Coniglio mannaro

Post N° 161


fino al 7.IX.2008 Exempla Rimini, Castel SismondoIl Medioevo. Tempo di mostri, diavoli e incubi collettivi, in rottura col passato? Oppure epoca che, confrontandosi con i modelli dell'arte antica, ha saputo trasmettere la bellezza del classico a un Rinascimento ormai alle porte? Viaggio in un Duecento borderline...di Elena Percivaldi 
pubblicato venerdì 2 maggio 2008Fra mostri, diavoli, sirene bicaudate e basilischi, il luogo comune vuole che il Medioevo abbia smarrito le tracce dell’arte antica sostituendo la perfezione delle forme classiche con un immaginario grottesco, orrorifico, in una parola gotico. A iniziare la demonizzazione dell'estetica medievale fu, come noto, il Vasari, che coniò il termine come sinonimo di nordico e barbarico, in contrapposizione al classicismo del Rinascimento, di cui egli stesso si sentiva apostolo ed esegeta. Per riscoprirne la ricchezza fu necessario attendere la fine del Settecento e i fermenti romantici, che partendo da Inghilterra e Germania portarono alla rivalutazione generale di un'Età di Mezzo letta ora come culla delle identità nazionali e come epoca di rinnovamento (Gregorovius docet) rispetto alla decadenza -morale, civile, politica, culturale ed economica- del tardo impero. E mentre letterati come Goethe o i fratelli Grimm e filosofi quali Fichte e Schelling elaboravano un'idea di Europa medievale unica nel sentimento popolare e religioso, le celebri riletture architettoniche di John Ruskin e di Viollet Le Duc erano propedeutiche al revival medievizzante che portò al successo del Neogotico....LEGGI TUTTA LA MIA RECENSIONE SU EXIBART:http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=23360&IDCategoria=1