Angolo nascosto

Uno spazio mio dove ricevere pochi amici sinceri e chi passerà di qui.

 

 

The woman in the mirror

Post n°1651 pubblicato il 20 Maggio 2018 da surfinia60

Oramai sopporto poche cose. Mi infastidiscono le convenzioni sociali e provo un senso di repulsione a seguire certi rituali di quella che si definisce una condotta accettabile verso il pubblico. Forse perché percepisco anche lo sforzo altrui nel calarsi nella parte di chi si interessa a te o all'altro, quando in realtà è palese che non gli frega un accidente di te e di chiunque abbia di fronte. Però per non fare la figura dell'orso un minimo devi stare al gioco e cercare di sorridere in maniera convincente. Quando sono da sola posso finalmente spogliarmi di queste maschere sociali e lasciare tutto fuori, occludendo anche i canali sensoriali. Non sentire, non vedere e concentrarsi piuttosto sul paesaggio o ascoltare musica anche mentre faccio la spesa. 
Purtroppo questo è il mio modo di sopravvivere in una realtà che non mi si addice, per lo più, e che percepisco come ostile e aliena.
Credo comunque che ci siano parecchie persone nelle mie stesse condizioni, magari non lo ammettono o lo negano oppure, peggio ancora, ingannano se stesse auto convincendosi che va tutto bene.
Di queste ultime ne conosco un bel po'.

Il fatto è che quando ho provato ad abbassare la guardia, e succede sempre più raramente, puntualmente è arrivata la legnata. Per cui succede sempre meno che io decida di dare di nuovo fiducia a qualcuno.
Chissà, magari dovrei cominciare col cambiare la persona che mi guarda dallo specchio.

Ma temo che sia un po' tardi.

 


 
 
 

Autocritica

Post n°1650 pubblicato il 06 Maggio 2018 da surfinia60

È chiaro che questo blog non è altro che uno sfogatoio. Per la sottoscritta, ovviamente. Pertanto mi ritrovo a fare autocritica, in questa uggiosa domenica mattina, grigia e ventosa, di questa bizzarra primavera..

Aggiungici poi che da giorni mi trascino un fastidioso raffreddore con annessi e connessi, e la frittata è fatta..
Sola da una settimana, con l'altra metà in viaggio. Solitudine totale, nessun programma, nessun impegno al di fuori del lavoro.. 

Già, ma che c'entra l'autocritica che ho citato in premessa?
Guardo me stessa e mi chiedo: perché qualcuno dovrebbe richiedere la mia compagnia? In realtà io non amo le persone.
Lo so che suona male, suona asociale e un po' misantropo.
Ma dopo attenta riflessione, sono giunta a questa conclusione.
A parte mio figlio e il mio gruppo di nordik col quale ho le uscite programmate e qualche escursione domenicale, al termine delle quali ognuno torna a casa sua, chi ho nelle vicinanze con cui trascorrerei volentieri qualche ora, a chiacchierare o far serata?
Passo mentalmente in parata le persone che conosco, quasi tutte in ambito lavorativo, e le scarto una dopo l'altra, per questo o quel motivo.
E qui mi si apre un mondo.

"Cara lei! È sola perché vuole esserlo! Non perché nessuno vuole la sua compagnia!"

A pensarci bene, è capitato qualche volta che qualcuno mi invitasse a casa sua, o a vedersi per un caffè e due chiacchiere. Ma io, fatta l'esperienza per una volta, consapevole di ciò che mi aspetta, declino con una scusa.
La conclusione è solo una. Vivo in un luogo che sento ostile, che non mi piace, sia per la geografia fisica che politica. Un paese che non mi somiglia, che non ha un angolo dove mi piace rifugiarmi a pensare e rimirare, tranne rare e sporadiche eccezioni..

Così sono qui, di domenica mattina, con il nulla come prospettiva per la giornata, se non trascinarmi giù dal divano per andare in bagno e mangiare qualcosa, o portare fuori il cane, stando bene attenta a non incontrare anima viva.

