Un Omaggio ad un grande Artista
Addio al mimo Marcel Marceaumalinconico signore del gestoIl mimo, come la musica, non conosce confini né nazionalità". Questa era stata
la missione di Marcel Marceau, offrire la sua arte al pubblico di tutto il mondo
facendosi interprete di sentimenti universali. Convinto che "se la risata e le
lacrime sono le caratteristiche dell'umanità, tutte le culture sono immerse
nella nostra disciplina". Il più grande mimo del teatro contemporaneo se n'è
andato a 84 anni. Lo ha annunciato la famiglia. E' stato lui a portare l'arte
della pantomima al suo più alto livello, grazie al personaggio di Bip, il
"Pierrot del XX secolo", che lo rese celebre. Marceau nasce il 22 marzo
del 1923 a Strasburgo con il nome di Marcel Mangel, che cambia poi in Marceau
per nascondere, durante la guerra, le sue origini ebree. Partecipa alla
Resistenza e, alla fine del conflitto, frequenta i corsi della Scuola di arti
figurative di Limoges. Col passare degli anni cresce l'interesse per il teatro.
E' allievo di Charles Dullin, debutta sulle scene con Volpone, al Teatro
Sarah Bernardt. La svolta, dopo l'incontro nel 1946, a Parigi, con il mimo
Etienne Decroux, che sarà il suo maestro.
Lavora con diverse compagnie fino alla metà degli anni
Sessanta, quando passa al "one man show". In quegli anni nasce il personaggio di
Bip: Marceau raccontava che l'idea gli era venuta dopo aver visto il celebre
film di Marcel Carné Les Enfants du Paradis, che la "maschera" di Bip -
il viso bianco, gli occhi truccati, il costume - era ispirata a quella di
Baptiste-Barrault, mentre il nome aveva origine dal Pip delle Great
Exprectations di Charles Dickens. Senza dimenticare gli apporti mutuati da
Pierrot, Charlot, Buster Keaton e altri giganti del muto. Oltre quaranta
le pantomime del personaggio,
da Bip dans une soirée mondaine, a Bip
dans le metro, da Bip se suicide a Bip matador, Bip
soldat, Bip charlatan per cirane solo alcune. E' grazie al
malinconico clown col fiore rosso appassito sul cappello che lui, e la sua arte,
diventano celebri. L'apparenza fragile, stralunata, unita alla grande vivacità
sono la chiave del successo che porta alla rinascita l'arte della pantomima
influenzata dalla Commedia dell'Arte, dopo decenni di declino. Dal 1969
al 1971 Marceau è l'animatore della Scuola internazionale del mimo, e nel 1978
crea, a Parigi, la Scuola internazionale del mimodramma. Il suo sogno di avere
di nuovo una compagnia, più volte fallito, si realizza più tardi, nel 1992, con
la Nouvelle Compagnie de Mimodrame Marcel Marceau, con la quale propone, fra gli
altri, Le manteau, Une soir à l'Eden e Le chapeau melon,
omaggio alla bombetta di Chaplin. Numerosi i
riconoscimenti. Oltre alle lauree ad honorem
di alcune università americane, ha
ricevuto anche la Legion d'Onore e il titolo di Grand'ufficiale al merito dello
Stato francese, consegnatogli nel 1998 dall'allora presidente Jacques Chirac.
Scrittore, poeta, pittore, illustratore, celebre in tutto il mondo, ha prestato
la sua arte anche al cinema lavorando, fra gli altri film, anche in
Paganini, di Klaus Kinski, in Shanks, di William Castle, in
Barbarella di Roger Vadim, in Silent Movie, ovvero L'ultima
follia di Mel Brooks, film muto in cui è lui a pronunciare l'unica parola:
"No".