Coniglio mannaro

Post N° 141


fino al 20.I.2008Guido ReniGenova, Palazzo RossoCinque tele di conturbante sensualità raccontano la fortuna, nel maestro bolognese, del soldato romano martirizzato sotto Diocleziano. Tra virtuosisimi anatomici e prospettive estetizzanti, la storia di un’immagine che ha poco di sacro. E molto, invece, di profano...di Elena Percivaldipubblicato martedì 15 gennaio 2008
In principio era un soldato. Poi si è trasformato in un vecchio barbuto avvolto in lunghi panni. Addirittura, nel Duecento, per Jacopo da Varagine, autore dell’agiografica Legenda Aurea, è diventato simile a un porcospino. Certo san Sebastiano ha dovuto attendere un bel po’ prima di assumere l’immagine a noi familiare di un giovane uomo dal corpo perfetto e seminudo, legato a un albero o a una colonna e trafitto da frecce. E dire che tutto nasce da un equivoco. Perché, in realtà, questo milite cristiano fu martirizzato sì sotto Diocleziano, all’inizio del IV secolo, ma a colpi non di frecce -ai quali sopravvisse- bensì di frusta o sassi....LEGGI TUTTA LA MIA RECENSIONE SU EXIBART:http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/22053/IDCategoria/1