Synaptic Mind

Post N° 40


Integrazioni cross sensoriali: i super sensiStudi sulla capacitą cerebrale di operare combinazioni multisensoriali evidenziano come gli esseri umani siano in grado di percepire molto pił di quanto possano semplicemente vedere, toccare, gustare, sentire, annusare...
Photo by Basement24Uno studio della UC Riverside, condotto dallo psicologo Rosenblum, documenta l'abilitą di soggetti ciechi o bendati di spostarsi con successo attraverso spazi sconosciuti, identificare stanze di un campus o forme di oggetti semplicemente emettendo suoni e percependone il rimbalzo sulle superfici, similmente ai meccanismi utilizzati dai pipistrelli. Nonostante le previsioni di totale auto-inefficacia dei soggetti, essi non solo mostravano di esserne da subito in grado, ma mostravano miglioramenti con l'apprendimento.Un istituto della Florida sta lavorando alla costruzione di un elmetto equipaggiato di fotocamere, sonar e altri strumenti in grado di trasmettere al cervello immagini e altri dati attraverso la lingua. Il neuroscienziato Bach-y-Rita, che da anni lavora nel campo delle influenze percettive cross modali a livello cerebrale, sta infatti cercando di convertire immagini visive in impulsi elettrici che possono essere percepiti tramite la lingua, che possiede piuą terminazioni recettoriali di qualsiasi altra parte del corpo al di lą delle labbra. I risultati sono ancora lontani dalla visione perfetta, ma produce gią qualche risultato funzionale all'orientamento spaziale.Alcuni ricercatori adducono prove empiriche all'esistenza di un sesto senso capace di identificare a livello subliminale cambiamenti o pericoli nel nostro spazio peripersonale. Rensink, professore della University of British Columbia, definisce il sesto senso come una modalitaą di percezione visiva inconsapevole. In alcuni esperimenti egli ha mostrato a dei soggetti una serie di immagini fotografiche distanzite di un quarto di secondo l'una dall'altra. Talvolta la sequenza era invariata, altre volte un'immagine differiva dalle precedenti esposizioni. Un terzo dei soggetti riportava di percepire una differenza nell'immagine PRIMA di poterla identificare a livello cosciente. Per Rensink non si tratta di un semplice precursore della normale visione perchč non eą collegata al riconoscimento di un cambiamento o della sua causa, ma ipotizza che determinati segnali visivi siano processati non dalla visione in sč ma da altri sistemi percettivi. Ricercatori della Washingtn University a St.Louis pensano di aver identificato la sorgete di questa 'sensazione corticale' in una'area collocata alla somminitą dei lobi frontali e lungo la linea che divide l'emisfero sinistro da quello destro.Al di lą del profondo fascino suscitato da questi risultati sperimentali, gli ambiti di applicazione sono estremamente ampi: dal potenziamento delle tecnologie di realtą virtuale per gli si pił disparati, alle metodologie di insegnamento, alla progettazione ergonomica di spazi e oggetti per persone con handicap fisici. Questi sono i primi esempi che ci vengono in mente, ma innumerevoli altre possono essere le ricadute di queste nuove conoscenze. Gli studi neuroscientifici andranno poi fatti convergere con quelli cognitivi, in un'ottica interdisciplinare, in modo da verificare quale ruolo rivestano i processi di pensiero (e di coscienza) nelle modalitaą di integrazione multisensorale. Suggeriamo non solo agli psicologi e ai medici, ma anche alle professionalitą pił tecniche (quali sviluppatori, ingegneri, ergonomi e perino architetti) di tenersi aggiornati sugli sviluppi di quest'ambito di ricerca: i risultati sono promettenti, gli spazi di lavoro notevoli.L'articolo originale č consultabile qui.Se questo post ti ha interessato, consulta anche questo!Questo post č di Raffaella Pellegrini-----------------Per leggere tutti i post pubblicati da questo autore, cerca nei TAGS il suo nome!