Allarme inquinamento da estrogeniUn bambino su tre nasce con anomaliecriptorchidismo, è aumentata di quattro volte - spiega Il Professor Andrea Ledda del Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Chieti e Direttore Scientifico del Congresso – La colpa è degli estrogeni; sono dei distruttori endocrini che bloccano la produzione del ricettore L3 che si trova nelle cellule fetali-neonatali il quale condiziona la differenziazione sessuale del feto. Da qui le anomalie nell’apparato genitale maschile.Inoltre gli estrogeni interferiscono nella produzione del testosterone fondamentale per la maturazione degli spermatozoi e per il mantenimento delle ghiandole che li producono. E così si spiega il problema dell’infertilità maschile che diventa sempre più importante. Gli spermatozoi che produce l’uomo moderno sono diversi da quelli che produceva trenta anni fa. Oggi sono pochi e di scarsa qualità. L’uomo ne dovrebbe produrre 300 milioni al giorno con un’aspettativa di vita, per quelli eiaculati, di 48 ore. Ma dagli anni ’80 la natalità si è ridotta del 12%. Si è accertato un deterioramento della qualità seminale”. «Il livello dell’inquinamento ambientale da estrogeni – continua Ledda - è andato crescendo enormemente negli ultimi 30 anni in seguito a numerosi fattori e il più importante è l’uso degli estrogeni nel genere umano e negli allevamenti zootecnici. Gli estrogeni sono ovunque, aria, acqua, cibo, fiumi, perfino nelle plastiche, nei nastri adesivi da imballaggio, nei pavimenti di vinile, negli inchiostri. Arrivano nel corpo anche attraverso la pelle quando usiamo shampoo, saponi e cosmetici. Non c’è scampo. Gli estrogeni hanno la capacità di mimare gli ormoni naturali, inviano falsi messaggi al corpo, bloccano i ricettori ormonali, deragliano lo sviluppo. Minano la salute».
Post N° 92
Allarme inquinamento da estrogeniUn bambino su tre nasce con anomaliecriptorchidismo, è aumentata di quattro volte - spiega Il Professor Andrea Ledda del Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Chieti e Direttore Scientifico del Congresso – La colpa è degli estrogeni; sono dei distruttori endocrini che bloccano la produzione del ricettore L3 che si trova nelle cellule fetali-neonatali il quale condiziona la differenziazione sessuale del feto. Da qui le anomalie nell’apparato genitale maschile.Inoltre gli estrogeni interferiscono nella produzione del testosterone fondamentale per la maturazione degli spermatozoi e per il mantenimento delle ghiandole che li producono. E così si spiega il problema dell’infertilità maschile che diventa sempre più importante. Gli spermatozoi che produce l’uomo moderno sono diversi da quelli che produceva trenta anni fa. Oggi sono pochi e di scarsa qualità. L’uomo ne dovrebbe produrre 300 milioni al giorno con un’aspettativa di vita, per quelli eiaculati, di 48 ore. Ma dagli anni ’80 la natalità si è ridotta del 12%. Si è accertato un deterioramento della qualità seminale”. «Il livello dell’inquinamento ambientale da estrogeni – continua Ledda - è andato crescendo enormemente negli ultimi 30 anni in seguito a numerosi fattori e il più importante è l’uso degli estrogeni nel genere umano e negli allevamenti zootecnici. Gli estrogeni sono ovunque, aria, acqua, cibo, fiumi, perfino nelle plastiche, nei nastri adesivi da imballaggio, nei pavimenti di vinile, negli inchiostri. Arrivano nel corpo anche attraverso la pelle quando usiamo shampoo, saponi e cosmetici. Non c’è scampo. Gli estrogeni hanno la capacità di mimare gli ormoni naturali, inviano falsi messaggi al corpo, bloccano i ricettori ormonali, deragliano lo sviluppo. Minano la salute».