dispiaciuto per la perdita del caro nonno. Quella che accenni è una grande storia!  Un caro saluto, AngeloCara  Elena, vengo a sapere ora della scomparsa di tuo nonno e mi unisco sinceramente commosso al tuo dolore.  Non è una frase fatta ma il tuo breve racconto mi ha ricordato la storia, presso che identica del mio povero nonno paterno.  Lui era del 1914 ed è morto nel 1999, i tedeschi lo catturarono in Jugoslavia e lo deportarono in due campi di prigionia, Bergen Belsen e Mathausen (un paio di mesi), per poi ridursi a pelle e ossa in un campo di lavoro.  Quando tornò a casa a piedi, mia nonna non lo riconobbe, dato che pesava 38 chili. Fece una fatica tremenda a sopravvivere a causa del terribile deperimento organico, ma alla fine, grazie alla sua enorme forza di volontà, ce la fece. Dagli esami che effettuò  dopo il rientro in Italia si accorsero che durante i due anni passati in Germania, per le botte e le sofferenze subite, subì parecchi infarti… fortunatamente nessuno letale, ma che senza dubbio non gli consentirono più una vita normale.  Beh, anche mio nonno, come il tuo, nonostante le molte documentazioni presentate, insieme alle lettere scritte a Roma, non si vide dare, non dico l’invalidità, ma nemmeno il più piccolo riconoscimento. Ora mi piace pensare che da vecchi compagni di prigionia, se la stiano raccontando serenamente.Un abbraccione. Danilo Ciao Ele, mi spiace per il nonno, davvero, ti faccio le mie condoglianze più strette.Flavio Accidenti Elena, mi dispiace molto. Sono certo che sarebbe stato estremamente felice del tuo ritratto. Un abbraccio.MEGCaspita Elena,  non ne sapevo davvero nulla e mi scuso sin da ora se non ti ho ancora esposto le mie più sincere condoglianze per il lutto che ti ha colpito così da vicino. Desidero unirmi alla folta schiera di amici che intendono esserti vicino in questo momento particolare. A presto cara Elena, con stima e amicizia. alberto moioliTante condoglianze in questo momento così triste.patrizia s.Ciao,mi dispiace per tuo nonno.... anche il mio fu deportato in Germania ed è tornato a casa a piedi. Anzi, prima aveva cercato di tornare a casa dalla Russia, ma al confine era stato catturato e deportato, appunto, in Germania. Se non ce l'avesse fatta a sopportare tutto questo, mio padre non sarebbe nato... nemmeno io!  L'anno scorso ho perso mia nonna ed ora non ho più nessuno dei nonni (gli altri sono morti tutti quand'ero piccola). So cosa stai passando e ti sono vicina. Certo, è proprio un periodaccio! A presto, Laura Cara Elena, sono mortificato per non averti io potuto dare nemmeno il piccolo conforto anche di una sola parola, perchè ero all'oscuro di tutto. Facevo una capatina veloce sui tuoi blog, (anch'io ho avuto dei problemi e appena ieri mi trovavo al funerale di un parente), quindi se anche ne hai accennato in qualche modo io non ho avuto modo di conoscere la situazione. Ti ho anche scritto appena poco fa un'email, pensando di essermi in qualche modo comportato poco educatamente nei tuoi confronti. Mi dispice veramente, ripeto, per non averti potuto dare nemmeno una piccola testimonianza della mia partecipazione. Ti faccio ora le mie condoglianze. Un abbraccio. Nino