Ma nessuno mi dirà mai cosa non va nella mia vita. Il mio armadio contiene solo vestiti comodi, casual, vecchiotti e un po' sformati.. Se qualcuno mi invitasse dovrei correre a comprarmi qualcosa di decente che non saprei nemmeno scegliere, visto che non ho un'amica di shopping che mi aiuti a trovarmi qualcosa e mi dia un giudizio su come mi sta..


Eccolo, quindi, il mio sfogatoio, quello che fa sì che questo blog sia un po' come è la mia vita: chiuso, con i vetri oscurati, quasi a scoraggiare i pochi passanti a fermarsi...

 

 

 

 

 

 
 
 

Efficienza

Post n°1649 pubblicato il 29 Aprile 2018 da surfinia60

Quanto sarebbe meno complicata la vita se non fossimo preda delle emozioni!
Pura efficienza, competenza, intelligenza... sfruttate al massimo.
Le potenzialità realizzate, senza lasciarsi frenare da emotività, remore, scrupoli.
Senza disumanizzarci, certo, ma sempre in grado di dominare il mostro che è in noi.
Razionalità allo stato puro.
E la razionalità non commette errori, non sbaglia, distratta da sentimenti e ormoni.
E' una riflessione che ho fatto sul personaggio protagonista di una serie televisiva che sto seguendo e che ha queste caratteristiche.
Qualcuno la definirebbe fredda, robotica, senza cuore. Io invece vedo una donna efficiente, lucida e schietta, che non si lascia sviare dalla 'pancia', ma usa il cervello, oggettiva e pragmatica.

I romantici di turno diranno che il bello della vita sono le emozioni.
Mah! Ritengo siano sopravvalutate. E il rapporto beneficio-danno pende a favore di quest’ultimo.
Io stessa avrei avuto una vita meno complicata se non fossi stata vittima dell'emotività del momento.

Le cronache sono piene di misfatti commessi in preda ad emozioni incontrollabili. Sarebbe questo il bello della vita? Morire a causa di gelosia, odio, rancore, invidia?

Le baratterei volentieri con un bel cervello funzionante, sempre pronto e scattante verso la giusta soluzione a qualsiasi problema.

Gli struggimenti emotivi li lascerei ai poeti del passato.

 


 
 
 

31.01.2016

Post n°1648 pubblicato il 25 Aprile 2018 da surfinia60

Lo scrissi qualche anno fa.

Lo ripropongo, tanto il mio pensiero non è cambiato.....

 

La vita scorre

calpestata sotto i nostri piedi indifferenti.

Come sassi che ingombrano la strada

scalciamo via sentimenti e idee.

Tra i nostri migliori propositi

mietiamo vittime

falciando ogni sano principio.

Ogni bimbo abortito

ogni cane abbandonato

ogni vecchio dimenticato

copre di macchie le nostre anime.

E noi, storditi dalla noia e dalla fretta

accecati da fari e semafori,

impietosi,

ingraniamo un' altra marcia

e affondiamo più forte sull'acceleratore

cercando di sfuggire,

frenetici e distratti,

al nostro infausto destino.

 

31.01.2006

 

 

 

 
 
 

Il dito o la luna

Post n°1647 pubblicato il 14 Aprile 2018 da surfinia60

Lenire il dolore, spegnere la rabbia, ingoiare il pianto, camminare fino a sfinirsi, ingannare la mente per non permetterle di andare a guardare dove fa male. Stordirsi, anestetizzare, distrarsi, con ogni mezzo.

Una continua ricerca di fuga dall'ineluttabile. Ha senso, mi chiedo?

Tutto si riduce a questo?

Una volta persi di vista i veri obiettivi, si continua a guardare il dito invece della luna.

 

 
 
 
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INFO


Un blog di: surfinia60
Data di creazione: 31/12/2005
 

XXX

 

MIAOO